Scuola: tutte le novità sulla riapertura

28 Luglio 2020 | Autore:
Scuola: tutte le novità sulla riapertura

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina interviene sulla partenza del nuovo anno scolastico e fa chiarezza sul rientro in sicurezza, sui precari, sulle graduatorie, sui banchi, sulla necessità di riduzione del numero di alunni per ogni classe.

Una mattinata di fuoco alla Camera dei Deputati, durante l’informativa urgente della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, a proposito delle iniziative per la riapertura delle scuole. A meno di due mesi dalla partenza del nuovo anno scolastico, fissata per il 14 settembre, la ministra precisa che «La scuola ripartirà a settembre, lo dico con chiarezza. Siamo convinti della scelta fatta a marzo, l’abbiamo fatto nell’interesse esclusivo dei cittadini. Già a giugno, con gli Esami di Stato, abbiamo portato mezzo milione di persone a scuola. Per alcune realtà locali, martoriate dal COVID-19, lo svolgimento degli Esami di Stato ha rappresentato, per certi versi, una vera e propria prova generale di ritorno alla quotidianità. I fatti dimostrano che quella scelta ha prodotto i risultati sperati».

Dalle parole della ministra emerge il massimo impegno per garantire il diritto allo studio e alla salute per studenti e studentesse e per tutto il personale scolastico.

«L’obiettivo di settembre è impegnativo. Lavoriamo alla ripartenza con spirito di servizio, con un importante sforzo organizzativo e anche con una visione che prova a guardare oltre l’emergenza cercando di generare, dalla risposta alla crisi, anche delle opportunità di miglioramento e sviluppo. A partire dal rilancio degli investimenti per l’Istruzione», precisa Azzolina.

I bambini con meno di 6 anni

I bambini di età inferiore ai sei anni hanno esigenze del tutto particolari, legate alla corporeità ed al movimento. La ministra Azzolina sottolinea che «Il curricolo si basa fortemente sull’accoglienza, la relazione di cura, la vicinanza fisica e il contatto, lo scambio e la condivisione di esperienze. La prossima riapertura richiederà perciò l’adozione di misure particolarmente attente alla garanzia del rispetto non solo delle prescrizioni sanitarie, ma anche della qualità pedagogica delle relazioni. Un’attenzione particolare è riservata ai bambini e alle bambine che per la prima volta risultano iscritti, prevedendo per essi e per i genitori momenti dedicati di ascolto e di primo ambientamento».

Linee Guida per l’utilizzo della didattica digitale integrata

Nel documento per la pianificazione della ripresa delle attività scolastiche, educative e formative è stata prevista l’adozione di specifiche Linee Guida per l’utilizzo della didattica digitale integrata, proprio perché sia chiara la sua funzione precipua di integrare e non già sostituire il percorso di apprendimento, quale ulteriore potente strumento metodologico e didattico, in via ordinaria e straordinaria. La ministra Azzolina spiega che si tratta di un documento già pronto che sarà condiviso con le forze sociali e il Consiglio superiore della Pubblica istruzione e diffuso nei prossimi giorni.

I banchi

Della gara per i banchi, se ne sta occupando il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19. «Si tratta di banchi monoposto di tipo tradizionale e di tipo innovativo. Lo stesso Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute, nel documento del 28 maggio, ha suggerito l’uso di sedute monoposto per favorire il distanziamento. In queste settimane abbiamo chiesto a tutti i dirigenti scolastici di fornirci con precisione dati certi rispetto al fabbisogno di arredi di ciascuna scuola. Non abbiamo imposto una sola tipologia di banco, come ho letto da più parti, ma semplicemente lo Stato, per la prima volta, si è preso la responsabilità di sostenere le scuole aiutandole a rinnovare gli arredi», spiega la ministra.

A rispondere sono state 8.008 istituzioni scolastiche sulle 8.390 esistenti. Gli istituti hanno chiesto 2,4 milioni di banchi. Lucia Azzolina evidenzia che «Oltre 750mila sono per la scuola primaria, dunque, necessariamente, banchi di tipo tradizionale, più adatti per i piccoli. Mentre 1,7 milioni sono stati i banchi richiesti per le secondarie, di cui oltre uno su quattro di tipo innovativo. L’alta richiesta delle scuole dimostra che di questi arredi c’era bisogno. E da tempo. Lo Stato finalmente interviene. Ho letto diverse corbellerie in questi giorni. Numeri e cifre dati a caso, anche rispetto ai costi. Ho letto che il Governo sta sprecando denaro sulla scuola. Permettetemi di esprimere tutto il mio biasimo e di invitare tutti ad attenersi solo ad informazioni certe e verificate. Consentitemi altresì una ulteriore considerazione. Io credo che ogni singolo euro speso per la scuola non sia perduto ma costituisca, invece, un investimento. Un investimento per il futuro dell’Italia. Arredi compresi».

Numero di alunni per ogni classe

La ministra dell’Istruzione ha precisato che si provvederà alla riduzione del numero di alunni per classe, al fine di evitare classi sovraffollate, «volgarmente dette classi pollaio. Dovrà essere varato un piano di formazione del personale scolastico in grado di assicurare qualità e innovazione».

Concorsi

Sono stati banditi 78mila posti per assumere nuovi insegnanti. Sarà riattivata la macchina concorsuale ferma da troppo tempo, con grave danno per la scuola che «senza concorsi non ha tutti gli insegnanti di cui ha bisogno. Concorsi che valorizzano l’esperienza dei docenti con più annualità di servizio alle spalle, e che, al contempo, permettono ai giovani che vogliono cominciare a insegnare e che da diversi anni attendono queste procedure di cimentarsi e ottenere l’agognato ruolo. Abbiamo voluto concorsi selettivi, come impone la Costituzione, diversificati, certo, per dare a chi ha anni di insegnamento alle spalle il giusto riconoscimento del percorso fatto, ma seri. Lo abbiamo fatto per la convinzione, condivisa anche con le più alte Istituzioni dello Stato, che il dettato costituzionale e il bene della scuola esigono un passaggio concorsuale, che selezioni e consacri alla professione più delicata e più vitale per il futuro di un Paese persone capaci, meritevoli, con la passione per l’insegnamento. Valorizzazione delle capacità e del merito, uguaglianza, solidarietà. Sono solo alcuni dei principi espressi nella nostra Costituzione. Un testo che deve continuare a rimanere la bussola della nostra azione».

Precari

Sarà garantita la mobilità del personale scolastico, nella certezza di dovere assicurare anche quest’anno il diritto tutti di ricongiungersi, dopo anni passati lontano da casa, alle loro famiglie. Sono state istituite le graduatorie provinciali per le supplenze, digitalizzando tutta la procedura, al fine di agevolare la chiamata dei supplenti garantendo più trasparenza e rapidità.

La ministra rimarca che «Di fatto, stiamo digitalizzando quasi 1 milione di domande. Si tratta di uno strumento che inizia a porre rimedio in via strutturale a problematiche annose per il nostro sistema d’istruzione, fra le quali la mancanza cronica di alcune tipologie di docenti soprattutto nelle aree del nord del nostro Paese, che sgrava le istituzioni scolastiche da una mole enorme di incombenze e che pone un freno alla vecchia roulette della scelta di 20 scuole».

Anche su questo ci sono state molte polemiche pretestuose, pertanto, Azzolina cerca di fare chiarezza: «Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria i contratti a tempo determinato, perché di questo stiamo parlando, andranno prima a chi è abilitato, e dopo, in subordine, a chi si sta laureando in Scienze della formazione primaria. Si tratta della laurea che abilita all’insegnamento proprio per questo grado di scuola e durante la quale si fanno anche specifici percorsi di tirocinio. Parliamo quindi di giovani preparati, perché già in possesso delle competenze derivanti dallo svolgimento del tirocinio. Persone che comunque venivano già chiamate, tramite lo strumento della messa a disposizione».

Con la procedura chiamata call veloce, sarà consentito ai docenti collocati in posizione utile nelle graduatorie concorsuali e nelle graduatorie ad esaurimento, di poter esprimere, volontariamente, l’opzione per l’immissione in ruolo in una regione diversa da quella della graduatoria di appartenenza, velocizzando la loro assunzione e andando a coprire posti che altrimenti resterebbero vuoti.

Il commento di Mariastella Gelmini

Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ha dichiarato che «Il ministro Azzolina in Aula a Montecitorio non ha dato risposte al Paese. Per le famiglie e per gli studenti non ci sono ancora certezze in vista della riapertura delle scuole. Mancano le regole, i docenti, i banchi, persino gli orari. Con questa approssimazione a settembre si rischia un caos senza precedenti».



4 Commenti

  1. Benissimo. Forse, l’idea delle classi sovraffollate doveva essere già presa in passato così gli alunni possono essere seguiti come si deve e si cerca di garantire una buona preparazione e un sostegno anche a chi ha più difficoltà.

  2. Allora, io sono contraria a far insegnare agli studenti di scienze della formazione primaria. Capisco che possono fare tirocini e cose varie, ma si parla pur sempre di ragazzi senza esperienza che a mio parere non possono trovarsi catapultati in una classe di bambini quando lo sono ancora loro.. Cioè sicuramente avranno la pazienza e le nozioni fresche, ma bisogna saperli prendere i bambini e sapergli insegnare attraverso un’esperienza e un bagaglio che per forza di cose i ragazzi degli ultimi anni universitari non possono avere,. Quindi, fateli studiare e laureare e poi li mettete in cattedra. Che poi, l’esperienza possono acquisirla affiancando docenti più esperti

  3. Sono d’accordo con la Gelmini. In pratica, che risposte ci ha dato Lucia Azzolina? Quanti nel dettaglio saranno gli alunni per ogni classe? A che ora saranno aperte le scuole? Fino a quando potranno rimanere in classe? E poi come si farà per i bimbi più piccoli?

  4. Questi politici parlano parlano, ma alla fine la tirano per le lunghe per farci rimanere con il fiato sospeso e noi a due mesi dall’inizio della scuola non abbiamo ancora risposte chiare. Che poi io dico, organizzatevi e se non sia mai dovesse esserci una seconda ondate cercate di organizzare un piano B. Cioè se ritornano tutti quei focolai io non metto a rischio la salute di mio figlio,

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