Diritto e Fisco | Articoli

La presunzione di innocenza

29 Luglio 2020 | Autore:
La presunzione di innocenza

Innocenza fino a prova contraria e fino all’ultimo grado di giudizio: significato e conseguenze del principio di non colpevolezza.

Innocente fino a prova contraria. Quante volte abbiamo sentito questa espressione? È solo uno dei pilastri su cui si basa il principio di presunzione di innocenza. L’altro, scolpito a chiare lettere nel marmo della Costituzione, afferma che nessuno può essere considerato colpevole sino alla condanna definitiva. In altre parole, solo una sentenza non più impugnabile è idonea a dichiarare la colpevolezza dell’imputato. Sono questi i due principi intoccabili su cui si basa la presunzione di innocenza in Italia.

Con questo articolo approfondiremo il significato della presunzione di innocenza e cosa significa all’interno del processo penale: il principio della presunzione di innocenza, infatti, si applica tutte le volte in cui una persona sia indagata o imputata per un crimine. Quando accade ciò, l’individuo sospettato di aver commesso un illecito penale deve essere sempre trattato alla stregua di un innocente fino all’ultimo grado di giudizio. Approfondiamo tutti questi aspetti.

Presunzione di innocenza: cosa significa?

Presunzione di innocenza significa che una persona imputata di un reato non può essere considerata colpevole fintantoché non sia stata emessa a suo carico una sentenza definitiva di condanna.

Dunque, la presunzione di innocenza impone di considerare non colpevole anche colui che è stato condannato in primo e in secondo grado, ma non ancora nel terzo (in Cassazione, in pratica).

Lo stesso principio, dunque, può essere espresso come principio di non colpevolezza.

Indagato: è presunto innocente?

La presunzione di innocenza vale ovviamente anche per la persona solamente indagata per aver commesso un reato. In questo caso, l’individuo il cui nome sia stato iscritto nel registro degli indagati deve essere considerato innocente fino a che non sia rinviato a giudizio e non sia stato condannato in maniera definitiva.

Dunque, deve essere la Procura della Repubblica a raccogliere tutte le prove necessarie a dimostrare il contrario, e cioè che la persona indagata sia colpevole e non innocente (su questo specifico punto ti rinvio alla lettura dell’ultimo paragrafo).

Imputato: è presunto innocente?

L’imputato è un presunto innocente sino alla sentenza definitiva di condanna. Durante tutti i gradi di giudizio, dunque, egli dovrà essere considerato innocente rispetto al reato ascrittogli, anche qualora dovesse aver riportato una condanna, ad esempio in primo grado.

Sentenza di condanna: quand’è definitiva?

Una sentenza di condanna è definitiva quando:

  • sono terminati i gradi di giudizio (normalmente tre);
  • non è stata fatta impugnazione nei termini di legge (ad esempio, una sentenza di condanna di primo grado con motivazioni contestuali diventa definitiva se non si propone appello entro quindici giorni).

Solo quando la sentenza di condanna diventerà definitiva l’imputato acquisterà a ogni effetto lo status di condannato.

Presunzione di innocenza: quali conseguenze?

Quali sono le conseguenze pratiche della presunzione di innocenza? Che significa, in concreto, che un indagato o un imputato è innocente sino alla sentenza di condanna definitiva? Una domanda più che legittima.

La presunzione di innocenza comporta queste conseguenze:

  • deve essere la pubblica accusa (cioè, il magistrato del pubblico ministero) a dimostrare la colpevolezza dell’indagato/imputato, non quest’ultimo a provare la propria innocenza. In altre parole, l’onere probatorio grava in capo al pm;
  • l’imputato potrà essere assolto non solo quando verrà provata la sua assoluta innocenza (come appena detto, non ce n’è bisogno), ma anche quando le prove raccolte dal pm siano scarse o non del tutto convincenti. L’imputato, dunque, potrà limitarsi a contrastare la tesi del pm senza per forza addurre prove della sua innocenza;
  • l’imputato potrà essere condannato solamente se l’imputato risulta colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio;
  • una sentenza di condanna non potrà essere eseguita fintantoché è pendente un’impugnazione, proprio per evitare che il condannato in via non definitiva sconti una pena in ragione di una sentenza che può ancora essere ribaltata nei gradi successivi;
  • ogni misura cautelare (arresti domiciliari, obbligo di permanenza domiciliare, ecc.) potrà essere adottata nei confronti dell’indagato/imputato solamente in presenza di gravissimi indizi di colpevolezza, e solo se vi sia il pericolo concreto che il soggetto inquini le prove, si dia alla fuga oppure commetta altri delitti;
  • le misure cautelari, se eventualmente comminate, non possono avere durata indeterminata.

Insomma: la presunzione di innocenza obbliga la giustizia a trattare l’imputato come una persona innocente, senza ingiustificati accanimenti nei suoi riguardi.


Presunzione di innocenza significa che una persona imputata di un reato non può essere considerata colpevole fintantoché non sia stata emessa a suo carico una sentenza definitiva di condanna.

note

Autore immagine: Depositphotos.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube