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Procacciatore d’affari: ultime sentenze

19 Agosto 2020
Procacciatore d’affari: ultime sentenze

Rapporto di procacciamento d’affari; la prestazione di un’attività di intermediazione diretta a favorire tra terzi la conclusione di un affare; assenza del vincolo di stabilità.

Quali sono i caratteri distintivi del contratto del procacciatore d’affari? Quali sono le differenze rispetto al contratto di agenzia? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Il procacciatore d’affari

Nei riguardi del procacciatore d’affari un’ipotetica carenza di professionalità nell’esercizio della relativa attività può essere accertata solo in concreto nel senso che, essendo il procacciatore di affari una figura atipica, i suoi connotati, effetti e compatibilità vanno individuati di volta in volta con riguardo alla singola fattispecie.

Consiglio di Stato sez. V, 27/03/2013, n.1795

L’autonomia del procacciatore d’affari

La spiccata autonomia del procacciatore d’affari esclude l’inserimento di tale lavoratore nella struttura dell’impresa con stabilità sufficiente da connotare un’appropriabilità della struttura stessa da parte di un terzo, concorrente.

Tribunale Cuneo, 21/07/2010

Rapporto di procacciatore d’affari

In tema di differenza tra rapporto di agenzia e rapporto di procacciatore d’affari, per sussistere un rapporto di agenzia occorre la stabilità dell’obbligo di concludere affari per il preponente (… una non episodica collaborazione professionale autonoma con risultato a proprio rischio e con l’obbligo naturale di osservare, oltre alle norme di correttezza e di lealtà, le istruzioni ricevute dal proponente medesimo); invece il rapporto di procacciatore d’affari si concreta nella più limitata attività di chi, senza vincolo di stabilità ed in via del tutto episodica, raccoglie le ordinazioni dei clienti, trasmettendole all’imprenditore da cui ha ricevuto l’incarico di procurare tali commissioni. Quindi mentre la prestazione dell’agente è stabile, avendo egli l’obbligo di svolgere l’attività di promozione dei contratti, la prestazione del procacciatore è occasionale nel senso che dipende esclusivamente dalla sua iniziativa.

Tribunale Bari, 01/06/2020, n.1436

Contratto di agenzia e contratto del procacciatore d’affari

I caratteri distintivi del contratto di agenzia sono la continuità e la stabilità dell’attività dell’agente di promuovere la conclusione di contratti per conto del preponente nell’ambito di una determinata sfera territoriale, realizzando in tal modo con quest’ultimo una non episodica collaborazione professionale autonoma con risultato a proprio rischio e con l’obbligo naturale di osservare, oltre alle norme di correttezza e di lealtà, le istruzioni ricevute dal preponente medesimo.

Il rapporto di procacciatore d’affari, invece, si concreta nella più limitata attività di chi, senza vincolo di stabilità ed in via del tutto episodica, raccoglie le ordinazioni dei clienti, trasmettendole all’imprenditore da cui ha ricevuto l’incarico di procurare tali commissioni; mentre la prestazione dell’agente è stabile, avendo egli l’obbligo di svolgere l’attività di promozione dei contratti, la prestazione del procacciatore è occasionale nel senso che dipende esclusivamente dalla sua iniziativa.

Conseguentemente, al rapporto di procacciamento d’affari possono applicarsi in via analogica solo le disposizioni relative al contratto di agenzia (come le provvigioni) che non presuppongono un carattere stabile e predeterminato del rapporto e non anche quelle – di legge o di contratto – che lo presuppongono (come l’indennità di mancato preavviso, l’indennità suppletiva di clientela e l’indennità di cessazione del rapporto).

Tribunale Roma sez. lav., 24/06/2020, n.3660

La figura del procacciatore e quella dell’agente: differenze

In tema di distinzione tra la figura di procacciatore e di agente, l’elemento proprio del rapporto di agenzia, e distintivo dalla mera procacceria d’affari, consiste nella circostanza che l’agente svolge una collaborazione abituale e professionale con altro imprenditore, dei cui contratti promuove la stipula; collaborazione che, in tali termini, difetta nell’operato del procacciatore.

