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Contributi Inps non versati: come recuperarli

1 Agosto 2020
Contributi Inps non versati: come recuperarli

Causa lavoro persa: posso recuperare i contributi ai fini pensionistici?

La sentenza allegata dal lettore, presumibilmente passata in giudicato (se non appellata), accerta definitivamente l’insussistenza del rapporto di lavoro tra le parti, per il periodo dal 1982 al 2002. Ciò rende impossibile recuperare i contributi previdenziali relativi al periodo suddetto, che sarebbero in ogni caso prescritti.

La prescrizione dei contributi previdenziali (decennale sino al 1 gennaio 1996 e quinquennale dal 1 gennaio 1996 in poi) ne rende impossibile il versamento, in quanto gli stessi non concorrono alla formazione della pensione.

L’unico periodo per il quale è ancora possibile chiedere, nonostante la prescrizione, i contributi previdenziali eventualmente non versati dal datore di lavoro è quello, non contestato e confermato anche dalla sentenza allegata, relativo al rapporto di lavoro subordinato, dal 1.11.1995 al 15.06.1996.

La lavoratrice può richiedere all’Inps la costituzione della rendita vitalizia ai sensi dell’articolo 13 della legge n. 1338 del 1962, finalizzata a riscattare il periodo di omissione contributiva caduto in prescrizione.

Per poter accedere alla rendita vitalizia, occorre presentare all’Inps documenti di data certa dai quali possa evincersi l’effettiva esistenza del rapporto di lavoro (articolo 13, comma 4, della legge n. 1338 del 1962), a titolo esemplificativo: buste paga, libretti di lavoro, lettere di assunzione o di licenziamento, benserviti, libri paga e matricola, altri documenti attinenti al rapporto di lavoro dichiarato. Invece, la durata del rapporto di lavoro e l’importo della retribuzione percepita possono essere provati con altri mezzi, anche verbali (per esempio dichiarazioni testimoniali).

Proprio la prova rigorosa dell’esistenza del rapporto di lavoro, impedisce di costituire la rendita vitalizia per i periodi dal 1982 al 2002 per i quali la sentenza ha, al contrario, accertato l’inesistenza del rapporto stesso, poiché non dimostrato in corso di causa.

L’Inps ha chiarito, con una recente circolare (n. 78/2019), che la documentazione probatoria da allegare alla domanda deve essere redatta all’epoca dello svolgimento del rapporto di lavoro o anche in epoca successiva, purché risalente rispetto all’epoca della domanda di rendita vitalizia, tale da far escludere che sussistano elementi che facciano ritenere la documentazione costituita allo specifico scopo di usufruire del beneficio in argomento.

Il periodo di lavoro può essere riscattato in tutto o in parte. I contributi possono essere accreditati solo dopo il pagamento di un onere di riscatto e sono utili per il diritto e per la misura di tutte le pensioni.

La domanda di costituzione della rendita vitalizia si presenta online all’INPS attraverso il servizio dedicato, oppure tramite CAF o intermediari abilitati.

Articolo tratto da una consulenza dell’Avv. Maria Monteleone



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