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Proroga Ape sociale e opzione donna

29 Luglio 2020 | Autore:
Proroga Ape sociale e opzione donna

In attesa della riforma pensioni allo scadere di quota 100, si amplia la platea dell’anticipo pensionistico e dell’opzione contributiva per le lavoratrici.

Quali novità per il 2021 in materia di pensioni? Per ora, la quota 100 non si tocca, nonostante le insistenti voci di una cancellazione anticipata della misura. Si tratta infatti di uno strumento sperimentale, che può essere utilizzato soltanto da coloro che maturano i requisiti prescritti entro il 31 dicembre 2021: in buona sostanza, per pensionarsi con quota 100 è necessario raggiungere almeno 38 anni di contributi e compiere 62 anni di età alla data del 31 dicembre 2021, a prescindere dal trascorrimento del periodo di finestra, cioè a prescindere dall’attesa necessaria per la liquidazione della pensione.

Sono allo studio, comunque, dei nuovi strumenti pensionistici da utilizzare dopo il periodo di sperimentazione di Quota 100, per evitare il cosiddetto “scalone”.

Quota 100 sarà, con tutta probabilità, utilizzata anche come ammortizzatore sociale in conseguenza dell’emergenza Covid: sin da ora, difatti, molte aziende stanno studiando il modo di anticipare l’uscita dal lavoro dei dipendenti più anziani, utilizzando questa misura assieme ad altri strumenti di anticipo pensionistico.

A proposito di pensionamenti anticipati, è prevista una nuova proroga Ape sociale e opzione donna, quale intervento in materia di pensioni nella legge di bilancio 2021. Di che cosa si tratta? Osserviamo le due misure pensionistiche nel dettaglio e le modalità con cui saranno prorogate.

Questi strumenti si rivelano ugualmente fondamentali per l’uscita anticipata dei lavoratori: l’opzione donna consente alle lavoratrici di raggiungere la pensione con requisiti molto più leggeri rispetto alla pensione anticipata e di vecchiaia ordinaria, mentre l’Ape sociale è rivolta a categorie particolari di lavoratrici e lavoratori. Ma procediamo con ordine.

Proroga 2021 opzione donna

L’opzione donna è una tipologia sperimentale di pensione di anzianità: inizialmente prevista con la cosiddetta legge Maroni [1], la misura è stata prorogata e ristrutturata, nel tempo, più volte.

In sostanza, l’opzione donna consiste in un forte anticipo nell’uscita dal lavoro, dedicato alle sole lavoratrici, che in cambio dei requisiti agevolati prevede il ricalcolo contributivo del trattamento, ricalcolo che normalmente comporta consistenti tagli nell’assegno pensionistico.

Come funziona nel dettaglio l’opzione donna? Ad oggi, possono pensionarsi con questo strumento le lavoratrici dipendenti che raggiungono 35 anni di contributi e compiono 58 anni di età entro il 31 dicembre 2019, mentre le autonome, entro la stessa data, oltre ad aver raggiunto 35 anni di contributi e devono aver compiuto almeno 59 anni di età. Per potersi pensionare, è necessaria l’attesa di un periodo di finestra pari a 12 mesi per le dipendenti ed a 18 mesi per le autonome.

Come sarà prorogata l’opzione donna? In base a quanto reso noto sinora, ci sarà una proroga dell’opzione donna nella prossima legge di bilancio 2021. I requisiti di 35 anni di contributi 58 anni di età per le dipendenti e 59 anni di età per le autonome potranno essere maturati non più entro il 31 dicembre 2019, ma entro il 31 dicembre 2020, consentendo così l’accesso alla misura alle dipendenti nate entro il 31 dicembre 1962 ed alle autonome nate entro il 31 dicembre 1961.

Proroga 2021 Ape sociale

L’Ape sociale, a differenza dell’opzione donna, non consiste in una vera e propria pensione, ma in un’indennità di accompagnamento alla pensione. Con l’Ape sociale, difatti, lavoratori e lavoratrici possono uscire con un’età minima di 63 anni, qualora possiedano un minimo di 30 anni di contributi, se disoccupati di lungo corso, invalidi dal 74% oppure caregiver. L’uscita richiede invece 36 anni di contributi per gli addetti ai lavori gravosi. Le donne hanno diritto ad uno sconto contributivo pari ad un anno per ogni figlio, sino a un massimo di due.

L’Ape sociale viene calcolata allo stesso modo della futura pensione, con un tetto massimo, però, di 1500 euro mensili. L’indennità spetta sino al compimento dell’età pensionabile, cioè della maturazione del trattamento pensionistico di vecchiaia, che ad oggi avviene con un’età minima di 67 anni. Il requisito di età potrebbe essere incrementato a partire dal 2023.

Come sarà prorogata l’Ape sociale? Ad oggi, possono ottenere la misura coloro che maturano i requisiti per l’anticipo pensionistico a carico dello Stato entro il 31 dicembre 2020; le domande possono essere inviate, tardivamente, entro il 30 novembre 2020.

Nella prossima legge di bilancio 2021 è previsto un intervento che proroghi la possibilità di maturare i requisiti per l’anticipo pensionistico sino al 31 dicembre 2021. Le domande potranno dunque essere inviate, in prima istanza, con tutta probabilità entro il 31 marzo 2021 ed in seconda istanza entro il 15 luglio 2021, tardivamente entro il 30 novembre 2021.Per approfondire: Guida all’Ape sociale.


note

[1] L. 243/2004.


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