Ciò che caratterizza la prestazione dell’agente è la stabilità; invece il rapporto di procacciatore d’affari si concreta nella più limitata attività di chi, senza vincolo di stabilità ed in via del tutto episodica, raccoglie le ordinazioni dei clienti, trasmettendole all’imprenditore da cui ha ricevuto l’incarico di procurare tali commissioni. La prestazione dell’agente è dunque stabile, nel senso che egli ha l’obbligo di svolgere l’attività di promozione dei contratti in favore del preponente; la prestazione del procacciatore è viceversa occasionale, nel senso che dipende esclusivamente dalla sua libera iniziativa.

Corte appello Roma sez. lav., 20/01/2020, n.53

Tipologia di assetto organizzativo

Ai fini delle imposte sui redditi, l’esercizio delle attività di cui all’art. 2195 c.c., tra le quali rientrano quelle ausiliarie del mediatore e del procacciatore d’affari, determina sempre la sussistenza di un’impresa commerciale, indipendentemente dall’assetto organizzativo scelto, ma è necessario che sussista il requisito dell’abitualità, da intendersi come attività stabile nel tempo con riguardo al periodo d’imposta.

Cassazione civile sez. trib., 04/12/2019, n.31643

Procacciamento d’affari: competenza del giudice del lavoro

Le controversie relative al così detto procacciamento d’affari, contratto atipico che si concreta in una attività di collaborazione consistente nel raccogliere proposte di contratto ovvero ordinazioni presso terzi e nel trasmetterle al preponente, sono soggette al rito ed alla competenza del giudice del lavoro qualora il relativo rapporto, a norma dell’art. 409 n. 3 c.p.c., presenti le caratteristiche del coordinamento, della continuità e della prevalente personalità della prestazione; il carattere della continuità va però tenuto distinto da quello della stabilità (che verifica quando la prestazione si ripete periodicamente nel tempo, non soltanto di fatto ma anche in osservanza di un impegno contrattuale, come nel caso del rapporto di agenzia prevedente l’obbligo di svolgere un’attività di promozione dei contratti), con la conseguenza che l’attività del procacciatore d’affari, pur non corrispondendo ad una necessità giuridica, essa dipendendo esclusivamente dall’iniziativa del procacciatore non potendo, perciò, in tale senso, i qualificarsi come stabile, può, tuttavia, di fatto svolgersi periodicamente nel tempo, e presentare perciò il carattere della continuità richiesta dal citato art. 409 n. 3 c.p.c. ai fini dell’individuazione del giudice competente e del rito applicabile alle relative controversie.

Tribunale Modena sez. lav., 05/11/2019, n.293

Inquadramento previdenziale

Il produttore di assicurazioni è normalmente considerato una specie del procacciatore d’affari che ha, con l’impresa o l’intermediario preponente, un rapporto meno vincolato sul piano operativo e giuridico rispetto a quello di chi è più intensamente integrato nella struttura organizzativa imprenditoriale dell’agente.

In sostanza, il produttore di cui si parla è un intermediario non obbligato a promuovere affari, bensì autorizzato a raccogliere proposte ed in ciò sta la differenza con la figura dell’agente (e dal subagente), che, invece, assume un preciso obbligo promozionale ai sensi dell’art. 1742 c.c..

Così ricostruiti i diversi contenuti economici delle attività proprie dei produttori diretti e di quelli correlati ad agenti o subagenti, risulta comprensibile e razionale la scelta del legislatore previdenziale del 2003 di istituire l’obbligo di iscrizione nella gestione commercianti di questi ultimi, lasciando che i primi ricadano senz’altro nella regola comune ai lavoratori autonomi non rientranti nelle gestioni esistenti di cui alla c.d. quarta gestione speciale dell’INPS (art. 2 comma 26 della legge n. 335/1995).

Corte appello Perugia sez. lav., 23/09/2019, n.177

L’applicazione in via analogica delle disposizioni del contratto di agenzia

Al rapporto di procacciamento d’affari possono applicarsi in via analogica solo le disposizioni relative al contratto di agenzia (come le provvigioni) che non presuppongono un carattere stabile e predeterminato del rapporto e non anche quelle – di legge o di contratto – che lo presuppongono. In sostanza, mentre la prestazione dell’agente è stabile, avendo egli l’obbligo di svolgere l’attività di promozione dei contratti per il preponente, la prestazione del procacciatore è occasionale, nel senso che dipende esclusivamente dalla sua iniziativa.

Corte appello Roma sez. lav., 11/01/2019, n.33

Mediatore e procacciatore d’affari: differenze

Costituisce elemento comune alla figura del mediatore e a quella del procacciatore d’affari la prestazione di un’attività di intermediazione diretta a favorire tra terzi la conclusione di un affare, con conseguente applicazione di alcune identiche disposizioni in materia di diritto alla provvigione, mentre l’elemento distintivo consiste nel fatto che il mediatore è un soggetto imparziale, e nel procacciamento di affari l’attività dell’intermediario è prestata esclusivamente nell’interesse di una delle parti.

Dunque il mediatore si distingue dal procacciatore di affari per l’imparzialità che è requisito tipico del mediatore, e per il rapporto di collaborazione che – assente secondo l’espresso dettato normativo nella mediazione (art. 1754 cod. civ.) caratterizza il procacciatore d’affari, il quale, anche senza carattere di stabilità, agisce nell’esclusivo interesse del preponente, solitamente imprenditore, raccogliendo proposte di contratto ovvero ordinazioni presso terzi e trasmettendogliele.

Tribunale Pescara, 10/01/2019, n.42

L’attività occasionale del procacciatore d’affari

I caratteri distintivi del contratto di agenzia sono la continuità e la stabilità dell’attività dell’agente di promuovere la conclusione dei contratti per conto del preponente nell’ambito di una determinata zona territoriale, realizzando in tal modo con quest’ultimo una collaborazione professionale autonoma, continua, con risultato a proprio rischio e con l’obbligo naturale di osservare, oltre alle norme di correttezza e di lealtà, le istruzioni ricevute dal preponente. Tale contratto si differenzia da quello del procacciatore d’affari il quale svolge la sua attività senza vincolo di stabilità e in via del tutto episodica, raccoglie le ordinazioni dei clienti, trasmettendole all’imprenditore da cui ha ricevuto l’incarico di procurare tali commissioni.

Dunque, mentre l’attività dell’agente di commercio è stabile, quella del procacciatore d’affari è occasionale, in quanto dipende esclusivamente dalla sua iniziativa. Nel caso di specie, i contratti di collaborazione stipulati tra i ricorrenti e una società, in considerazione delle concrete modalità di svolgimento del rapporto, senza alcun vincolo di stabilità e con piena libertà di orario e di scelte organizzative, sono stati ricondotti nell’ambito del contratto di agenzia.

Corte appello Roma sez. lav., 09/02/2018, n.448

Obblighi di iscrizione e dichiarazione previsti per il procacciatore di affari

Anche il procacciatore d’affari è assoggettato all’obbligo di iscrizione nell’albo degli agenti di affari in mediazione ovvero, dopo l’entrata in vigore del d.lg. n. 59 del 2010, all’obbligo di dichiarazione di inizio di attività alla camera di commercio, pena la perdita del diritto alla provvigione, salva l’ipotesi in cui l’attività sia svolta in modo occasionale e l’affare non abbia ad oggetto beni immobili o aziende.

Cassazione civile sez. un., 02/08/2017, n.19161



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