Diritto e Fisco | Articoli

Canone Rai sulla seconda casa

28 Luglio 2020
Canone Rai sulla seconda casa

Quando è dovuta l’imposta tv sul secondo immobile di proprietà dello stesso coniuge o dell’altro. Tutte le ipotesi previste dalla legge sull’invio dell’autocertificazione. 

Più di un lettore ci ha chiesto se si debba pagare il canone Rai sulla seconda casa e a quali condizioni è possibile ottenere l’esonero dal versamento, quali sono gli adempimenti e le dichiarazioni da inviare all’Agenzia delle Entrate se un componente della stessa famiglia già paga il canone su un altro immobile. A tutte queste domande proveremo a dare una risposta nella seguente guida. 

Ma prima di spiegare come funziona il canone Rai sulla seconda casa ricordiamo quali sono le regole generali di tale imposta (meglio detta, appunto, «imposta sugli apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive nel territorio italiano»).

Canone Rai seconda casa: si paga?

Il canone Rai è dovuto una sola volta per nucleo familiare, inteso come «famiglia anagrafica» (ossia come insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi – quindi anche partner conviventi – coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune). Una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola persona.

Il canone Rai va versato una sola volta all’anno, a prescindere dal numero di televisori e/o di immobili posseduti dai vari membri della famiglia. Quindi, in una famiglia ove ci sono quattro televisioni o dove il marito è titolare di un immobile e la moglie di un altro si pagherà una sola volta l’imposta sulla tv. 

Come noto, il canone Rai viene riscosso tramite addebito sulla bolletta della luce. Anche in questo caso, però, il versamento è dovuto una sola volta, a prescindere dal numero di utenze sottoscritte all’interno dello stesso nucleo famigliare. Pertanto, se lo stesso componente della famiglia anagrafica è titolare di più contratti della luce o se la titolarità fa capo a componenti diversi (ad esempio, marito e moglie), il canone è dovuto una sola volta. In questa seconda ipotesi, però, per evitare il doppio balzello sulla bolletta, uno degli intestatari della luce (è indifferente chi sia, per cui le parti possono mettersi d’accordo tra loro) dovrà inviare un’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate, compilando il Quadro B del modello di dichiarazione sostitutiva. In essa, dovrà comunicare che l’imposta viene già assolta da un membro della stessa famiglia anagrafica.

Mario e Renata, conviventi e residenti presso lo stesso luogo, sono proprietari di due abitazioni, una ciascuno. I due sono anche intestatari del contratto della luce relativo al proprio immobile. In questo caso, dunque, Mario e Renata potranno decidere chi dei due dovrà versare il canone Rai mentre l’altro dovrà inviare all’Agenzia delle Entrate, una volta all’anno, il modulo con la dichiarazione sostitutiva.

Riassumendo, nell’ambito della stessa famiglia anagrafica, i soggetti conviventi proprietari di più immobili pagano una sola volta il canone Rai se per ognuno di questi vi è un autonomo contratto della luce e se sono presenti più apparecchi televisivi.

La disciplina del canone Rai sulla seconda casa dipende da alcune variabili, ovvero se vi è comunque un soggetto che vi ha la residenza e, come per la prima casa, se vi è un apparecchio tv. Vediamo singolarmente queste ipotesi.

Proprietario di seconda casa residente nella prima: paga il canone Rai?

Potrebbe succedere che una persona sia titolare di due abitazioni. In tal caso, il canone Rai è dovuto solo su quella di residenza e non sulla seconda casa. Facciamo un esempio.

Gennaro è proprietario di una casa in città e di una al mare. In questo caso, Gennaro pagherà l’abbonamento tv solo sul primo immobile e non su quello estivo, anche se in esso possiede una televisione.

Di norma, in questi casi, il contribuente non dovrebbe comunque ricevere alcuna richiesta di pagamento del canone Rai. Difatti, all’atto dell’attivazione dell’utenza elettrica, la società fornitrice pretende una serie di informazioni tra cui, appunto, quella sulla residenza del cliente. Se pertanto dovesse risultare che l’utente è residente altrove, le bollette della luce della seconda casa non conteranno la maggiorazione dell’imposta sulla tv, in quanto appunto si presume già assolta con l’utenza della luce dell’immobile di residenza.

Residente nella seconda casa: paga il canone Rai?

Vediamo invece che succede se la stessa persona, proprietaria di due case, è residente nella “seconda”. In tal caso, poiché è la residenza a determinare l’addebito del canone sulla bolletta, quest’ultimo dovrebbe subire la maggiorazione. 

Tuttavia, è possibile evitare tale conseguenza. Difatti, il soggetto residente, titolare dell’utenza elettrica, potrebbe ugualmente compilare il quadro B della dichiarazione sostitutiva (relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato) dell’Agenzia delle Entrate, dichiarando di essere esentato dal versamento dell’imposta in quanto, nonostante sia ivi residente, il canone è già dovuto e pagato in relazione all’utenza elettrica intestata a un altro componente della stessa famiglia anagrafica. 

In pratica, si può evitare di pagare il canone Rai sulla seconda casa ove si è residenti solo a condizione che un altro membro della famiglia anagrafica, titolare a sua volta di una distinta utenza della luce, stia già versando la medesima imposta in relazione a un altro immobile.

Se nella seconda casa non c’è una tv si paga il canone Rai?

Se invece nella seconda casa non vi è alcun apparecchio televisivo, il titolare dell’utenza dovrà compilare il quadro A della medesima autocertificazione. Tale adempimento andrà ripetuto ogni anno. 

Coniugi con residenza diversa: si paga il canone Rai?

L’ultima ipotesi è quella di due coniugi, titolari sì di due abitazioni, ma ciascuno con residenza nella propria, ossia diversa dall’altro.

Abbiamo visto, ad inizio articolo, che in caso di coniugi proprietari di due case, ma con residenza comune, il canone Rai è dovuto una sola volta, relativamente all’immobile da questi prescelto.

Viceversa, i coniugi con residenze diverse, intestatari delle relative utenze elettriche, dovranno pagare due volte il canone Rai, una volta per ciascuna abitazione. La regola generale è che il canone è dovuto solo per l’abitazione di residenza, quindi due coniugi conviventi pagano un’imposta unica. 

La regola vale anche nel caso di due utenze separate purché si risieda presso un’unica abitazione: per evitare la doppia imposizione, uno dei due deve inviare comunicazione all’Agenzia delle Entrate, segnalando che il canone viene pagato dal coniuge.

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni, leggi:


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube