Vendere una casa ora è più facile

30 Luglio 2020 | Autore:
Vendere una casa ora è più facile

Il decreto Semplificazioni introduce delle novità sulle tolleranze costruttive e sulle modifiche agli immobili, escludendo vecchie sanzioni.

Il decreto Semplificazioni, che modifica il Testo unico dell’edilizia, rende più facile l’operazione di compravendita di una casa. Il provvedimento, infatti, definisce le tolleranze costruttive che non influiscono sulla commerciabilità dei beni immobili. Se prima dell’entrata in vigore del decreto le tolleranze servivano solo a impedire la perdita dei benefici fiscali, adesso interessano ogni tipo di conseguenza ed i rapporti contrattuali, allontanando così lo spettro di un eventuale contenzioso.

Entrando nello specifico, il decreto Semplificazioni prevede la tollerabilità delle dimensioni dell’immobile, in altezza, distacchi, cubatura, superficie e qualsiasi altro parametro delle singole unità, che rimangono entro la soglia del 2% rispetto a quanto previsto alle licenze, dalla Scia, dalle autorizzazioni o da qualsiasi altro titolo.

Inoltre, il decreto introduce il concetto della tolleranza esecutiva sulle irregolarità geometriche, sulla diversa collocazione di impianti e opere interne e sulla modifica alle finiture eseguite durante i lavori. Ad esempio, lo spostamento di un bagno o la realizzazione di un tramezzo, se non infrangono la disciplina urbanistica ed edilizia e non pregiudicano l’agibilità dell’immobile, vanno considerate semplici irregolarità esecutive e, quindi, non generano sanzioni.

È prevista la possibilità di affidare ad un tecnico abilitato l’attestazione dello stato legittimo dell’immobile con una dichiarazione che può essere allegata agli atti notarili. In questo modo, si evolve anche il principio stabilito dalla Cassazione che esclude rischi di nullità nelle compravendite di edifici che non abbiano abusi edilizi integrali.

Il decreto tiene conto in particolare anche di tutto quello che è preesistente e consolidato. In sostanza, è possibile mantenere le distanze legittimamente preesistenti, ricostruire ciò che è crollato o demolito nel caso in cui sia possibile accertare la preesistente consistenza e, infine, ritenere legittima una situazione consolidata che risulti da elementi non strettamente edilizi. Basterà un principio di prova della sussistenza di un titolo abitativo, anche se il documento non è più disponibile.

In questo modo, risulterà più facile vendere una casa e beneficiare delle agevolazioni fiscali. Primo, perché sarà possibile dimostrare la consistenza di un rudere prima di ricostruirlo, ricorrendo a prove anche indirette, come una descrizione in una divisione testamentaria. E secondo, perché si avrà la possibilità di dimostrare la legittimità di una ricostruzione che, anche se riporta delle modifiche, faccia capo a un nucleo edilizio legittimamente iniziato o originariamente assistito da un titolo valido.



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