L’esperto | Articoli

Manutenzione strada: ultime sentenze

21 Agosto 2020
Manutenzione strada: ultime sentenze

Buca situata sul manto stradale; sinistro stradale; responsabilità dell’ente; danni da cose in custodia; dovere di controllo della pubblica amministrazione; rilevanza del comportamento della vittima; scelta tra l’azione di responsabilità per cose in custodia o per fatto illecito.

Danni per difetto di manutenzione del demanio stradale

Le violazioni del codice della strada ad opera del danneggiato non sono tali da interrompere il nesso eziologico fra il difetto di manutenzione del demanio stradale da parte dell’ente locale e l’evento stesso, ma assumono rilevanza ai fini del riconoscimento di un concorso di colpa del danneggiato idoneo a diminuire, in proporzione dell’incidenza causale, la responsabilità del danneggiante (nella specie: il danneggiato è caduto dalla bicicletta a causa di una buca situata sul manto stradale ed ha inciso il fatto che il sinistro è avvenuto in pieno giorno, su un tratto di strada rettilineo e con asfalto asciutto in quanto si tratta di circostanze che inducono a ritenere che, usando la dovuta diligenza il danneggiato si sarebbe verosimilmente accorto della presenza della buca sulla strada e avrebbe potuto limitare la velocità alla quale procedeva sulla sua bicicletta, riducendo così l’entità delle lesioni riportate a seguito della caduta, per tali motivi la responsabilità del danneggiato ha inciso nella misura del 30%).

Tribunale Firenze sez. II, 04/07/2020, n.1570

Esclusione della responsabilità dell’ente

Va esclusa le responsabilità dell’Ente per i danni da cose in custodia qualora non venga provata la sussistenza di un rapporto di custodia della cosa e una relazione di fatto tra un soggetto e la cosa stessa, tale da consentire il potere di controllarla, di eliminare le situazioni di pericolo che siano insorte e di escludere i terzi dal contatto con la cosa (nel caso di specie il tribunale ha escluso la responsabilità del Comune sul presupposto che la presenza di un masso sulla carreggiata in pieno centro cittadino costituisce un evento del tutto slegato dalla normale manutenzione stradale che si richiede all’ente proprietario. Infatti il dovere di controllo della pubblica amministrazione deve essere limitato alla vigilanza sulle situazioni di pericolo connesse in modo immanente alla struttura o alle pertinenze della strada.

La manutenzione ordinaria e straordinaria stradale può essere, quindi, estesa alla cura e alla custodia dei declivi e dei sedimi rocciosi confinanti con la carreggiata, al fine di evitare la caduta di massi, ma non impone una verifica costante di ogni oggetto potenzialmente pericoloso accidentalmente smarrito o gettato da terzi sul manto stradale).

Tribunale Imperia, 03/06/2020

Danni provocati da cose in custodia

In tema di responsabilità per danni provocati da cose in custodia, va esclusa la responsabilità dell’Ente proprietario nel caso di strada sterrata, per la quale non è possibile pretendere da parte del Comune un controllo pervasivo che assicuri la rimozione di ogni asperità presente su una strada (nel caso di specie costeggiante un lago alpino), ma è sufficiente che la manutenzione adottata sia consona allo stato dei luoghi. Né, del pari, sussiste in capo al Comune alcun obbligo di specifica segnalazione considerato che può ritenersi pacifico il fatto che su una strada sterrata di montagna vi sia la presenza di piccoli avvallamenti.

Corte appello Trento sez. II, 08/05/2020, n.100

Lesioni per cattiva manutenzione della strada

In tema di lesioni derivate da cattiva manutenzione della strada è onere del danneggiato  con un’opzione chiara anche se alternativa o  di reciproca subordinazione la scelta delle due diverse azioni di responsabilità per cose in custodia ex art. 2051 c.c. o per fatto illecito ex art. 2043 c.c.. (Nel caso di specie,  l’attore aveva censurato la condotta dell’ente comunale ex art. 2051 c.c. e in subordine ex art. 2043 c.c.)

Tribunale Lecce sez. I, 10/03/2020, n.774

Sinistri su strada aperta al pubblico transito

L’ente proprietario d’una strada aperta al pubblico transito risponde ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo. Nel compiere tale ultima valutazione, si dovrà tener conto che quanto più questo è suscettibile di essere previsto e superato attraverso l’adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più il comportamento della vittima incide nel dinamismo causale del danno, sino ad interrompere il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all’ente e l’evento dannoso.

