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Divorzio consensuale in tribunale senza avvocato

9 Ottobre 2020 | Autore:
Divorzio consensuale in tribunale senza avvocato

Divorziare senza il legale è il sogno di molti coniugi intenzionati a sciogliere il loro vincolo matrimoniale.

Il divorzio dal proprio partner costituisce, per alcuni, un momento traumatico della vita, per altri una liberazione. Ma se c’è qualcosa che accomuna i coniugi in procinto di divorziare è la preoccupazione per l’entità della parcella dell’avvocato.

In base all’esistenza o meno di un accordo tra i coniugi, si distingue tra divorzio giudiziale e divorzio congiunto.

Nel primo caso, non essendovi accordo sulla stessa decisione di divorziare oppure sulle condizioni del divorzio (in particolare circa l’assegnazione della casa coniugale, l’eventuale assegno di mantenimento, l’affidamento dei figli, se ve ne sono, e il diritto di visita di questi ultimi da parte del genitore non affidatario) uno dei coniugi si rivolge al giudice affinché sancisca, prima di tutto, lo scioglimento del vincolo matrimoniale, e determini, poi, le condizioni del divorzio.

Nel caso di divorzio consensuale (o congiunto), invece, vi è accordo tra i coniugi sulle condizioni personali e patrimoniali del divorzio. Essi, pertanto, depositano un unico ricorso nel quale tali condizioni sono riportate in maniera puntuale e specifica.

Fino a qualche anno fa, questa era l’unica forma di divorzio consensuale prevista dalla legge. Tuttavia, nel biennio 2014-2015 sono state introdotte importanti novità in materia, tese a rendere più rapido e meno burocratico l’iter che porta alla cessazione del vincolo matrimoniale.

Vediamo di cosa si tratta e se c’è la possibilità di divorzio consensuale in tribunale senza avvocato.

Termine per chiedere il divorzio consensuale: riduzione da tre anni a sei mesi del

In passato, il ricorso di divorzio congiunto poteva essere presentato non prima di tre anni dall’inizio della separazione. Ora, questo termine si è ridotto a sei mesi.

Il termine deve essere calcolato, come prima della riforma, dal giorno dell’udienza di comparizione dei coniugi davanti al Presidente del tribunale.

Negoziazione assistita

In questo caso, l’accordo viene stipulato direttamente dagli avvocati delle due parti, la cui presenza è dunque imprescindibile. Tale accordo ha valore di titolo esecutivo, per cui, se uno dei coniugi non adempie a quanto pattuito, l’altro può rivolgersi al giudice per ottenere coattivamente ciò che gli spetta.

Il testo deve essere trasmesso al pubblico ministero, il quale, se vi sono figli minori, verificherà se l’accordo non pregiudica i loro diritti. In assenza di prole, la verifica del PM sarà solo di carattere formale.

Divorzio in Comune

I coniugi possono altresì divorziare – senza la necessaria assistenza dell’avvocato – innanzi all’ufficiale di stato civile o al sindaco del Comune nel quale risiede uno di loro oppure dove l’atto di matrimonio è stato iscritto o trascritto. Il costo è di 16 euro, da corrispondere all’ufficio di stato civile del Comune. Tuttavia, tale forma di divorzio consensuale non è ammessa se vi sono figli minorenni, maggiorenni non autosufficienti, portatori di handicap o incapaci.

Eventuali accordi di carattere patrimoniale tra i coniugi non possono essere definiti davanti al sindaco, ma potranno formare oggetto di un’autonoma scrittura, redatta in separata sede.

Si può divorziare in tribunale senza l’avvocato?  

Non c’è dubbio che, in una procedura così delicata come quella di divorzio (anche se consensuale), per ognuno dei coniugi la presenza dell’avvocato sia per lo meno consigliabile, così da poter avvalersi di un’assistenza tecnico-legale preziosa ai fini della tutela dei rispettivi interessi.

Ma, oltre a essere opportuna, la presenza dell’avvocato è anche giuridicamente necessaria? La questione – che si è posta in passato, evidentemente con particolare riferimento al divorzio consensuale – può ritenersi risolta nel senso della necessaria assistenza legale da porte dell’avvocato.

In particolare, la Corte di Cassazione ha chiarito che la sentenza che pone termine alla procedura di divorzio congiunto ha natura decisoria, trattandosi di un provvedimento che incide su diritti soggettivi e che è idoneo a passare in giudicato (cioè, a diventare immodificabile).

Pertanto, si rende necessaria la cosiddetta difesa tecnica, vale a dire la presenza dell’avvocato [1]. In particolare, ognuno dei coniugi potrà farsi assistere dal proprio legale oppure essi – stante l’accordo sulle condizioni del divorzio – potranno rivolgersi a un solo avvocato, che assisterà entrambi e che avrà soprattutto il compito di depositare il ricorso di divorzio congiunto.


note

[1] Cassazione, sent. n. 6365/2011


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