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Asfalto rialzato per le radici degli alberi: l’ente non risarcisce il sinistro

8 Novembre 2013 | Autore:
Asfalto rialzato per le radici degli alberi: l’ente non risarcisce il sinistro

In caso di incidente causato dalle cattive condizioni della strada, l’ente proprietario risarcisce il danneggiato solo se questi dimostra che l’insidia non era visibile e che l’incidente non è dipeso da propria negligenza e disattenzione.

 

Per le radici dell’albero che fuoriescono dalla strada, l’ente pubblico non risarcisce in caso di incidente.

Comune e Provincia non sempre sono responsabili dei danni causati dalle cattive condizioni delle strade. La responsabilità della Pubblica Amministrazione per cose in custodia scatta solo quando l’ostacolo presente sulla carreggiata è stato causa determinante dell’incidente stradale, nonostante il conducente abbia fatto di tutto per evitarlo.

Diversamente, la responsabilità risarcitoria dell’ente è esclusa se l’incidente stradale è dipeso dalla condotta negligente del danneggiato che, se fosse stato più attento e prudente, avrebbe potuto evitare le insidie (rigonfiamenti del manto stradale, buche, fango ecc.).

È quanto ribadito dalla Cassazione [1] che ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata da un motociclista caduto a causa dall’asfalto gonfio per le radici degli alberi al bordo della strada. Secondo i giudici, la Provincia non è responsabile quando i rigonfiamenti dell’asfalto sono ben visibili (come nel caso di radici di albero). Nel caso di specie, se il motociclista fosse stato più attento e avesse proceduto a velocità moderata, avrebbe evitato l’incidente.

Dunque, in tema di responsabilità risarcitoria dell’ente locale per danni da cose in custodia (strade, alberi ecc.) la prova ricade sul danneggiato: questi deve provare l’esistenza del rapporto di causalità diretta fra la cosa in custodia e l’evento lesivo subito.

Egli deve, cioè, dimostrare che il danno è disceso direttamente dall’ostacolo presente sulla carreggiata in quanto esso non era visibile né prevedibile e, pertanto, inevitabile.

Al contrario, l’ente è libero da responsabilità se dimostra la visibilità e prevedibilità del pericolo e, di conseguenza, l’esistenza di un elemento interruttivo del rapporto di causalità, quale la colpa del conducente negligente e disattento.


note

 

[1] Cass. ord. n. 24744/13.


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