Alzheimer, scoperto un modo per prevenirlo

28 Luglio 2020
Alzheimer, scoperto un modo per prevenirlo

C’è un fattore che aumenta il rischio di contrarre la «malattia della memoria»: la tristezza. Da qui, l’importanza del pensiero positivo.

«Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo», cantava Jovanotti nei primi anni Novanta. All’epoca, l’eterno ragazzo del rap italiano non immaginava, probabilmente, che potesse esserci un fondamento scientifico alla base di quel ritornello. A quanto pare, invece, è così. O almeno, pensare positivo aiuta a mantenersi in salute. Lo dice uno studio di cui ci dà notizia l’agenzia di stampa Adnkronos: più aumentano i pensieri negativi, più aumenta il rischio Alzheimer.

La ricerca

Un gruppo di ricercatori britannici, dell’University College London, ha studiato il legame tra tristezza, ansia, depressione e la cosiddetta «malattia della memoria», scoprendo che esiste davvero. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Alzheimer’s and Dementia; aveva a oggetto un gruppo di pazienti tutti di età pari o superiore a 55 anni, la metà dei quali risultava avere, da un esame Pet, concentrazioni anomale di proteine Tau e amiloide nel cervello, due marcatori caratteristici del morbo di Alzheimer.

Il tutto è stato poi completato da un questionario relativo ad ansia, depressione e pensieri negativi ricorrenti. Il risultato ha mostrato che questi ultimi sono associati a un declino della cognizione generale, in particolare della memoria, così come a maggiori depositi di proteine Tau e amiloide. E questa correlazione si mantiene, anche dopo aver considerato altri fattori, ed è indipendente dall’intensità di ansia e sintomi depressivi.

I rimedi

«I pensieri negativi ricorrenti – commentano gli autori – sono associati al declino delle sfere cognitive colpite precocemente nella malattia di Alzheimer e ai biomarcatori che lo caratterizzano».

I ricercatori – premettendo che ulteriori studi potranno stabilire se la «gestione» di pensieri negativi ricorrenti potrà ridurre il rischio di Alzheimer – incoraggiano comunque le persone tendenti a «vedere nero» a prendere in considerazione terapie del pensiero positivo, quali psicoterapia, meditazione e simili.



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