Tribunale Cosenza sez. I, 20/01/2020, n.127

Controllo tecnico dell’efficienza delle strade e delle relative pertinenze

Gli enti proprietari delle strade, ai sensi dell’art. 14 del D. Lgs. 30 aprile 1992 n. 285, devono, salvo che nell’ipotesi di concessione prevista dal comma 3 della predetta norma, provvedere alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi; al controllo tecnico dell’efficienza delle strade e delle relative pertinenze; all’apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta. Detto obbligo deriva dal mero fatto di essere proprietari e può concorrere con ulteriori obblighi del medesimo ente o di altri, derivanti da altre normative e, in particolare, dalla disciplina dettata dall’art. 2051 c.c., nel senso che se ad avere il potere di fatto sulla cosa idoneo a far sorgere la responsabilità per custodia è un ente diverso da quello proprietario, il danneggiato può far valere anche, in concorso con la responsabilità dell’ente proprietario od esclusivamente, detta ultima responsabilità.

Tribunale Benevento sez. II, 16/01/2020, n.80

Responsabilità per danni da cose in custodia: legittimazione passiva

In tema di danni da mancata manutenzione di una strada, se ad avere il potere di fatto sulla cosa idoneo a far sorgere la responsabilità per custodia è un ente diverso da quello proprietario, il danneggiato può far valere la responsabilità ex art. 2051, c.c., sia contro l’ente proprietario che verso il custode diretto.

Tribunale Pisa, 16/12/2019, n.1282

La non visibilità del segnale di precedenza

Qualora un segnale di precedenza sistemato ad un incrocio venga abbattuto da ignoti e non sia ripristinato dalla pubblica amministrazione cui spetta la gestione o manutenzione della strada, sicché si verifichi collisione tra le autovetture che impegnino l’incrocio non è ravvisabile, ancorché il conducente favorito dal cartello abbattuto ritenga di aver diritto alla precedenza, una situazione di insidia (in quanto la circolazione stradale può avvenire senza inconvenienti anche in mancanza del segnale, essendo sufficienti e idonee a regolarla le norme del codice della strada), e non è, perciò, possibile affermare su questa base la responsabilità della detta amministrazione per i danni conseguenti alla collisione.

Tribunale Palermo sez. IV, 04/11/2019, n.4811

L’accertamento del concorso di colpa

L’impugnazione incidentale tardiva, da qualunque parte provenga, va dichiarata inammissibile laddove l’interesse alla sua proposizione non possa ritenersi insorto per effetto dell’impugnazione principale. (Nella specie, la S.C., a fronte del ricorso principale proposto dall’assicuratore di uno dei veicoli coinvolti in un sinistro stradale con esclusivo riferimento alla misura di corresponsabilità attribuita dal giudice d’appello al Comune tenuto alla manutenzione della strada, ha ritenuto inammissibili tanto il ricorso incidentale tardivo con il quale l’assicuratore di un altro dei mezzi coinvolti aveva censurato l’accertamento del concorso di colpa del proprio assicurato, quanto il ricorso incidentale tardivo proposto dall’ente pubblico avverso la statuizione sulle spese del giudizio di primo grado, così come ulteriormente regolate nella sentenza d’appello).

Cassazione civile sez. III, 29/10/2019, n.27616

Onere probatorio dell’omessa o insufficiente manutenzione delle strade

In caso di incidente avvenuto su strada statale/demaniale, il danneggiato che domanda il risarcimento del pregiudizio sofferto in conseguenza dell’omessa o insufficiente manutenzione delle strade o di sue pertinenze invocando la responsabilità della pubblica amministrazione, è tenuto a dare la prova che i danni subiti derivano dalla cosa, in relazione alle circostanze del caso concreto, ben potendo tale prova – consistente nella dimostrazione del verificarsi dell’evento dannoso e del suo rapporto di causalità con la cosa in custodia – essere data anche con presunzioni.

Non è, invece, il danneggiato tenuto a dare la prova anche della presenza di un’insidia o di un trabocchetto – estranei alla responsabilità ex art. 2051 cod. civ. – o dell’insussistenza di impulsi causali anomali ed estranei alla sfera di controllo propria del custode o della condotta omissiva o commissiva del medesimo (nel caso di specie il tribunale ha ravvisato(nel caso di specie il tribunale ha ravvisato che sussistesse la responsabilità dell’ANAS ai sensi dell’art. 2051, risultando la presenza sul tratto di strada di tratto di gard – rail “ abbassato” o “ piegato” e, dunque, inidoneo a funzionare quale adeguata barriera protettiva, in tratto di strada con caratteristiche di pericolosità desumibili dalla presenza del segnale di pericolo per strada sdrucciolevole, di curve ed apposizione limiti di velocità)

Tribunale Perugia sez. I, 25/10/2019, n.1655



12 Commenti

  1. Quante volte ho preso delle buche con l’auto e quante volte ci ho rimesso le gomme ed ho dovuto rimediare, rischiando di distruggere del tutto la gomma per raggiungere il primo gommista nelle vicinanze, non sapendo da sola cambiare la gomma.

  2. Ma io dico, con tutti i soldi che girano, e sicuramente si intascano ricostruendo la strada con materiale scadenze visto che dopo una pioggerellina e altre insidie, puntualmente bisogna fare nuovi lavori alla strada dopo delle fosse grandissime che si vengono a creare… Roba assurda. E poi si rischiano anche incidenti per evitare le buche, andando incontro alle altre auto che arrivano dalla corsia opposta

  3. Ora, secondo voi, per una gomma bucata, io vado a lamentarmi al Comune perché non ripara la strada? Cioè potrei pure farlo, ma finché la riparano, passa un’altra stagione e nel frattempo rischio nuovamente di prendere la stessa buca magari per evitare incidenti

  4. Diciamo che ufficialmente la pubblica amministrazione ha l’obbligo di tenere in buon stato di manutenzione le strade pubbliche. In realtà, non sempre lo fa. Sulla strada che percorro ogni mattina per spostarmi e raggiungere il centro, trovo mille buche. Ora, in caso di pneumatici rotti a seguito di caduta nella buca non segnalata sulla strada, posso essere risarcito?

    1. Anche se la buca non è segnalata da un cartello e il Comune non ha fatto nulla per mettere in guardia gli automobilisti, questi ultimi hanno diritto al rimborso delle spese per la ruota nuova e il tornitore del cerchio solo se la buca non è visibile con l’ordinaria diligenza. Come dire che l’automobilista non può prima distrarsi alla guida e finire in una evidente fossa, apertasi sull’asfalto, e poi chiedere il risarcimento al Comune per questa sua negligenza.

  5. Come posso ottenere il risarcimento a seguito dei danni che ho avuto a causa di una buca stradale? Quali sono le prove che devo fornire al comune? Io ho già fatto le foto alla mia auto e alla buca che mi ha danneggiato le gomme. VI ringrazio in anticipo

    1. Sono essenzialmente tre le prove che devi avere per ottenere il risarcimento in caso di caduta sulla strada.
      La prima è il fatto stesso, ossia la caduta. Potrai dimostrarlo con un testimone o con un certificato del pronto soccorso.
      La seconda è la presenza della buca. Questa può essere provata con una fotografia scattata con il tuo cellulare (stai attendo a contestualizzarla, ossia a rappresentare anche l’ambiente attorno e, meglio ancora, un quotidiano con la data del giorno). Se interviene la polizia municipale o i carabinieri, il loro verbale è un atto pubblico e può attestare tale elemento essenziale.
      La terza è la più importante e va sotto il nome (tecnico) di rapporto di causalità o anche di «causa-effetto». In buona sostanza consiste nella dimostrazione che la caduta è stata determinata solo dalla buca e non da altre circostanze (lo spintone di un passante, un laccio di scarpa slacciato, la distrazione dell’infortunato, un chiodo sull’asfalto che ha fatto sbandare l’automobile, ecc.). Del resto, se non si fornisse tale prova, ben si potrebbe dare la colpa alla prima buca per una caduta determinata da altre cause. Tale prova andrà data preferibilmente con un testimone che, ad esempio, dichiari: «Sì, ho visto Mario che metteva il piede in una buca, cadeva e gridava di dolore».
      A questo punto dovrai anche dimostrare il danno subìto: e a tal fine varrà qualsiasi tipo di documento: dalla fattura del meccanico che ha riparato l’auto ai certificati medici emessi da una struttura pubblica (Asl) che certificano la prognosi e la terapia.

  6. Ho preso una buca, che non potevo evitare. Ora, io vorrei richiedere il risarcimento, ma un mio amico che lavora al Comune mi ha detto che è inutile procedere in tal senso perché tanto non riuscirò ad ottenerlo, soprattutto perché vivendo nella zona e passando sempre di lì io dovrei conoscere il luogo e dovrei riuscire ad evitarla sapendo della sua esistenza. Ma che ragionamento è mai questo? Ma secondo voi se potevo evitare la buca, non l’avrei evitata? Mica che non mi ha provocato diversi fastidi cercare una piazza in cui fermarmi e chiedere aiuto perché non sapevo cosa fare, non essendo in grado di cambiare la gomma. Sono patentato da poco e già mi sono preso un bel rimprovero dei miei genitori e anche quello mi sarei evitato sinceramente

    1. Se il cittadino conosceva il pericolo, perché ha voluto correrlo? Ebbene se ha deciso di farlo ed è caduto in una buca (prevedibile), non può poi pretendere alcun risarcimento (e in tutto questo, il Comune che fa, ripara la strada? Assolutamente no). Per la precisione la Cassazione afferma che il Comune è responsabile per legge ..per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo… Praticamente, secondo i giudici, se il passante è caduto in una buca, pur potendola evitare poiché visibile o poiché ne conosceva l’esistenza, egli è l’unico responsabile dell’incidente (…quanto più questo è suscettibile di essere previsto e superato attraverso l’adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più il comportamento della vittima incide nel dinamismo causale del danno, sino ad interrompere il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all’ente e l’evento dannoso…). Pertanto fate attenzione a quando camminate, soprattutto se si tratta del marciapiede sotto casa vostra: se distrattamente cadete in una buca storicamente presente in zona, non avrete alcun diritto al risarcimento del danno subito.

  7. Buongiorno, ho notato una brutta buca sulla strada e vorrei capire a chi devo farne la segnalazione. Inoltre, vorrei capire se e quando posso ottenere il risarcimento. Vi ringrazio anticipatamente.

    1. Se noti una brutta buca sul manto stradale devi segnalarla al proprietario o al gestore della strada (ad esempio, Anas, Comune, Provincia ecc..). Si parla in questo caso di responsabilità da cose in custodia. In altre parole, il proprietario e gestore della strada deve vigilare sullo stato del manto stradale per prevenire eventuali danni a persone o cose. Per questo motivo è necessario fare una manutenzione e segnalare determinati pericoli, a meno che non si provi il caso fortuito. Ti faccio un esempio. In una strada di un piccolo paese si verifica una frana. Il Comune, in qualità di proprietario e gestore del manto stradale, provvede a far posizionare dei cartelli per segnalare il pericolo ed evitare che gli automobilisti possano transitare su quel tratto. La buca può essere poi qualificata anche come insidia e dare luogo a responsabilità tutte le volte in cui il pericolo non fosse prevedibile né evitabile. L’ente, quindi, non risponde se il pericolo è stato determinato da caso fortuito, cioè da un evento improvviso e imprevedibile, ad esempio un evento atmosferico o la caduta repentina di un masso. Per tornare all’esempio di prima, se la frana si verifica a causa di una forte pioggia nel momento in cui passa Tizio, l’ente non è responsabile, a meno che non si dimostri che il pericolo era stato segnalato più volte.

    2. Se hai preso una buca, la prima cosa da fare è scattare delle fotografie del luogo e dei danni riportati dall’autovettura. Il passo successivo è quello di chiamare subito la polizia municipale, la quale, effettuato il sopralluogo, redige un verbale. Se hai riportato anche delle lesioni, ad esempio al collo, devi recarti presso il pronto soccorso entro 24 ore e conservare il referto. Se ci sono testimoni, è utile annotare i loro dati per citarli in un eventuale giudizio. Inoltre, devi aver cura di conservare scontrini, certificati medici, preventivi, insomma tutto ciò che è necessario per quantificare i danni subiti. A questo punto, puoi inviare all’ente una diffida in cui racconti, per filo e per segno, il giorno, l’ora, il luogo del sinistro, la causa e i danni riportati. Se l’ente non risponde oppure risponde che non ha alcuna responsabilità in merito, occorre instaurare un giudizio. Attenzione però: la pretesa risarcitoria va rivolta all’effettivo proprietario della strada. Per evitare di sbagliare, è bene chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. In ogni caso, la responsabilità dell’ente proprietario o gestore della strada sorge solo se il pericolo non è visibile e non è prevedibile da parte dell’automobilista o del pedone. Ti faccio un esempio. Tizio sta percorrendo una strada ben illuminata, tuttavia non nota il segnale che indica la presenza di una grossa buca a 50 metri di distanza. Ad un certo punto, infatti, Tizio perde la ruota della macchina. Nell’esempio riportato è chiaro che Tizio non può chiedere il risarcimento, perché la buca stradale era segnalata ed evitabile con un po’ di attenzione. Infine, va ricordato che tale tipo di azione si prescrive in 5 anni dal verificarsi dell’evento dannoso.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube