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Salvini senza mascherina al convegno sul Covid

28 Luglio 2020 | Autore:
Salvini senza mascherina al convegno sul Covid

L’incontro sul Coronavirus: politici, giuristi ed esperti del mondo scientifico commentano le misure adottate fino ad oggi. 

«Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti»: è questo il titolo del convegno tenutosi a Roma nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, organizzato dall’Osservatorio permanente sulle libertà fondamentali. Tra i promotori, l’esponente del Carroccio Armando Siri e il critico d’arte e senatore Vittorio Sgarbi.

Obiettivo dell’incontro, precisa Siri, è «fare il punto, grazie al dialogo tra giuristi e scienziati, su quanto è accaduto in Italia in questi mesi, sul conflitto che c’è stato tra salute e libertà, due diritti fondamentali».

Si presume che in un incontro di questo tipo, in presenza di personalità di spicco della politica italiana, e non solo, vengano rispettate tutte le misure di sicurezza indicate e ribadite nel corso di questi mesi dalla comunità scientifica. Eppure, così non è stato. Il Coronavirus continua a dividere scienziati, politici e gente comune. Quale messaggio è stato lanciato dai personaggi pubblici intervenuti al convegno? A riportare quanto è accaduto nel corso di questo appuntamento sono stati Il Corriere della Sera e l’agenzia di stampa Ansa.

Matteo Salvini si presenta senza mascherina e afferma: «Non ce l’ho e non l’indosso». Un commesso del Senato gli si avvicina per invitarlo a metterla, nel rispetto delle regole vigenti, così un suo collaboratore si affretta a passargliene una tricolore, ma il leader della Lega la ripone in tasca e continua a parlare. Malgrado gli inviti dei funzionari del Senato, il leader della Lega si è rifiutato di indossare la mascherina. Un gesto eclatante, in una sede istituzionale, che ha provocato un vespaio di proteste.

«C’è la sensazione di essere in un ritrovo di carbonari, di negazionisti – sottolinea Salvini – Ma la libertà di pensiero è il primo bene a rischio qui in Italia: io però se uno mi allunga la mano per salutarmi, mi autodenuncio e la mano gliela do comunque. Basta coi bollettini del contagio: sono terrorismo mediatico».

Anche Vittorio Sgarbi, protagonista in aula della polemica contro le misure adottate dal premier Giuseppe Conte, chiede al Governo di ascoltare «quanto hanno da dire tante persone sinora inascoltate», convinte che «il virus non c’è più» e che bisogna farla finita con questo «allarme globale». Secondo Sgarbi, il convegno dovrebbe portare all’elaborazione di un «manifesto della verità».

Presente in aula anche il noto tenore Andrea Bocelli che ragiona sul lockdown e manifesta la sua perplessità sulle restrizioni adottate in questi mesi: «Ho accettato questo invito ma sono lontano dalla politica e devo dire che durante il lockdown ho anche cercato di immedesimarmi con chi doveva prendere decisioni difficili. Ma poi, man mano che il tempo passava, non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità? Poi mi sono sentito umiliato e offeso per il divieto di uscire da casa. Ammetto che ho violato il divieto».

Per quanto riguarda le prossime misure da adottare, Bocelli si augura che «Il Governo ci pensi prima di prendere nuove misure, di stabilire nuove chiusure. Non posso pensare alla celerità con la quale sono state chiuse le scuole mentre le discoteche si sono di nuovo riempite. Perciò mi preme rivolgere un appello: bisogna riaprire le scuole e riprendere i libri in mano. Non posso pensare che i nostri ragazzi, io ho una figlia di 8 anni, debbano trovarsi in classe con la mascherina».

Proroga dello stato di emergenza

Il professor Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, ritiene che se non sussiste una situazione comprovata di pericolo, «non si può prorogare lo stato di emergenza fino al 31 ottobre» come sembra invece intenzionato a fare proprio in questa settimana il governo Conte.

Libertà costituzionali e Dpcm

L’illustre professore di diritto, Michele Ainis, richiamandosi al titolo del convegno, sottolinea che «Noi non possiamo negare che ci sia una pandemia mondiale con oltre 16 milioni di persone contagiate. Ma dobbiamo anche ammettere che in Italia sono state violate alcune libertà costituzionali. Nel nostro sistema è compito del Parlamento dichiarare l’emergenza non del governo. Nella prima parte della crisi le Camere invece sono rimaste mute, mentre il governo ha abusato nell’uso dei Dpcm. Il virus della decretite ha infettato il nostro ordinamento».

In un videomessaggio inviato ai partecipanti al convegno, il filosofo Bernard-Henri Levy ha rimarcato che «Il rischio è che usciamo da questa crisi sanitaria con una epidemia di stupidità, di autoritarismo, di odio della libertà. È abbastanza inquietante e incredibile come un po’ ovunque ci siamo piegati alle restrizioni. Va bene le misure per il contenimento, ma non si possono alzare delle barriere tra le persone. La facilità con la quale sono state prese certe decisioni hanno comportato una riduzione delle libertà».

I commenti contrastanti degli esperti

Alberto Zangrillo, il direttore dell’unità di terapia intensiva del San Raffaele di Milano, in collegamento via Skype, ribadisce il suo pensiero: «Ho già detto che dal 31 maggio il virus è clinicamente inesistente e questa mia affermazione è condivisa da molti colleghi. Forse ho sbagliato i toni con cui l’ho detto e chiedo scusa, ma finora nessuno è riuscito a confutare le mie parole». Per il medico del San Raffaele la strada è segnata: «Procedere con ottimismo e buonsenso, evitando gli eccessi».

Di parere opposto, è Massimo Galli, professore Ordinario di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Milano, che all’Ansa ha precisato quanto segue: «Penso che tutto quello che è stato detto non abbia alcuna base dal punto di vista scientifico: è un messaggio inadeguato, quello che viene lanciato, con elementi di evidente pericolosità». Un commento che esprime chiaramente un orientamento diverso in merito alle posizioni espresse nel corso del convegno tenutosi alla presenza tra gli altri del leader della Lega Matteo Salvini, Vittorio Sgarbi e il tenore Andrea Bocelli.

La risposta del ministro Speranza alla condotta di Salvini

«Credo che il Paese debba essere unito. Lo ribadisco anche stamattina: non ti ridiamo su questioni fondamentali per il futuro dell’Italia. In questo momento sono rimaste tre norme essenziali: utilizzo delle mascherine, distanziamento di almeno un metro e divieto di assembramenti, e il rispetto di norme igieniche fondamentali a partire da lavaggio delle mani». Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto a ‘Radio anch’io’ su Radio Rai Uno, rivolgendosi al leader della Lega Matteo Salvini, che ieri in Senato ha rifiutato di indossare la mascherina.

«Queste regole sono essenziali, non possono essere messe in discussione. Bisogna avere senso dello Stato e delle istituzioni», ha concluso il ministro in una nota che la nostra redazione ha appena ricevuto dall’agenzia di stampa Adnkronos.



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5 Commenti

  1. Ma che esempio vogliono dare? Non si rendono conto che sono esponenti della politica e della cultura e dovrebbero invitare i cittadini a seguire le misure di sicurezza igienico-sanitarie anziché violarle? Fanno come zingaretti che diceva facciamo come se nulla fosse e poi si è preso il Covid, solo che lui non è come noi gente comune e può permettersi cure pagando profumatamente… E se ci becca a noi il covid chissà che fine facciamo

  2. Bravi tutti! Complimenti, facciamo queste sceneggiate in senato anziché parlare di cose serie. Questi siparietti da quattro soldi se li possono risparmiare. Che tanto, ancora non l’hanno capito ma il coronavirus circola ancora e quel genio di Zangrillo perché non va a dirlo a quei poveracci che continuano a morire in tutto il mondo che il coronavirus non c’è più, eh?

  3. Sono d’accordo con Massimo Galli che cerca di portare tutti sulla buona strada. Ma cosa stanno ancoraa negare che il virus esiste? Tra Brasile, Usa, Cina, India ci sono milioni di contagiati. Noi, in Italia, abbiamo avuto tantissimi decessi. E non venite a dirmi ancora che questa è una montatura, un modo per allarmarci. Perché l’emergenza mondiale c’è stata e ancora non l’abbiamo superata

  4. Allora, io non voglio fare la buonista perché qualche volta quando sono all’aria aperta rimango senza mascherina, ma nei luoghi chiusi la indosso sempre rigorosamente. Ora, se vai in un convegno sul Coronavirus, ti pare intelligente fare questi giochetti sull’uso della mscherina? Ma se siete dei politici e la gente vi segue, cercate di dare il buon esempio e non fate discorsi da ignoranti perché non siete mica scienziati, quindi rimanete nella vostra ignoranza ma in pubblico evitate di sparare certe sciocchezze.

  5. Il ministro della salute Speranza ha fatto benissimo a rimarcare quali sono queste misure da rispettare, per l’ennesima volta. Ma possibile che siano tanto sciocchi certi soggetti e continuino a negare l’esistenza del pericolo ancora attuale del coronavirus?

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