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Minorenni al lavoro: quando è legale

31 Luglio 2020
Minorenni al lavoro: quando è legale

I minori possono lavorare ma la legge prevede numerose forme di tutela nei loro confronti.

Sei un minorenne? Vuoi fare la tua prima esperienza di lavoro? Sei un genitore e vorresti che tuo figlio toccasse con mano cosa significa lavorare e guadagnarsi i soldi? Vuoi sapere se i minorenni possono lavorare e quali sono le condizioni? Quando un minorenne decide di fare un’esperienza di lavoro oppure un genitore decide di far sperimentare al proprio figlio cosa vuol dire lavorare è bene che si conoscano le regole che prevede la legge per il lavoro minorile.

È possibile adibire i minorenni al lavoro: ma quando è legale? È facile intuire come adibire al lavoro i minori sia una cosa da trattare con particolare cautela. Non a caso, le prime norme di tutela del lavoro introdotte nel Novecento proteggevano proprio i minori e le donne. È importante sapere con precisione qual è l’età del minore che deve essere avviato al lavoro perché le regole fissate dalla legge cambiano con il variare dell’età anagrafica del lavoratore minorenne.

Minorenni al lavoro è legale?

Se sei minorenne e vuoi fare la prima esperienza di lavoro ti chiederai senz’altro se il lavoro dei minori in Italia è legale. La domanda che ti stai facendo è tutt’altro che banale. Quando gli uomini hanno iniziato a spostarsi dalle campagne alle città per lavorare nelle fabbriche non c’erano leggi a tutela del lavoro e anche i minori lavoravano duramente, in ambienti di lavoro e con ritmi non adatti per la loro tenera età.

È talmente importante proteggere i minori in ambito lavorativo che le prime leggi introdotte in Italia a tutela dei lavoratori avevano ad oggetto proprio il lavoro dei minori [1].

Inoltre, devi sapere che la Carta Costituzionale, ossia il documento fondamentale che prevede i diritti e doveri dei cittadini italiani, prevede che le leggi debbano offrire una particolare tutela al lavoro dei fanciulli e degli adolescenti. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione: questo è il solenne impegno che la Costituzione si è assunta nei confronti dei minori [2].

Infine, visto che il nostro Paese fa parte dell’Unione europea, anche le istituzioni europee si sono preoccupate di dare una particolare tutela al lavoro dei minorenni e hanno stabilito dei principi base che devono essere rispettati da tutti gli Stati membri in materia di lavoro dei minorenni [3].

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare, ha stabilito che, in generale, il lavoro minorile è vietato ed ha previsto che l’età minima per l’ammissione al lavoro non può essere inferiore all’età in cui termina la scuola dell’obbligo, fatte salve le norme più favorevoli ai giovani e deroghe limitate. Inoltre, per quei minori che comunque vanno a lavorare, la Carta europea prevede che i giovani ammessi al lavoro devono beneficiare di condizioni di lavoro appropriate alla loro età ed essere protetti contro lo sfruttamento economico o contro ogni lavoro che possa danneggiare la loro sicurezza, la loro salute, il loro sviluppo fisico, psichico, morale o sociale o che possa mettere a rischio la loro istruzione [4].

I minori di 15 anni possono lavorare?

Se hai meno di 15 anni e ti chiedi se puoi lavorare oppure se sei genitore di un bimbo con meno di 15 anni e vuoi sapere se può svolgere attività lavorativa, la risposta è «sì» ma solo se il lavoro che il minore deve svolgere ha carattere culturale, artistico, sportivo, pubblicitario oppure deve riguarda il settore dello spettacolo.

Inoltre, considerata la tua tenera età e la necessità di offrirti una particolare protezione nei confronti del lavoro, puoi essere adibito al lavoro solo se c’è l’assenso scritto di entrambi i genitori e l’autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro.

Ma non finisce qui. Avere meno di 15 anni significa anche avere un fisico ancora da bambino, che non può di certo tollerare i ritmi di lavoro di un adulto. Per questo, la legge prevede delle speciali tutele per i minori di 15 anni i quali:

  • possono lavorare di notte ma solo entro la mezzanotte;
  • hanno diritto ad un riposo di almeno 14 ore consecutive ogni 24 ore a differenza degli adulti per i quali il riposo giornaliero è di 11 ore consecutive;
  • non possono lavorare per più di 7 ore al giorno;
  • devono avere un orario settimanale di lavoro fino ad un massimo di 35 ore;
  • hanno diritto ad un minimo di 30 giorni di ferie annuali.

Inoltre, se hai meno di 14 anni e ti è stato chiesto di lavorare in uno spot pubblicitario devi sapere che ci sono regole specifiche per l’esposizione di minori di 14 anni in spot televisivi e pubblicità.

Esiste un apposito ente, il Comitato Media e Minori, che controlla sull’esposizione di minori di 14 anni in spot televisivi e pubblicità.

La legge prevede che chi impiega i bambini nella pubblicità è soggetto all’obbligo di rispettarne la dignità personale, l’immagine e la privacy, tutelandone l’integrità psicofisica.

Inoltre, ci sono alcune attività del tutto vietate. In particolare, se hai meno di 14 anni:

  • non puoi essere esposto a situazioni pericolose, violente o eccessive rispetto alle tue capacità;
  • non ti può essere richiesta l’assunzione di sostanze nocive o tossiche, come tabacco, alcolici o stupefacenti;
  • non puoi essere coinvolto in argomenti volgari o violenti;
  • non puoi essere utilizzato in richieste di denaro, perché in questo modo si abuserebbe dei naturali sentimenti che gli adulti rivolgono ai bambini.

Il quindicenne può lavorare?

Sei, invece, hai 15 anni puoi lavorare come apprendista. Esiste infatti una specifica tipologia di apprendistato riservato a quegli studenti che devono seguire un certo corso di studi e che vogliono mettere subito in pratica, all’interno del posto di lavoro, le conoscenze che vengono insegnate a scuola.

Se hai deciso di intraprendere le scuole professionali perché vuoi iniziare a lavorare il prima possibile e hai almeno 15 anni puoi iniziare da subito a lavorare con un contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale. Si tratta di un contratto di lavoro a contenuto formativo finalizzato al conseguimento della qualifica di istruzione e formazione professionale e del diploma di istruzione e formazione professionale.

Se, per esempio, vuoi fare il cuoco e ti sei iscritto all’istituto alberghiero puoi iniziare da subito a lavorare nella cucina di un ristorante con questo contratto. In questo caso, alternerai scuola e lavoro, passando direttamente dai banchi scolastici al piano di lavoro della cucina.

La scuola che frequenti e il datore di lavoro si accorderanno su qual è il percorso di formazione adatto per te e concorderanno uno specifico piano formativo pensato appositamente per la tua crescita professionale. Questo contratto di lavoro può durare al massimo 4 anni.

Gli adolescenti possono lavorare?

Se hai un’età compresa tra 16 e 18 anni rientri nella categoria degli adolescenti e puoi svolgere attività lavorativa ma con dei limiti.

I limiti riguardano soprattutto la tipologia di attività lavorativa che puoi svolgere. In questa fascia di età, infatti, sei ancora in crescita e il tuo fisico è meno forte di quello di un adulto e deve dunque essere preservato da qualsiasi rischio per la salute e la sicurezza.

Per questo l’adolescente non può svolgere qualsiasi lavoro ma solo lavori che non hanno rischi per la salute e l’integrità fisica. Se vuoi sapere quali sono le attività vietate per gli adolescenti è sufficiente consultare un’apposita lista prevista dalla legge [5] in cui sono indicate una serie di attività che l’adolescente non può svolgere perché verrebbe esposto ad agenti chimici, fisici, biologici oppure specifici processi di lavorazione.

I limiti previsti dalla legge per il lavoro dell’adolescente non finiscono qui. Infatti, oltre a non poter svolgere le attività vietate, se sei adolescente:

  • non puoi essere esposto a dei rumori che superano 87 decibel;
  • non puoi entrare in contatto con sostanze tossiche, corrosive, esplosive, cancerogene, nocive o che ti esporrebbero a particolari rischi per la salute;
  • non puoi lavorare nelle macellerie in cui si utilizzano arnesi taglienti e celle frigorifere;
  • dovresti evitare di usare la saldatrice ad arco o ossiacetilenica;
  • non devi compiere lavori con il martello pneumatico, la pistola fissachiodi, strumenti vibranti o apparecchi di sollevamento meccanici;
  • non devi svolgere lavori sulle navi in costruzione, nelle gallerie oppure utilizzando forni ad elevate temperature;
  • devi evitare di lavorare in cantieri dove può esserci il rischio di crolli.

Non è detto, poi, che se sei adolescente il tuo stato di salute ti permette di lavorare.

Per verificare che il tuo stato di salute e la tua condizione fisica siano compatibili con il lavoro che devi svolgere, prima di iniziare a lavorare, devi sottoporti ad una visita medica presso la Asl o presso un medico competente in materia che accerti la tua idoneità al lavoro.

Per l’adolescente è inoltre vietato il lavoro notturno e sono fissati dei paletti rigidi all’orario di lavoro che non può superare le 8 ore giornaliere da 40 ore settimanali. Eccezionalmente, potresti essere chiamato a lavorare di notte ma solo se strettamente necessario e perché non ci sono adulti disponibili. In questo caso, ti spetteranno dei riposi compensativi.

Essendo adolescente, infine, la legge dà per scontato che hai meno resistenza fisica e hai quindi diritto ad un riposo di un’ora ogni 4 ore e mezza di lavoro. Il diritto al riposo settimanale è invece di 2 giorni su 7.

Per tutto il resto, avrai gli stessi diritti di un normale lavoratore adulto e, quindi, il datore di lavoro dovrà pagarti i contributi previdenziali, dovrà assicurarti presso l’Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e dovrà pagarti uno stipendio uguale a quello di un lavoratore adulto a parità di lavoro e a parità di mansioni. La legge, infatti, non tollera alcuna diversità di trattamento del lavoratore minore rispetto al lavoratore adulto.


note

[1] L. n. 653 del 26.04.1934.

[2] Art. 37 co. 3 Cost.

[3] Direttiva 94/33/CE.

[4] Art. 32 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

[5] Allegato I alla L. 977/1967.


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