Risarcimento danni per macchia d’olio sulla strada

28 Luglio 2020 | Autore:
Risarcimento danni per macchia d’olio sulla strada

L’ente responsabile può liberarsi se dimostra che la presenza della sostanza sull’asfalto era recente. Il conducente deve provare la guida prudente e corretta.

È una delle cause più frequenti di incidente stradale, specialmente per le motociclette: una macchia d’olio sulla strada fa sbandare e provoca una caduta, a volte con conseguenze rovinose. In questi casi come è possibile ottenere il risarcimento dei danni e nei confronti di chi bisogna agire?

In linea generale, il soggetto responsabile è l’Ente pubblico proprietario della strada, che è tenuto a mantenerla in modo da evitare pericoli a coloro che la percorrono. Ma bisogna considerare che la macchia d’olio potrebbe essere stata depositata sull’asfalto per molteplici cause, come un veicolo di passaggio che ha una perdita dai circuiti o la caduta e rottura di un recipiente trasportato. E ciò può essere accaduto proprio poco prima del passaggio del veicolo che ha subito l’incidente.

In questi casi, secondo la giurisprudenza chi è tenuto alla manutenzione non è responsabile perché la causa del sinistro è riconducibile al caso fortuito e non a un difetto di intervento, che oltretutto non potrebbe essere svolto nell’immediatezza se il versamento dell’olio è avvenuto di recente. Così il pericolo, visto dal lato dell’Ente, non sarebbe prevedibile e concretamente evitabile.

C’è poi da verificare la grandezza della macchia: quanto maggiore è la sua estensione, tanto più essa è visibile e dunque percepibile dall’automobilista o dal motociclista che sopraggiunge e perciò non può parlarsi di insidia nascosta o di trabocchetto.

Macchia d’olio sull’asfalto: cosa dice la legge

La principale norma applicabile è quella del Codice civile che riguarda il danno derivante da cose in custodia [1]. La cattiva manutenzione di un tratto stradale si traduce in un fatto illecito, che fa sorgere la responsabilità per danni in capo al proprietario o al gestore tenuti a provvedere. L’Ente proprietario può sfuggire alla responsabilità solo se prova il caso fortuito, cioè un evento imprevedibile, eccezionale e non tempestivamente evitabile o segnalabile.

Questo è proprio il caso della macchia d’olio sulla strada: se si è formata poco prima del sinistro, il responsabile della custodia potrà sostenere che non c’erano i tempi tecnici necessari per intervenire, segnalare la presenza dell’insidia, pulire l’asfalto e ripristinare le condizioni di sicurezza.

Macchia d’olio: chi deve provare cosa

In base alle regole di riparto dell’onere probatorio nel giudizio civile, il danneggiato dovrà provare la presenza della macchia d’olio sul tratto stradale da lui percorso e la verificazione dell’incidente che ha comportato le conseguenze lesive, alla sua persona, al veicolo e agli eventuali passeggeri trasportati. Da qui si otterrà anche la prova del «nesso eziologico», cioè del fatto che la causa del sinistro è da individuarsi proprio nella scivolosità del manto stradale e non in altri fattori da ciò indipendenti, come ad esempio una cattiva condotta di guida.

Il proprietario della strada invece dovrà provare l’esimente del caso fortuito, in questo caso la formazione recente della macchia, che come abbiamo visto potrebbe liberarlo dalla responsabilità risarcitoria perché costituirebbe un fattore estraneo alla sua sfera di vigilanza ed alle sue concrete possibilità di intervento.

Macchia d’olio: la condotta di guida

Non bisogna dimenticare che tutti gli utenti della strada, compresi i pedoni, sono gravati da un dovere di “autoresponsabilità” [2], che oltrepassa il mero rispetto delle specifiche regole di circolazione stradale ed impone particolare prudenza, attenzione e diligenza nei comportamenti, in modo da prevenire o ridurre le possibilità di eventi dannosi.

Così nella ricostruzione dell’incidente avranno rilievo numerosi fattori, che comprenderanno i vari aspetti della condotta di guida: la velocità del mezzo, le eventuali distrazioni del guidatore, le manovre errate, ecc. Il principio generale è che dal danno risarcibile dovrà essere esclusa la percentuale di responsabilità che deriva dal comportamento della vittima.

Macchia d’olio: un caso concreto

La giurisprudenza [3] si è recentemente occupata del caso concreto del conducente di un ciclomotore che era caduto su una macchia di gasolio; sbandando e perdendo così il controllo del mezzo era andato a collidere contro un’autovettura che sopraggiungeva dalla direzione opposta ed aveva riportato gravi lesioni personali, da cui era derivata anche un’invalidità permanente, riconosciuta nella misura del 27%.

L’incidente era stato rilevato dalle forze di polizia che avevano constatato la presenza della sostanza sull’asfalto; il manto stradale era diventato sdrucciolevole, come avevano annotato nel loro verbale. C’erano anche dei testimoni oculari che avevano assistito alla scena dell’incidente.

Il tratto stradale interessato dal sinistro era una via provinciale e dunque ricadeva nella responsabilità della Provincia. L’Ente convenuto in giudizio non è riuscito a fornire la prova del caso fortuito e dunque è stato riconosciuto responsabile della mancata manutenzione.

Nel giudizio è stata determinante la circostanza che non si è potuto stabilire da quanto tempo la macchia d’olio fosse presente sull’asfalto. In base ai principi che ti abbiamo illustrato, se la Provincia fosse riuscita a dimostrare che essa era di formazione recente, avrebbe potuto andare indenne dalla responsabilità risarcitoria.

Anzi, era emerso nel processo che il tratto di strada interessato era stato chiuso per un periodo proprio a causa della fuoriuscita di olio vegetale da un pozzetto fognario, sia pur dopo la verificazione dell’incidente oggetto del giudizio. Così i giudici salernitani hanno riconosciuto al giovane centauro (che all’epoca dell’incidente era minorenne) un risarcimento complessivo di quasi 170mila euro.

Per approfondire leggi anche gli articoli “macchia d’olio sulla strada: ultime sentenze” e “macchia d’olio sulla strada: chi risarcisce“.


note

[1] Art. 2051 Cod. civ.

[2] Desumibile in via generale, oltre che dalle regole di comportamento e circolazione stabilite dal Codice della strada, anche dall’art. 1227, comma 1, Cod. civ.

[3] Trib. Salerno, Sez. 2° Civile, sent. n. 1394/20 del 21 luglio 2020.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube