Come dare casa vacanze gratis ai parenti

28 Luglio 2020 | Autore:
Come dare casa vacanze gratis ai parenti

Quali adempimenti se si concede per brevi periodi l’uso dell’immobile ai familiari: il contratto da redigere e la comunicazione all’autorità di Ps.

Hai una seconda casa adibita a casa vacanze. In questo periodo di di crisi economica aggravata dall’emergenza Coronavirus, i turisti scarseggiano e l’abitazione rimane spesso sfitta; le prenotazioni non arrivano e quelle precedenti sono state cancellate.

Alcuni tuoi parenti vorrebbero trascorrere le loro ferie nel luogo dove si trova l’immobile e ovviamente hanno pensato a te: ti chiedono se puoi concedergli la casa per una settimana o due e tu vorresti accogliere la loro richiesta. Vuoi fargli un favore e inoltre sarebbe paradossale mandarli in albergo o in un altro luogo a pagamento quando la tua casa è libera.

Ma ti preoccupi di quali regole bisogna seguire in questo caso: sia per gli adempimenti fiscali sia per la comunicazione delle presenze all’autorità di pubblica sicurezza. Come dare la casa vacanze gratis ai parenti? Devi fare un contratto con i tuoi familiari oppure no, e se sì in quale forma? In che modo potrai dimostrare la parentela e il fatto che non percepisci nessun corrispettivo per il soggiorno? Vediamo come bisogna comportarsi in questi casi.

Case vacanze: cosa sono

Le case vacanze sono strutture ricettive destinate a ricevere turisti a tempo determinato, per un periodo massimo di tre mesi consecutivi. A differenza degli alberghi e dei B&B (i bed and breakfast), non hanno bisogno di personale e di servizi centralizzati; basta l’arredamento necessario per consentire il soggiorno e l’autorizzazione all’apertura, in base alla normativa locale disciplinata dalle apposite leggi regionali.

Case vacanze: il contratto di affitto

Per concedere la casa vacanza in locazione bisogna stipulare con i soggiornanti un particolare contratto di affitto turistico che ha validità temporanea e limitata (il massimo è di 3 mesi, mentre non c’è un limite alla durata minima: anche una sola notte o un weekend) e deve soddisfare un’esigenza di tipo turistico, come lo svago e la villeggiatura.

Il contratto è a titolo oneroso perché prevede normalmente un corrispettivo. Il canone però è libero e verrà determinato nella contrattazione tra le parti. Si può anche prevedere la quota attribuibile all’inquilino per i consumi delle utenze e le pulizie dei locali.

Il contratto deve essere stipulato in forma scritta e alla scadenza c’è l’obbligo automatico di rilascio della casa al proprietario; non occorre quindi la disdetta. Se la durata della locazione turistica è inferiore a 30 giorni non c’è obbligo di registrazione del contratto.

Case vacanze: comunicazione alla Ps

Se la locazione ha durata superiore a 30 giorni il proprietario deve comunicarla, entro 48 ore dalla consegna dell’immobile, all’autorità locale di pubblica sicurezza (Commissariato o stazione dei Carabinieri del luogo o in mancanza al sindaco). La comunicazione è sempre obbligatoria se l’inquilino è un cittadino di un Paese al di fuori dell’Unione Europea [1]. Di recente però l’obbligo di comunicazione è stato esteso anche agli affitti brevi, di durata inferiore a 30 giorni [2].

Comunque la registrazione del contratto all’Agenzia delle Entrate, che abbiamo visto al paragrafo precedente, sostituisce l’obbligo di comunicazione all’autorità di Ps [3].

Il decreto Sicurezza [4] prevede anche la comunicazione delle generalità degli ospiti entro le 24 ore successive al loro arrivo (o immediatamente per soggiorni di durata ancora più breve) alla Questura attraverso una procedura informatica chiamata «Alloggiati Web», disponibile sul sito della Polizia di Stato.

Casa vacanza ai parenti: quali regole

Nel caso in cui tu voglia concedere gratis la casa vacanze ai tuoi parenti, fermi restando i limiti di durata massima del soggiorno, potrai stipulare un contratto di comodato d’uso gratuito. La registrazione di questo contratto, come abbiamo visto, assorbirebbe anche gli obblighi di comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza. È la formula da adottare quando si tratta di un soggiorno prolungato, ad esempio la famiglia di tuo nipote viene a trascorrere stabilmente un mese di ferie a casa tua.

C’è però un caso particolare che consente di offrire – sempre gratuitamente – la casa ai familiari senza necessità di porre in essere questi adempimenti. Quando l’utilizzo dei locali è del tutto saltuario e avviene per brevi periodi, a titolo di favore e di ospitalità, si può ritenere che il proprietario rimane nel possesso e nella disponibilità personale dell’immobile e non la cede agli occupanti.

Il contratto di comodato, invece, presuppone l’uso e il godimento esclusivo da parte del comodatario ma in questo caso ciò non risulterebbe aderente alla reale situazione di fatto e alla volontà delle parti sull’uso della casa, che è limitato, temporaneo e sporadico. Potrà trattarsi, in concreto, di un weekend o di una settimana programmata all’ultimo momento, oppure, se la tua casa vacanze è in città, del parente che ti telefona chiedendoti se può soggiornare da te un giorno o due quando arriva per motivi di lavoro.

Quindi se l’utilizzo della casa da parte dei familiari è del tutto episodico e occasionale e deriva da una mera ospitalità concessa dal proprietario della casa, senza che ci sia, dunque, un uso esclusivo e continuativo dell’ospite, non c’è neppure l’obbligo di comunicazione all’autorità di Ps, sempre che l’occupazione sia limitata a periodi brevi e comunque inferiori a 30 giorni. Leggi anche come affittare casa vacanze.


note

[1] Art. 2 del D.L. n. 79/2012, convertito in Legge 7 agosto 2012, n. 131.

[2] Art. 19 del D.L. 119/2018.

[3] Art. 3 del Dlgs 23/2011.

[4] D.L. 14 giugno 2019, n. 53 e art. 109 Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza.


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