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Riduzione canone locazione: come fare

9 Ottobre 2020
Riduzione canone locazione: come fare

Qual è la procedura da seguire per pagare l’affitto in misura ridotta?

Immagina di svolgere la tua attività commerciale in un locale in affitto. Fino a poco tempo fa, le cose andavano più che bene, ma da qualche mese il tuo lavoro non va più come dovrebbe. La crisi economica ha messo in ginocchio varie imprese, tra cui la tua. I pagamenti dei clienti tardano ad arrivare e tu non riesci ad avere abbastanza liquidità per pagare il proprietario dell’immobile. In questa guida faremo il punto della situazione sulla riduzione del canone locazione: come fare? Quali sono i requisiti? Forse non sai che è possibile trovare un accordo con il proprietario per rendere la situazione meno gravosa. Inoltre, a causa della pandemia del Coronavirus, molte persone non sono in grado, almeno per il momento, di pagare gli affitti di casa. Stante la situazione di grave difficoltà del Paese, l’Agenzia delle Entrate ha predisposto l’invio telematico delle domande di variazione del canone. Sei interessato all’argomento? Allora mettiti comodo e prenditi cinque minuti di tempo per proseguire nella lettura di questo articolo.  

Cos’è il canone di locazione?

Prima di toccare il tema centrale, cioè la riduzione del canone di locazione, devi capire di cosa stiamo parlando. Il canone di locazione è il corrispettivo in denaro che l’inquilino (conduttore) deve versare periodicamente al proprietario (locatore) per il godimento di un immobile ad uso abitativo o commerciale. Il canone può essere versato in più rate (mensili, trimestrali o semestrali) in base alla volontà che le parti hanno manifestato al momento della stipulazione del contratto di locazione.

Nel caso in cui il conduttore si renda inadempiente al versamento del canone, il locatore può avviare lo sfratto per morosità.

Riduzione canone locazione: cos’è?

Nel corso della pandemia del Covid-19 si è verificata la necessità, per tantissime persone, di ridurre il canone pattuito nel contratto di locazione. Ti dico subito, però, che non si tratta di stipulare un nuovo contratto di affitto con un canone diverso, ma semplicemente di sottoscrivere un accordo che modifica temporaneamente il corrispettivo da pattuire. Tutti gli altri aspetti del contratto, tra cui la durata della locazione, rimangono invariati. Ti faccio un esempio per rendere meglio l’idea.

Tizio (locatore) e Caio (conduttore) hanno stipulato un contratto di affitto della durata di 4 anni. Il canone pattuito è pari a 500 euro mensili per un totale annuo di 6.000 euro. Le parti, tuttavia, raggiungono un accordo affinché Caio paghi per 5 mesi 250 euro.

Riduzione canone locazione: chi ne ha diritto?

Il diritto a ottenere la riduzione del canone può essere esercitato su ogni tipo di contratto di locazione, sia ad uso abitativo che ad uso commerciale (pensa, ad esempio, a chi vive in una casa in affitto oppure a chi ha affittato un locale per svolgere un’attività imprenditoriale). Ciò vale a prescindere dalla durata stabilita nel contratto e dal regime fiscale scelto (cedolare secca o tassazione ordinaria).

Riduzione canone locazione: come fare?

Naturalmente, affinché la riduzione sia valida è necessario il consenso di entrambi i contraenti. In altre parole, il conduttore non può in nessun caso ridursi il canone da solo. Detto ciò, passiamo all’aspetto pratico e cerchiamo di capire come ottenere la riduzione del canone di locazione.

Innanzitutto, occorre fare riferimento al contratto originale in cui troverai i seguenti elementi:

  • i dati dei contraenti;
  • i dati dell’immobile concesso in locazione;
  • l’importo del canone e le modalità di pagamento;
  • l’importo della caparra;
  • le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • le modalità della disdetta;
  • la durata della locazione.

Pertanto, cosa deve contenere l’accordo di riduzione? Oltre ai dati del locatore e del conduttore e i riferimenti del contratto originale, è indispensabile inserire l’importo esatto del canone annuo, l’ammontare ridotto e i mesi per i quali l’inquilino è autorizzato al pagamento in misura inferiore. Una volta stipulato, l’accordo scritto va registrato – entro 30 giorni – all’Agenzia delle Entrate, senza dover pagare né l’imposta di registro né il bollo. La registrazione può essere effettuata: 

  • personalmente: allo sportello dell’ufficio territoriale competente;
  • telematicamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate (da parte dei soggetti abilitati);
  • mediante Pec o e-mail (la cosiddetta presentazione agile).

Per agevolare tutti i contribuenti è stato previsto un periodo transitorio fino al 31 agosto 2020 durante il quale gli utenti sono liberi di scegliere se registrare la variazione telematicamente tramite il modello 69 compilato in ogni sua parte oppure mediante il modello RLI (Richiesta di registrazione e adempimenti successivi – contratti di locazione e affitto immobili). A partire dal 1° settembre 2020, invece, la variazione del canone andrà comunicata all’Agenzia delle Entrate utilizzando esclusivamente il modello RLI. 

Per la registrazione è importante inviare:

  • il modello prescelto (96 o RLI);
  • l’accordo di riduzione datato e firmato (basta fare una scansione);
  • la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui il richiedente dichiara di essere in possesso dell’originale dell’accordo e che quella inviata è una copia conforme.

Riduzione canone locazione: è vantaggioso?

Pagare un canone di locazione in misura ridotta rispetto a quello previsto nel contratto originario è vantaggioso sia per l’inquilino, che potrà pagare un affitto inferiore, sia per il proprietario che paga le tasse solo sugli importi effettivamente riscossi e non sui canoni insoluti.

Un altro vantaggio da non sottovalutare è che si riducono le Imposte da pagare in acconto con la prossima dichiarazione dei redditi.



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