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Stop banconote da 200 e 500 euro: a rischio riciclaggio il grosso taglio

8 Novembre 2013
Stop banconote da 200 e 500 euro: a rischio riciclaggio il grosso taglio

Per contrastare il riciclaggio di denaro sporco e le finalità terroristiche, obbligo di specifici approfondimenti da parte di banche e poste.

Chi, dal primo gennaio 2014, utilizzerà banconote di grosso taglio da 200 e 500 euro per fare operazioni allo sportello (prelievi, versamenti) di importi unitari superiori a 2.500 euro sarà oggetto di una sorta di “controllo” da parte della banca o della Posta. Infatti, per combattere il riciclaggio e il finanziamento al terrorismo, il Governo ha imposto a tutti gli intermediari finanziari di effettuare, in tali casi, “specifici approfondimenti” sul cliente, onde verificare le ragioni alla base di tali operazioni ed escludere che dietro vi possano essere fenomeni di riciclaggio o terrorismo.

Insomma, poiché le banconote di grosso taglio sono spesso collegate ad attività illecite e, quindi, presentano un “elevato rischio”, gli intermediari dovranno tenere gli occhi ben aperti e saranno tenuti ad effettuare una attività di identificazione iniziale e verifica dell’identità del cliente e del titolare effettivo del conto; inoltre dovranno costantemente controllare quel dato rapporto.

Qualora le motivazioni addotte dal cliente non saranno ritenute valide, la banca o la posta dovranno astenersi dall’effettuare l’operazione e dovranno altresì interrompere ogni rapporto contrattuale con tale soggetto.

L’adeguata verifica “rafforzata” consiste nell’adozione di misure caratterizzate da maggiore profondità, estensione e frequenza, nelle diverse aree dell’adeguata verifica.

La Banca d’Italia ha previsto, per esempio, una serie di misure che possono essere poste in essere dagli intermediari, quali l’acquisizione di maggiori informazioni, anche riguardo altri soggetti come familiari, conviventi, società in affari; acquisizione di ulteriori informazioni sull’esecutore e il titolare effettivo; per le operazioni occasionali, possono essere acquisite informazioni sulla natura e lo scopo delle stesse; possono essere effettuate verifiche più incisive delle informazioni acquisite in merito al cliente, all’esecutore e al titolare effettivo ovvero possono essere svolte indagini più approfondite sulla natura e lo scopo del rapporto; infine, possono essere aumentate l’intensità e la frequenza del monitoraggio nel controllo continuo.



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