Reddito di cittadinanza non speso: scatta la decurtazione

29 Luglio 2020 | Autore:
Reddito di cittadinanza non speso: scatta la decurtazione

Al via da settembre i tagli delle quote rimaste non spese entro il mese successivo a quello di erogazione: lo comunica l’Inps.

Chi non utilizza interamente il Reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza dovrà restituire le quote rimaste non fruite: lo comunica l’Inps in un nuovo messaggio di istruzioni [1] per il recupero di queste somme che il beneficiario ha ricevuto ma poi non ha speso. Il recupero sarà automatico: ci sarà una decurtazione nel mese successivo.

Le decurtazioni erano state stabilite con un Decreto ministeriale [2] al quale ora l’Inps dà attuazione e prenderanno il via da settembre. Ci sono infatti dei precisi tempi per fruire delle somme erogate con il Reddito, o la pensione, di cittadinanza. Il meccanismo di osservazione tiene conto dell’utilizzo della carta Rdc per l’acquisto di generi alimentari, il pagamento delle bollette e le altre spese ammesse: ogni importo mensile deve essere speso entro il mese successivo a quello di erogazione, a pena di decurtazione che consisterà in una trattenuta dall’importo erogato nel mese seguente.

Ecco come funziona il meccanismo di decurtazione: se l’ammontare non viene interamente speso o prelevato dal beneficiario, quando il saldo giacente alla fine di ogni mese supera l’importo mensile del Reddito erogato ci sarà una sottrazione dell’eccedenza, che verrà trattenuta nella mensilità successiva. Per il legislatore, infatti, il mancato utilizzo delle somme è incompatibile con lo stato di difficoltà economica dei percettori del Reddito o della pensione di cittadinanza.

La decurtazione però non può superare il 20% dell’importo dell’assegno mensile da tagliare e non opera neppure se l’eccedenza da recuperare è inferiore a 8 euro.

La soglia d’allarme che fa scattare il recupero si realizza non appena il saldo della carta, all’ultimo giorno del mese, diventa superiore all’importo del Reddito o pensione erogati in quello stesso mese. Ma il taglio non potrà superare il 20% dell’importo percepito. Chiariamo il meccanismo di funzionamento con il seguente esempio:

Carlo ha percepito a luglio un Rdc di 500 euro; durante il mese ne utilizza 300, il saldo a fine luglio sarà di 200 euro. Ad agosto percepirà altri 500 euro, spendendone solo 150. Così a fine agosto il saldo finale della sua carta sarà di 550 euro. Questa somma supera l’importo del Rdc di settembre (sempre pari a 500 euro), perciò in questo mese subirà la decurtazione di 50 euro.

Così ogni quota mensile dovrebbe essere spesa entro la fine del mese successivo, pena il recupero, che altrimenti sarà operato nel mese seguente. In pratica per evitare la decurtazione devi sempre controllare che il saldo della carta Rdc presente a fine mese non sia superiore all’importo dell’assegno che ti viene erogato.

Ma c’è anche un secondo tipo di decurtazione da considerare: qui il conteggio si fa su base semestrale e tiene conto degli eventuali arretrati erogati. Il periodo di osservazione è di 6 mesi e considera le somme incassate ed utilizzate nell’intero semestre, al netto degli arretrati e delle eventuali decurtazioni mensili già operate, che abbiamo appena visto.

Anche in questo caso, se il saldo semestrale sarà superiore al valore mensile massimo del Reddito o della pensione incassato nel semestre – ma al netto sia degli arretrati sia dell’importo dell’ultima mensilità, quindi nel computo entreranno 5 mesi e non 6 – ci sarà una decurtazione della differenza. La prima verifica semestrale sarà effettuata al 31 gennaio 2021, con decurtazione nel mese di febbraio.

Quindi la prima decurtazione mensile opererà a partire da settembre 2020, la prima decurtazione semestrale sarà effettuata a febbraio 2021. Per applicare queste nuove norme, Poste Italiane trasmetterà all’Inps, già a partire da questo mese di luglio, il saldo contabile delle carte di ciascun beneficiario all’ultimo giorno di ogni mese. Per approfondire leggi anche l’articolo cosa succede se non spendo tutto il Reddito di cittadinanza.


note

[1] Inps messaggio n. 2975 del 28 luglio 2020.

[2] Decreto del ministero del Lavoro 2 marzo 2020, “Tempistiche per la fruizione del beneficio economico spettante ai nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza“, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 giugno 2020.


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