L’esperto | Articoli

Artrosi: ultime sentenze

26 Aprile 2021
Artrosi: ultime sentenze

Patologia largamente diffusa nella popolazione; infermità per causa di servizio ed equo indennizzo; rapporto causale fra l’attività lavorativa e la malattia denunciata.

Artrosi: ci sono correlazioni significative con l’attività lavorativa

È di comune conoscenza che artrosi e discopatie sono patologie largamente diffuse nella popolazione, sia pure con diversi gradi di sintomatologia, e che si manifestano generalmente con l’avanzare dell’età, senza correlazioni statisticamente significative con l’attività lavorativa esercitata.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. III, 13/04/2017, n.581

Fenomeni artrosici e dipendenza da causa di servizio

Le valutazioni generali espresse dal Comitato di verifica per le cause di servizio riguardo alla natura e alla eziologia dei fenomeni artrosici denunciati da pubblici dipendenti, oltre ad essere insindacabili in sede giudiziaria per il loro carattere strettamente tecnico, risultano conformi alle comuni conoscenze ed esperienze, essendo fatto di comune dominio che le artrosi e le discopatie sono patologie largamente diffuse nella popolazione, sia pure con diversi gradi di sintomatologia, che si manifestano generalmente con l’avanzare dell’età, senza correlazioni statisticamente significative con l’attività lavorativa esercitata, a maggior ragione se quest’ultima non si caratterizza per gli sforzi fisici intensi e protratti per tutto l’arco della vita lavorativa.

Consiglio di Stato sez. III, 03/12/2015, n.5511

Accertamento di malattia professionale

Va rigettato l’appello diretto all’accertamento di malattia professionale, in difetto del rapporto causale fra l’attività lavorativa e la malattia denunciata e in difetto di dimostrazione dell’esposizione per causa di lavoro a rischio patogeno.

(Nella specie, la Corte ha confermato la sentenza impugnata, affermando che l’artrosi vertebrale cervicale e lombare con discopatie degenerative ed ernarie non era verosimilmente conseguente ad esposizione lavorativa, in quanto in caso di esposizione a rischio lavorativo la malattia si doveva manifestare 10 o 15 anni dopo l’inizio dell’esposizione, e non dopo 31 anni di asserita esposizione – ossia all’età di 53 anni, momento in cui può manifestarsi l’artrosi non lavorativa – ed in quanto l’artrosi di origine lavorativa colpisce il tratto lombare, mentre nel caso concreto era estesa a tutto il rachide).

Corte appello Perugia sez. lav., 28/01/2013, n.280

Infermità per causa di servizio ed equo indennizzo

È legittimo il diniego di liquidazione dell’equo indennizzo opposto al pubblico dipendente che lo chiedeva con riferimento a situazioni invalidanti conseguenti a patologie ordinarie, diffuse e multifattoriali, sovente correlate all’età e alla familiarità, quali la sinusite, che consiste in una proliferazione di comuni germi saprofiti favorita talvolta dalla preesistente conformazione locale; l’artrosi cervicale, che è dovuta a fattori dismetabolici o degenerativi in correlazione con l’usura conseguente al progredire dell’età; l’ipertensione, che è un’affezione frequentemente di natura primitiva, prevalentemente endogena, spesso correlata alla familiarità e a probabili errori genetici; la gastrite cronica, che si manifesta in soggetti predisposti per la labilità dell’equilibrio neurovegetativo.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 04/10/2012, n.408

La commissione medica

Non sussiste dipendenza da causa di servizio per un’artrosi cervicolombare che, secondo l’apprezzamento tecnico discrezionale della Commissione medica, dipenda esclusivamente da fattori costituzionali, poiché le condizioni ambientali, pur sfavorevoli, non avrebbero potuto influire.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 10/05/2010, n.3532

Reato di esercizio abusivo della professione medica

Con riguardo alla natura di norma penale in bianco dell’art. 348 c.p. l’ignoranza dei limiti di attività autorizzati dalla legge, in relazione al titolo professionale conseguito, corrisponde ad ignoranza della legge penale, inescusabile per colui il quale ha un onere specifico di informazione al riguardo; integra, pertanto, il reato di esercizio abusivo della professione medica, a prescindere da tale circostanza, la condotta del massoterapeuta, privo di laurea in medicina, che abbia eseguito massaggi per lenire e curare diverse patologie, quali artrosi cervicale e lombosacrale, ernia iettale e dolori al nervo sciatico.

