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Covid: il virus sta tornando

30 Luglio 2020 | Autore:
Covid: il virus sta tornando

Circa 100 focolai in più ogni settimana in Italia, rischio di nuovo lockdown. Feste in spiaggia e ovunque, mentre si discute se conviene riaprire le scuole.

Sembra si stiano avverando le previsioni più pessimistiche su una nuova ondata di contagi da Covid. Non solo in Italia, ma anche all’estero. I numeri parlano chiaro: mentre la Spagna è tornata alle cifre di inizio maggio con oltre mille nuovi casi, la Romania ne ha contati altrettanti in un solo giorno ed in Germania si sfiora quota 700, nel nostro Paese cresce la preoccupazione per i focolai che stanno emergendo in tutte le Regioni: più di 100 ogni settimana, oltre 650 attivi. Non solo importati da oltreconfine, ma anche autoctoni, diffusi in famiglia e tra i giovani, ormai più distratti dalle uscite e dalle vacanze estive con gli amici che dal rischio di un nuovo lockdown.

Il virus sta tornando. E, stando a quanto riferiscono il Comitato tecnico scientifico e l’Organizzazione mondiale della Sanità, i contagi si moltiplicano nell’indifferenza più totale di chi o nega l’esistenza del Covid oppure sta zitto ma ignora ogni precauzione.

Pensare di arrivare ad un contagio zero, avvertono gli esperti, è ormai un’utopia. Più probabile, stando a quanto sostengono gli scienziati, che la nuova ondata si manifesti dalle nostre parti ancor prima dell’autunno, periodo in cui si prevedeva che il coronavirus potesse rialzare la testa in Italia e in Europa. La velocità con cui sorgono i nuovi focolai ed i tempi di incubazione, fanno pensare che le feste ed i falò in spiaggia, gli aperitivi, i dopocena, le grigliate in compagnia, la ripresa degli eventi pubblici, delle sagre e delle fiere o la riapertura delle discoteche possano accorciare i tempi. Insomma, andando avanti di questo passo, dopo Ferragosto potremmo trovarci qualche amara sorpresa, davanti alla quale fare marcia indietro sarà assai complicato.

Gli esperti sono convinti che ci siano tutte le condizioni per una ripresa dei contagi, soprattutto legati alle abitudini sociali degli italiani, specialmente dei giovani. Mascherine abbassate, baci e abbracci tra gli amici, pranzi o cene in luoghi chiusi senza il rispetto delle distanze non fanno che amplificare il rischio.

Risulta, però, quanto meno curioso – se non addirittura stupefacente – pensare a quali siano le priorità degli italiani e di chi li rappresenta. Non ci sono problemi ad autorizzare feste e raduni ovunque, in spiaggia come nei locali notturni, nella sagra della salamella di agosto come nella fiera dell’artigianato di chissà dove. Ma si discute – per motivi di «sicurezza» – se sia il caso di riaprire al più presto le scuole, chiuse dai primi di marzo a causa del coronavirus. Legittimo pensare al divertimento e alla spensieratezza dopo tre mesi di lockdown e agli interessi economici di chi ci guadagna con il turismo e con il divertimento dei cittadini. Ma forse sarebbe più legittimo ancora pensare prima all’istruzione di un Paese ancora molto al di sotto della media europea. Solo Spagna, Malta e Portogallo, secondo l’Istat, hanno un livello più basso del nostro. Appare evidente che così non si andrà mai da nessuna parte e che, senza una mentalità diversa, questo Paese non avrà mai un futuro.



5 Commenti

  1. ma tutti questi giovani pensano di essere intoccabili, che il virus non possa colpirli e non si rendono conto dei rischi che possono correre. Si scambiano le sigarette, si baciano fra sconosciuti… mah… qui occorrerebbe aprirgli gli occhi perché il virus non se n’è mai andato e cerca di colpire tutti noi

  2. Sembra che lo stiano facendo apposta. Ma un po’ di sale in zucca lo hanno queste persone che continuano a fare finta di nulla? Assembramenti ovunque, feste in piazza, a casa di amici tutti abbracciati, bevono dagli stessi bicchieri. Vabbè che io evitavo pure prima, figuratevi ora che c’è il rischio Covid. Ma davvero se tutti osservassero le semplici regole, si potrebbe evitare il disastro

  3. Feste in piscina, gente che mangia nei locali all’aperto e i tavoli sono tutti appiccicati, gente adulta che sta senza mascherina e quando entra nei negozi le commesse devono rimproverarle come se fossero dei ragazzini disubbidienti. Ma non si vergognano? Se ne escono con stupide scuse: la mascherina non ci sta sul naso, mi scende. E non riesco a respirare, e mi dà fastidio. Allora, nel rispetto del prossimo, evita di frequentare locali pubblici e rischiare di infettare il mondo

  4. Sono più scrupolosi certi bambini che gli adulti… Un bambino, figlio di una mia parente, ha imparato a salutare a distanza con il gomito, poi se qualcuno si avvicina urla : stai lontano c’è il Coronavirus. E gli adolescenti o gente che dovrebbe essere più matura non riesce a capirlo?

  5. Temo questa seconda ondata… E temo che tutte le parole che stanno facendo politici ed esperti non servano proprio a nulla. Perché a mio parere, e purtroppo temo di non sbagliarmi, la situazione negli ospedali, se dovesse arrivare una seconda ondata, non sarà poi così tanto diversa. Magari non chiuderanno di nuovo tutto, perché potrebbe arrecare un danno all’economia, ma le restrizioni torneranno, eccome se ritorneranno

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