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Si può sospendere il mutuo?

29 Luglio 2020 | Autore:
Si può sospendere il mutuo?

Sei in difficoltà con la restituzione del prestito per comprare casa e ti stai chiedendo cosa puoi fare. Te lo spieghiamo passo passo qui.

Non potevi immaginare che ti sarebbe piombata addosso una pandemia di Coronavirus (chi avrebbe potuto?). A saperlo prima, forse, non saresti andato a vivere da solo e non ti saresti accollato un mutuo. Ma dato che non possiamo predire il futuro e ormai il mutuo l’hai preso, ragioniamoci un attimo e guardiamola con gli occhi di Hemingway, quando suggeriva di «pensare a quello che puoi fare con quello che hai».

Hai il mutuo da pagare ma hai anche un modo per riprendere fiato: nelle prossime righe proveremo a spiegarti quale. Nel frattempo, forse, ti eri già posto da solo una domanda cruciale per la tua situazione: si può sospendere il mutuo? La buona notizia è sì ma servono alcuni requisiti. Vediamoli.

Cosa si intende per sospensione

Prima di illustrare lo strumento a tua disposizione, vogliamo chiarire il concetto di sospensione. La legge ha previsto, per chi si trova in difficoltà in questo momento, di evitare per un po’ il pagamento del mutuo, ovvero la restituzione rateale del prestito della banca per comprare la tua casa. Come sappiamo, si tratterà di ridare alla banca la somma che ci ha prestato più un’ulteriore cifra che è data dall’ammontare degli interessi che maturano: nient’altro che il costo del denaro ricevuto.

Sospendere le rate del mutuo significa quindi dilazionarle, così da guadagnare un po’ di tempo, magari risparmiare, rimettersi in carreggiata col lavoro per poi essere di nuovo pronti a riprendere la normale rateizzazione. La sospensione è per un massimo di diciotto mesi, fruibili in non più di due periodi, tranne per alcune particolari categorie di beneficiari, cioè chi ha avuto una sospensione o riduzione dell’orario di lavoro a causa del Covid.

Durante il periodo di sospensione il richiedente non paga l’importo della rata. Il 50% degli interessi, che intanto continuano a maturare, è a carico di un Fondo di cui parleremo nel prossimo paragrafo. Alla fine del periodo di sospensione, l’intestatario del mutuo riprende a pagare le rate più l’altra metà degli interessi, per tutta la durata della sospensione. Dopodiché tutto torna come prima.

Cos’è il Fondo Gasparrini 

Lo strumento che permette di beneficiare della sospensione è il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, anche detto Fondo Gasparrini. Non è una novità della crisi Covid: la sua istituzione risale al 2007, modifiche apportate nel 2012 e poi ulteriori aggiustamenti nell’era Coronavirus.

Durante l’emergenza, con il decreto Cura Italia e il decreto Liquidità, al fondo è stato aggiunto un plafond di risorse ulteriori pari a 400 milioni di euro, così da ampliarne la platea dei beneficiare e aiutare quanti più mutuatari possibili.

Originariamente, per esempio, prevedeva la possibilità di ottenere diciotto mesi di sospensione nell’ambito dei contratti di mutuo fino a 250mila euro. In sede di conversione in legge del decreto Cura Italia, si è deciso di estendere questa possibilità ai mutui per un importo massimo di 400mila euro.

Chi può fare domanda

Sono molti i potenziali beneficiari della misura, aumentati proprio durante l’emergenza. Dopo le modifiche legislative apportate causa Coronavirus, possono accedere al Fondo:

  • i lavoratori che, a causa dell’emergenza, hanno avuto una sospensione o diminuzione dell’orario di lavoro per almeno trenta giorni consecutivi, con attualità dello stato di disoccupazione in caso di sospensione o con l’orario di lavoro ancora ridotto all’atto della domanda;
  • i lavoratori autonomi e professionisti (compresi commercianti e artigiani) che per i nove mesi successivi al 17 marzo 2020, data di entrata in vigore del decreto Cura Italia, e quindi fino al 17 dicembre 2020, abbiano visto diminuire, nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020, il proprio fatturato in misura superiore al 33%, rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019, in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività, causa Covid;
  • chi ha stipulato un contratto di mutuo di importo massimo 400mila euro;
  • chi ha stipulato un contratto di mutuo ipotecario per l’acquisto della prima casa [1];
  • fino a nove mesi dall’entrata in vigore del decreto Liquidità, chi ha stipulato un contratto di mutuo anche da meno di un anno [2];
  • chi ha già ottenuto in passato una sospensione del mutuo, purché abbia ripreso a pagare regolarmente le rate da almeno tre mesi;
  • chi è in ritardo con il pagamento del mutuo, ma ha saldato entro i novanta giorni successivi alla scadenza della rata oppure non l’ha ancora pagata ma sono passati meno di novanta giorni.

Molte di quelle appena elencate sono innovazioni apportate delle normative di emergenza, varate in questi mesi. A questa lista vanno aggiunti i beneficiari previsti anche in precedenza. I seguenti:

  • il mutuatario, lavoratore subordinato, che ha perso il posto ed è in stato di disoccupazione all’atto della richiesta (tranne nei casi di licenziamento per giusta causa, dimissioni non per giusta causa, risoluzione consensuale del contratto, pensione);
  • il mutuatario che ha cessato un rapporto di lavoro «atipico», con attualità dello stato di disoccupazione all’atto della richiesta [3] (tranne nei casi di risoluzione consensuale, recesso datoriale per giusta causa, recesso del lavoratore non per giusta causa);
  • il cointestatario del mutuo se l’altro intestatario muore o l’erede del mutuatario morto che è subentrato nel contratto di mutuo, ha già accettato l’immobile in eredità e vi ha trasferito la residenza;
  • il mutuatario cui sia stato diagnosticato un handicap grave o invalidità civile non inferiore all’80%.

Chi non può fare domanda

Oltre, naturalmente, a chi non dispone dei requisiti di cui sopra è escluso dal beneficio della sospensione del mutuo, secondo il regolamento del Fondo Gasparrini anche:

  • chi è proprietario di altri immobili a uso abitativo (salvo quelli acquistati per successione mortis causa), anche in comunione con altri successori, e in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli;
  • chi sta pagando il mutuo della casa di lusso in cui vive (categorie catastali A1, A8, A9, cioè rispettivamente abitazioni signorili, ville e castelli);
  • chi ha accumulato ritardi consistenti nel pagamento del mutuo. Sono tollerati, infatti, ritardi entro il novantesimo giorno dalla scadenza della rata, come dicevamo qualche riga fa. Se all’atto di presentazione della richiesta risultano ritardi superiori la domanda verrà bocciata;
  • chi ha stipulato un mutui per il quale ha beneficiato di agevolazioni pubbliche tuttora in essere. Se invece, secondo quanto riporta il sito del ministero dell’Economia nella sezione faq, i contributi sono stati presi in passato e non sono più attivi all’atto della richiesta, allora la domanda è valida;
  • chi ha stipulato un mutuo con un’assicurazione che copre il lavoratore da tutti i rischi di cui sopra (cessazione del rapporto di lavoro subordinato o atipico, sospensione del lavoro, morte, handicap grave), a patto che la polizza sia tale da assicurare il saldo delle rate, in modo che il lavoratore abbia copertura per pagarle.

Come fare domanda

La domanda di sospensione va presentata alla banca (quella che ti ha erogato il prestito); puoi farlo online o allo sportello. Il modulo da compilare puoi trovarlo sul sito del ministero dell’Economia e della Concessionaria servizi assicurativi pubblici (Consap). All’interno del modulo è indicata tutta la documentazione da allegare, a seconda della categoria di beneficiario a cui appartieni. Il modulo Isee non sarà necessario per le domande presentate entro il 17 dicembre 2020.

L’istituto di credito verifica che tu abbia presentato tutta la documentazione necessaria e, qualora sia in regola e completa, sospende immediatamente le rate del mutuo, per poi inviare il tutto alla Consap entro dieci giorni lavorativi (ricordiamo che puoi scaricare il modulo dal sito di Consap ma non puoi inviare la domanda a Consap).

Quest’ultima esamina la richiesta nel giro di un massimo di quindici giorni. La banca ha poi altri cinque giorni per informare il richiedente dell’esito dell’istruttoria. Laddove tu non abbia notizie, continuerai a non vederti addebitare le rate del mutuo, secondo il meccanismo del silenzio-assenso: la domanda, in questo caso, si intende accolta. Altrimenti riceverai comunicazione dalla banca, che riprenderà ad addebitarti le rate del mutuo, perché Consap ha rigettato la tua richiesta.

Questa la procedura fissata dalla legge di conversione del decreto Liquidità, che si applica alle domande presentate a partire dal 28 marzo 2020 e fino a dicembre.


note

[1] Art. 1, comma 48, lettera c) l. 2 n. 147/2013 (Fondo di garanzia per i mutui prima casa);

[2] Portale del ministero dell’Economia e delle Finanze;

[3] Art. 409 co. 3 c.p.c..


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