Pensioni: ci sarà una nuova riforma

29 Luglio 2020 | Autore:
Pensioni: ci sarà una nuova riforma

Quota 100 rimarrà così com’è, Ape e Opzione donna saranno rafforzate. Si pensa al potenziamento della solidarietà per accompagnare i lavoratori in uscita.

L’intenzione è quella di farla entrare in vigore il 1° gennaio 2022. Ma al ministero del Lavoro i tecnici lavorano già alla nuova riforma delle pensioni. La titolare del dicastero, Nunzia Catalfo, ha anticipato ai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil alcuni punti del suo piano. E la prima notizia è che la Quota 100 introdotta dal primo Governo Conte resterà intatta, nonostante da più parti – dalla Corte dei conti, tanto per citare un esempio – si prema per eliminarla. Le nuove uscite anticipate nell’ambito della fase sperimentale di Quota 100 andranno in pensione soltanto alla scadenza naturale del loro percorso triennale: il 31 dicembre 2021.

Catalfo pensa anche di prorogare e di rafforzare l’Ape, cioè l’anticipo pensionistico, e Opzione donna. Di certo, le pensioni avranno un capitolo dedicato nella prossima legge di Bilancio. E di questo tornerà a parlare il ministro con i sindacati a metà settembre.

L’obiettivo della riforma, secondo il ministro, è quello di garantire «maggiore equità e flessibilità in uscita e una pensione di garanzia per i giovani». Si preme anche per accelerare il lavoro delle Commissioni sulla separazione della previdenza dall’assistenza e sul meccanismo legato alla speranza di vita, soprattutto per i lavori usuranti.

La ministra si è detta disponibile a rafforzare il contratto di solidarietà per accompagnare i lavoratori verso la pensione e, contemporaneamente, liberare nuovi posti per chi arriva dietro. Le imprese sarebbero vincolate ad assumere nuovi dipendenti in cambio dell’uscita agevolata di chi si avvicina al periodo di riposo. Una delle idee è quella di potenziare la solidarietà espansiva per non limitare l’intervento alle imprese con almeno mille dipendenti.

I sindacati hanno chiesto, infine, di allargare la platea dei beneficiari della 14esima mensilità, senza dimenticare la salvaguardia degli ultimi esodati. Proposte che Catalfo ha promesso di valutare con attenzione insieme all’Inps.



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