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Patteggiamento: chi paga le spese legali?

22 Agosto 2020
Patteggiamento: chi paga le spese legali?

Applicazione della pena su richiesta delle parti: chi paga l’avvocato?

Sei imputato in un procedimento penale per il furto di un’automobile. Le prove raccolte sono tutte contro di te. Il tuo avvocato di fiducia ti consiglia che, in casi come questi, è meglio patteggiare. Ma cosa vuol dire esattamente? In questo articolo faremo il punto della situazione sul patteggiamento: chi paga le spese legali? L’applicazione della pena su richiesta delle parti consente all’imputato di sapere in anticipo la pena da scontare. In buona sostanza, si tratta di un rito premiale con cui l’imputato rinuncia al dibattimento, quindi a contestare l’accusa, in cambio di uno sconto di pena fino a un terzo. Se vuoi saperne di più sull’argomento, ti consiglio di proseguire nella lettura. 

Patteggiamento: cos’è?

Come ti ho già anticipato in premessa, il patteggiamento [1] – o meglio l’applicazione della pena su richiesta delle parti – è un rito speciale alternativo al processo ordinario e prevede la possibilità di concordare la pena con il pubblico ministero e beneficiare dello sconto di 1/3. L’accordo, una volta raggiunto, deve essere valutato dal giudice, in modo che la qualificazione giuridica del reato sia corretta e la pena concordata sia effettivamente opportuna per la rieducazione dell’imputato.

Deve essere chiaro, però, che scegliendo il patteggiamento l’imputato rinuncia al dibattimento, quindi a dimostrare la sua innocenza. Inoltre, la persona offesa ha sempre la possibilità di agire in sede civile per ottenere il risarcimento del danno.

Il patteggiamento può essere di due tipi:

  • tradizionale: quando la pena patteggiata non supera i due anni di reclusione;
  • allargato: se la pena concordata supera due anni di reclusione ma è inferiore a cinque.

In linea di massima, si può dire che il patteggiamento conviene quando:

  • non si hanno validi argomenti per dimostrare la propria innocenza;
  • non si ha la disponibilità economica necessaria per affrontare un processo lungo e costoso;
  • si vuole chiudere la vicenda processuale in breve tempo.

Patteggiamento: quando è ammesso?

Il patteggiamento è ammesso solamente quando la pena concordata con il pubblico ministero – per il reato per il quale si è imputati – non supera i cinque anni. Vi sono poi alcuni reati per i quali il patteggiamento è escluso a priori, ad esempio in caso di:

  • prostituzione minorile;
  • violenza sessuale;
  • pornografia minorile;
  • turismo sessuale;
  • delitti di criminalità organizzata.

Un ulteriore limite riguarda i reati contro la pubblica amministrazione, per i quali il patteggiamento è ammesso a condizione che l’imputato abbia restituito integralmente il prezzo o il profitto del reato.

Patteggiamento: quando chiederlo?

L’imputato può chiedere il patteggiamento personalmente oppure tramite un difensore munito di procura speciale.

La richiesta di patteggiamento può essere presentata in momenti diversi a seconda della fase in cui si trova il processo penale. In particolare:

  • nel corso delle indagini preliminari; 
  • nel corso dell’udienza preliminare: fino alle conclusioni rassegnate dal pubblico ministero e dagli avvocati;
  • nel giudizio direttissimo: fino al momento di apertura del dibattimento;
  • nel giudizio immediato: entro 15 giorni dalla notifica del decreto che dispone il giudizio;
  • in caso di decreto penale: con l’opposizione.

Patteggiamento: come funziona?

Una volta chiesto il patteggiamento, il giudice ha solo il potere di accogliere o meno la richiesta, ma non di integrare o modificare l’accordo raggiunto tra il pubblico ministero e l’imputato. È chiaro che il magistrato dovrà valutare che: 

  • la pena concordata sia congrua, cioè appropriata;
  • non sussistano cause di non imputabilità che imporrebbero l’immediato proscioglimento dell’imputato.

Se Tizio è accusato di omicidio volontario non potrà chiedere il patteggiamento perché il reato di cui è accusato prevede una pena minima di 21 anni.

Il pubblico ministero può rifiutarsi di prestare il consenso al patteggiamento, a condizione che motivi il suo dissenso.

In caso di accoglimento della richiesta, il giudice emette una sentenza di applicazione della pena concordata, altrimenti rigetta l’accordo di patteggiamento e il processo va avanti nelle forme ordinarie. 

Patteggiamento: chi paga le spese legali?

Nel patteggiamento, le spese legali, ossia la prestazione professionale svolta dall’avvocato e ogni altra spesa necessaria per lo svolgimento del mandato difensivo, sono a carico dell’imputato. Va detto, tuttavia, che in tal caso l’onorario del difensore è minore perché tutta la vicenda si chiude in una o massimo due udienze.

Se poi viene applicata la pena concordata, l’imputato è tenuto a pagare alla parte civile le spese sostenute per la sua costituzione.

L’imputato minorenne può patteggiare?

Il patteggiamento è escluso per i procedimenti dinanzi al tribunale per i minorenni. La ragione è semplice: un imputato minorenne non è considerato dalla legge abbastanza maturo per decidere consapevolmente l’esito di un processo e, quindi, di ricevere una condanna penale.

Patteggiamento: quali sono i vantaggi?

Come già detto poc’anzi, il patteggiamento è un rito premiale che consente all’imputato di ottenere i seguenti benefici:

  • lo sconto della pena di 1/3;
  • l’accordo può essere subordinato alla concessione della pena sospesa, in modo da evitare il carcere e la detenzione domiciliare;
  • la richiesta di risarcimento della vittima non è contemplata; 
  • l’esclusione del pagamento delle spese processuali (cioè i soldi che l’imputato deve allo Stato per la celebrazione del processo);
  • la parte civile eventualmente costituita non può opporsi all’accordo;
  • l’estinzione del reato se la pena applicata non supera i due anni e di ogni altro effetto penale (ad esempio, la recidiva) dopo il decorso di un certo lasso di tempo;
  • il beneficio della non menzione nel casellario giudiziale se la condanna patteggiata è pari o inferiore ai due anni di reclusione;
  • assenza del pubblico: in altre parole, il patteggiamento si svolge a porte chiuse;
  • definizione rapida della vicenda.

note

[1] Art. 444 cod. proc. pen.


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