Imposta patrimoniale: le ultime novità

28 Luglio 2020 | Autore:
Imposta patrimoniale: le ultime novità

Il ministro dell’Economia Gualtieri dice no a una tassazione straordinaria sugli immobili, ma non parla di conti correnti e depositi. Esclude, invece, una doppia plastic tax.

Torna alla ribalta la questione dell’imposta patrimoniale: oggi il ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri, rispondendo a una precisa domanda durante l’audizione in Parlamento, ha dichiarato, come ci riporta l’agenzia stampa Adnkronos: «No, non ci sarà una patrimoniale sugli immobili».

E quanto alle preoccupazioni sull’andamento dei conti pubblici, dovute al fabbisogno finanziario e all’esplodere del debito, arrivato al 157,6% del Pil, il ministro ha ribadito: «Non esistono tensioni di cassa, il governo ha smentito le ricostruzioni che non si basavano su dichiarazioni del sottoscritto, ma su retroscena che spesso non sono basati su informazioni corrette. Il tema non esiste».

Proprio Gualtieri, infatti, nei giorni scorsi avrebbe lanciato l’allarme, riportato da alcune testate giornalistiche – tra cui Il Sole 24 Ore, che venerdì scorso intitolava «Tensioni sui conti senza il Mes» sulle difficoltà per fronteggiare i prossimi pagamenti senza ricorrere al Fondo salva stati. Qualcuno vi aveva visto un rischio per l’erogazione di stipendi, pensioni e casse integrazioni. Oggi arriva la smentita dell’interessato anche su questo fronte.

Tutte queste dichiarazioni sono state rese da Gualtieri alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, che stanno esplorando il Programma nazionale di riforma per l’anno 2020 presentato dal Governo e che contiene il quadro dei prossimi interventi, a partire dalla manovra d’agosto che il Consiglio dei ministri si accinge a varare e contiene interventi onerosi per le casse statali, come la proroga della Cig per altre 18 settimane e la sospensione dei versamenti fiscali fino alla fine dell’anno o almeno fino a novembre.

Per questo il ministro ha chiesto al Parlamento di autorizzare lo scostamento di bilancio, che comporterà un ulteriore indebitamento di 25 miliardi, e vedrà le risorse così ottenute impiegate «per occupazione, fisco e liquidità, enti territoriali, istruzione». Domani, mercoledì 28 luglio, Camera e Senato si riuniranno per decidere a maggioranza su questo punto ed anche sulla proroga dello stato di emergenza chiesta dal premier Conte fino al 31 ottobre.

La dichiarazione di Gualtieri, però, è circoscritta alla sola imposta patrimoniale sugli immobili e dunque lascia aperto il fronte di un’eventuale imposta patrimoniale applicata sulle giacenze liquide dei conti correnti o sulle disponibilità finanziarie investite in titoli. Anche questi valori mobiliari, infatti, rientrano nella nozione tecnica di patrimonio, insieme ai cespiti immobiliari e dunque potrebbero venire tassati.

Ciò potrebbe realizzarsi con forme di imposizione “secca” e all’improvviso, come avvenne nel giugno del 1992 con il prelievo forzoso di una percentuale dello 0,6% sull’ammontare dei depositi nei conti correnti.

Ci sono poi forme più “soft” di tassazione della ricchezza, come il contributo di solidarietà proposto di recente in un’iniziativa parlamentare di alcuni deputati del Pd sui redditi annui oltre gli 80mila euro che verrebbero tassati in base a un meccanismo di aliquote crescenti.

Ma il bersaglio grosso di Gualtieri, in questo momento, sembrano non essere i patrimoni, che comunque non vengono dimenticati in un’ottica di lungo periodo. Piuttosto, il titolare del dicastero oggi preannuncia, come ci riporta l’Adnkronos, che «ci sarà una revisione del sistema di imposte ambientali», per «incentivare la transizione ecologica».

Sempre sul tema fiscale, Gualtieri ribadisce che «il contrasto all’evasione fiscale e contributiva continua a svolgere un ruolo cruciale per assicurare una maggiore equità tra le famiglie, una sana e leale concorrenza tra le imprese e un migliore funzionamento dei mercati».

Così su questo fronte il Governo «proseguirà l’azione volta a incentivare i pagamenti elettronici» e più in generale, spiega il ministro, «occorre una riforma del fisco che punti a semplificare una normativa sovrapposta e frammentata che rappresenta, in generale, un intralcio alla competitività del paese».

Ma oggi Gualtieri ha annunciato anche che «non ci sarà una doppia plastic tax», cioè una sovrapposizione tra la tassazione nazionale sugli imballaggi plastici prevista a partire dal gennaio 2021 (quella prevista dalla legge di Bilancio 2020 e la cui introduzione è stata rinviata per l’emergenza Coronavirus) e quella nuova europea sui rifiuti non riciclati stabilita durante gli accordi del Recovery Fund. Il titolare del Mef assicura che nella prossima legge di Bilancio «lavoreremo a una razionalizzazione, per evitare duplicazioni e oneri eccessivi per le imprese».

Quanto al Recovery Fund, ricorda che complessivamente l’Italia avrà a disposizione 209 miliardi, frutto dell’accordo raggiunto la scorsa settimana a Bruxelles, che «potranno essere impegnate fino al 2023 nella realizzazione di investimenti e riforme». Di questi soldi, secondo Gualtieri «il 70% sarà disponibile nel 2021-2022 e il restante 30% nel 2023».



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