Donna e famiglia | Articoli

Causale bonifico mantenimento figli

30 Luglio 2020
Causale bonifico mantenimento figli

Separazione: come avere la traccia del contributo economico corrisposto al figlio?

Ti sei separato da tua moglie. Le cose tra voi non andavano bene già da un po’, tanto che a lungo andare la convivenza era diventata intollerabile. Il giudice ha disposto l’affidamento condiviso di vostro figlio e l’obbligo, da parte di tua, di corrispondergli 300 euro mensili. In questo articolo parleremo della necessità di inserire la causale nel bonifico di mantenimento dei figli, onde evitare eventuali accuse di mancato pagamento. In termini generali, l’assegno viene versato con cadenza mensile, le cui modalità sono stabilite nel provvedimento di separazione (o dagli stessi coniugi in caso di accordo). Ma procediamo con ordine e vediamo cosa si intende per mantenimento, quali sono i presupposti per ottenerlo e quali conseguenze prevede la legge in caso di inadempimento del genitore.

Mantenimento figli: cos’è?

Quando una coppia decide di separarsi, ciascuno deve contribuire al mantenimento, all’educazione e all’istruzione dei figli (eventualmente presenti) nei limiti delle rispettive possibilità. Si stratta di un dovere che non viene meno neppure con la fine del matrimonio, anzi perdura fino al raggiungimento dell’indipendenza economica dei figli.

Se necessario, il giudice può stabilire che il coniuge economicamente più “forte” sia tenuto a corrispondere all’altro un assegno di mantenimento per soddisfare le esigenze di vita quotidiana della prole, dall’abbigliamento alla ricarica del cellulare. Lo scopo, naturalmente, è quello di garantire al minore il medesimo tenore di vita goduto prima della separazione dei genitori.

Mantenimento figli: come viene calcolato?

Se i genitori non riescono a raggiungere un accordo, tocca al giudice decidere in che misura sia dovuto l’assegno di mantenimento basandosi sui seguenti parametri:

  • le esigenze del figlio;
  • il tenore di vita goduto nel periodo della convivenza;
  • il reddito di entrambi i genitori;
  • il tempo che il bambino trascorre presso ciascun genitore;
  • la valenza dei compiti di cura assunti nei confronti del bambino.

Nella determinazione dell’assegno vengono presi in considerazione anche eventuali spese sostenute dal coniuge obbligato, quali l’affitto, il mutuo o un finanziamento ancora in corso.

Attenzione però: non esiste una tabella che permetta di stabilire la cifra esatta da destinare al figlio, ma ogni situazione andrà valutata caso per caso. In via orientativa, però, è chiaro che se un genitore lavora e guadagna uno stipendio di 3mila euro al mese, l’ammontare dell’assegno di mantenimento potrebbe aggirarsi intorno ai 500 euro circa.

Causale bonifico mantenimento figli

In generale, non è obbligatorio inserire la causale nel momento in cui facciamo un bonifico. Tuttavia, indicare la ragione del trasferimento di denaro (la causale appunto) è importante nel momento in cui si viene accusati di non aver effettuato il pagamento.

Come già anticipato, in assenza di accordo è il giudice a stabilire l’entità dell’importo del mantenimento, i termini e le modalità del versamento. Nella prassi, il contributo viene versato mensilmente con bonifico sul conto bancario o postale dell’avente diritto. In questo modo, è possibile avere una traccia dei soldi trasferiti.

Pertanto, se devi pagare il mantenimento tramite bonifico bancario ti consiglio di inserire sempre la causale, ad esempio “mantenimento figlio Tizio settembre 2020”, in caso contrario rischi che l’ex coniuge possa accusarti di inadempimento (perché magari sostiene che quei soldi siano dovuti per un’altra ragione). Se invece devi pagare il mantenimento in contanti, non dimenticare di farti rilasciare una ricevuta o una quietanza di pagamento firmata e datata.

Mantenimento figli: fino a quando?

Come già anticipato, il mantenimento a favore dei figli non si arresta con il compimento dei loro 18 anni. Facciamo un piccolo esempio.

Tizio corrisponde 300 euro mensili per il mantenimento del figlio Caio di 17 anni. Dopo circa tre anni, Caio si trasferisce in un’altra città per studiare matematica all’università.

Nell’esempio riportato, Tizio deve continuare a mantenere Caio, anche se ha ormai 20 anni? La risposta è affermativa. Caio, infatti, non lavora e non può mantenersi da solo. Oggi più che mai è difficile raggiungere una stabilità economica. Per questa ragione, la legge prevede che i genitori siano tenuti a provvedere al mantenimento dei propri figli fino a quando non diventano autosufficienti e siano in grado di provvedere a se stessi. Naturalmente, se un ragazzo ha solo voglia di divertirsi e intende vivere alle spalle di mamma e papà, allora il mantenimento potrà essergli revocato. Se poi il figlio lascia il lavoro e si trova in stato di bisogno potrà ottenere dai genitori solo gli alimenti (vitto e alloggio) e non il mantenimento.

Mantenimento figli: cosa comprende?

Il mantenimento versato ai figli comprende solo le spese ordinarie, ossia quelle relative a bisogni di vita quotidiana (vitto, alloggio, libri scolastici, abbigliamento, ecc.), ma non le spese straordinarie che dovessero rendersi necessarie a fronte di eventi imprevedibili ed eccezionali. Si tratta di spese non comprese nell’assegno di mantenimento e che, di conseguenza, andranno ripartite tra i genitori al 50% o in base ad una diversa percentuale (sempre proporzionata ai redditi delle parti), a condizione che siano condivise e documentate.

Mantenimento figli: cosa rischia il genitore inadempiente?

Il genitore che non corrisponde l’assegno di mantenimento incorre nella responsabilità penale, in quanto viene a configurarsi il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare [1] punito dal Codice penale con la multa fino a 1.032 euro e la reclusione fino ad un anno.

E dal punto di vista civile? Supponiamo che tu abbia in mano una sentenza in cui il giudice ha posto a carico del tuo ex coniuge l’obbligo di corrisponderti il mantenimento per i vostri figli. In caso di inadempimento, detta sentenza è un titolo esecutivo.

In parole povere, puoi notificare al tuo ex un atto di precetto e intimargli a pagare quanto dovuto (oltre agli interessi e alle spese legali). In caso di mancato pagamento, allora puoi procedere con il pignoramento dello stipendio, del conto corrente, ecc.


note

[1] Art. 570 bis cod.pen.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube