Concorsi pubblici: cambiano le modalità di svolgimento

30 Luglio 2020
Concorsi pubblici: cambiano le modalità di svolgimento

I partecipanti dovranno avere Spid o Pec; le prove a quiz si svolgeranno su tablet; esami orali in videoconferenza; le graduatorie saranno quasi immediate.

L’emergenza Covid sta cambiando anche le modalità di svolgimento dei concorsi pubblici: alcune novità per la Fase 3 sono già state introdotte dai Decreti Rilancio e Semplificazioni e appare certo che le modifiche saranno durature e destinate a cambiare per sempre l’aspetto del concorso tradizionale, quello con migliaia di candidati ammassati in grandi sale e intenti a scrivere a penna i loro compiti sotto la vigilanza della commissione esaminatrice, che poi correggerà e valuterà ciascuno degli elaborati.

Ora, invece, si punta ad eliminare gli elaborati cartacei: le prove, inizialmente quelle a quiz e poi anche le varie forme di compiti scritti, si svolgeranno su tablet e non più su fogli o schede di carta. «In questo modo sarà velocizzata la formazione della graduatoria post-prova», spiega il presidente di Formez Pa, Alberto Bonisoli, in un’intervista a ‘Il Messaggero’ riportata dall’agenzia stampa Adnkronos.

Formez Pa è il Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle pubbliche amministrazioni italiane; è quindi l’Ente che si sta occupando in prima linea del nuovo modello dei concorsi post-Covid che si sta realizzando.

Ci saranno «innovazioni sia di procedura che tecnologiche destinate a rendere più facile la vita di chi partecipa al concorso e più efficiente il risultato per le amministrazioni», dice il presidente Bonisoli. Tra le più evidenti, c’è quella che «presto non sarà più possibile iscriversi ad un concorso con la classica lettera raccomandata: i candidati dovranno avere obbligatoriamente la mail Pec, quella certificata, oppure il codice Spid, la chiave informatica per “parlare” con lo Stato».

Le nuove tecnologie velocizzeranno tutte le fasi delle procedure concorsuali: «Sarà possibile ad esempio effettuare gli orali in videoconferenza con i candidati, convocati in sedi controllate, senza costringerli a lunghi viaggi».

Quanto alle sedi di svolgimento dei concorsi, che fino a oggi per le amministrazioni statali si sono concentrati a Roma, attraverso maxi prove con decine di migliaia di persone (i ben noti “concorsoni”), Bonisoli afferma che «è uno spreco enorme. Sulla scia delle norme di sicurezza anti-Covid pensiamo di istituire sedi regionali per i concorsi. È un’operazione win win, ridurremo gli sprechi senza effetti negativi, neanche di immagine per la Capitale».



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