Cassazione penale sez. VI, 10/11/2009, n.47028

Incidente stradale e degenerazione delle cartilagini articolari in artrosi 

La patologia “frattura del malleolo peroneale sinistro”, avvenuta a seguito di incidente stradale durante il servizio di leva, risulta aggravata e meritevole di pensione privilegiata ordinaria tabellare vitalizia, in conseguenza dell’usura dell’arto e dell’anomalo carico gravante sull’articolazione tibiotarsica, con conseguente degenerazione delle cartilagini articolari in artrosi e limitazione dei movimenti della caviglia con conseguente zoppia.

Corte Conti, (Marche) sez. reg. giurisd., 27/05/2009, n.183

Artrosi: esclusione della dipendenza da causa di servizio

È legittimo, perché coerente con le conoscenze comunemente diffuse e condivise, il provvedimento che esclude la dipendenza da causa di servizio dell’artrosi del rachide e delle grosse articolazioni riscontrata a carico di pubblico dipendente, trattandosi di patologia che interessa, con l’avanzare dell’età, la maggior parte della popolazione, in forme più o meno sintomatiche; e che colpiscono individui di tutte le fasce sociali e di qualsivoglia occupazione, senza alcuna significativa correlazione statistica con determinati tipi di attività lavorativa.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 10/11/2008, n.709

Insorgenza dell’artrosi deformante alle mani

L’attività per la preparazione delle olive ascolane, svolta senza l’uso di macchinari, e consistente nello snocciolare le olive, impastare il ripieno di carne e parmigiano, ha incidenza causale ai fini dell’insorgenza dell’artrosi deformante alle mani, in quanto i movimenti ripetitivi, quantunque non imposti da alcun macchinario, determinano una gestualità complessa, con conseguente indennizzabilità da parte dell’Inail.

Corte appello Ancona, 18/03/2008, n.136

Artrosi deformante: quando è malattia professionale?

Costituisce malattia professionale, indennizzabile dall’Inail, l’artrosi deformante che abbia colpito alle mani una lavoratrice addetta alla lavorazione delle olive ascolane, per anni dedicatasi quotidianamente a tale lavoro (che richiede gestualità e destrezza nell’uso bilaterale delle mani, dallo snocciolamento dell’oliva umida prelevata dalla salamoia all’immissione nel suo interno dell’impasto freddo, col mantenimento prolungato per diversi secondi di pressione e presa per un tempo medio di preparazione che, per ogni oliva, è compreso tra i trenta ed i cinquanta secondi, potendosi in un’ora preparare da ottanta a cento olive da friggere), quando il carico di lavoro quotidiano palesi un’elevata probabilità di influire nel determinismo dell’evento morboso.

Corte appello Ancona, 19/03/2008

Artrosi diffusa del rachide dell’insegnante 

Non sussiste la dipendenza dell’infermità “Artrosi diffusa del rachide” dal servizio di insegnante di scuola media superiore svolto in condizioni insalubri poiché tali patologie degenerative dell’apparato scheletrico trovano giustificazione principalmente in fattori metabolico-degenerativi del tessuto connettivo di natura endogeno-costituzionale, oppure in eccezionali eventi traumatici in grado di anticipare nel tempo tali fattori degenerativi dell’apparato muscolo-scheletrico. (Nella specie viene negata l’efficacia causale e/o concausale delle sole condizioni di scarso riscaldamento delle aule scolastiche presso le quali è stato svolto il servizio).

T.A.R. Ancona, (Marche) sez. I, 11/07/2006, n.534

Artrosi: il servizio di vigile urbano

Sussiste la dipendenza dell’infermità “artrosi” dal servizio di vigile urbano prestato nella viabilità con prolungata esposizione agli agenti atmosferici, alle perfrigerazioni e di barotraumi.

Corte Conti, (Marche) sez. reg. giurisd., 14/03/2005, n.216

Artrosi lombare e servizio militare

Deve negarsi la dipendenza dal servizio militare di leva dell’affezione artrosi lombare e sciatalgia.

Corte Conti, (Marche) sez. reg. giurisd., 28/02/2005, n.193

Trattamento pensionistico privilegiato

Ai fini del trattamento pensionistico privilegiato deve escludersi la dipendenza dell’infermità “artrosi” dal servizio di bidella e cuoca prestato presso una scuola materna.

Corte Conti, (Umbria) sez. reg. giurisd., 12/04/2005, n.162

Artrosi: è negata la dipendenza dal servizio impiegatizio amministrativo?

In materia pensionistica privilegiata, deve essere negata la dipendenza dal servizio impiegatizio amministrativo (coadiutore addetto agli uffici di Segreteria) delle infermità artrosi e spondiloartrosi.

Corte Conti, (Umbria) sez. reg. giurisd., 17/11/2003, n.377

Quando l’artrosi deriva dalla senescenza?

Va escluso che la sciatalgia, riscontrata in tempo di guerra, possa ritenersi fattore etiopatogenetico della malattia artrosica diagnosticata trent’anni dopo, derivando l’artrosi soprattutto dalla senescenza ed essendo indipendente da fattori esogeni.

Corte Conti, (Marche) sez. reg. giurisd., 12/11/1997, n.1381



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

6 Commenti

  1. Buongiorno, a mia zia è stata diagnosticata l’artrosi. Ora, vorrebbe capire se e come può chiedere l’invalidità. Sinceramente, ha varie difficoltà a causa di questa malattia degenerativa e temiamo che le sue condizioni possano presto peggiorare

    1. Per ottenere l’invalidità per artrosi bisogna innanzitutto passare la visita medica all’Inps. Se la commissione valuta negativamente la richiesta, entro sei mesi è possibile fare ricorso in tribunale e chiedere un accertamento tecnico preventivo, cioè la nomina di un medico legale che valuti nuovamente le condizioni dell’aspirante invalido. Se anche questa valutazione dovesse essere insoddisfacente, entro trenta giorni dalla comunicazione della perizia negativa è possibile proporre dissenso e, nei successivi trenta giorni, fare nuovo ricorso al tribunale, sollevando tutte le proprie eccezioni ed, eventualmente, chiedendo il rinnovo delle operazioni peritali.

  2. Inoltre, vorrebbe capire se tra i diritti di chi soffre di artrosi rientra anche quello all’indennità di accompagnamento. Premetto che ha varie difficoltà. Non riesce a svolgere sa sola le normali attività come mangiare e lavarsi. Aspettiamo vostra risposta, grazie

    1. Si. La legge accorda il beneficio agli invalidi civili totali (invalidità del 100%) quando siano impossibilitati a camminare autonomamente o siano incapaci di compiere da soli gli atti quotidiani della vita. Il beneficio è puramente economico e spetta a tutti, cittadini italiani ed extracomunitari, a prescindere dall’età e dal reddito.

  3. Ho inoltrato telematicamente la domanda all’Inps che mi ha convocato per effettuare la visita medica. L’invalidità non mi è stata riconosciuta. Cosa posso fare?

    1. La persona alla quale è stata negata l’invalidità per artrosi oppure a cui è stata concessa in misura non soddisfacente può fare ricorso in tribunale entro il termine di sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita. Il termine è indicato nella lettera che l’Inps invia direttamente al domicilio di colui che ha richiesto l’invalidità: la comunicazione contiene il verbale della visita sostenuta con il relativo esito. Il ricorso va presentato al tribunale territorialmente competente e consiste nella richiesta della nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) che rivaluti le condizioni di salute del ricorrente. È necessaria l’assistenza di un avvocato. Nel caso di ulteriore esito negativo, è ancora possibile impugnare la perizia sfavorevole e procedere con un ricorso di merito nel quale bisogna contestare specificamente le risultanze della visita ed, eventualmente, chiedere al giudice la nomina di nuovo consulente tecnico. Solo all’esito del processo il giudice stabilirà se il richiedente ha diritto o meno all’invalidità per artrosi.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube