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Bestemmia su Facebook: la multa è servita

13 Novembre 2013 | Autore:
Bestemmia su Facebook: la multa è servita

Chi bestemmia pubblicamente, anche sui social network, rischia di dover pagare una sanzione fino a 309 euro.

 

Bestemmiare su Facebook o su qualunque altro social network è un illecito punito dalla legge con la multa da 51 a 309 euro.

Il divieto deriva da una vecchia norma del codice penale [1] che puniva quale reato la bestemmia in pubblico. Dal 1999 la norma è stata depenalizzata. Per cui, oggi, bestemmiare in pubblico non è reato ma semplice illecito amministrativo sanzionato con una multa, al pari di un eccesso di velocità.

Il divieto ha origini datate. La norma era ormai in disuso quando, negli ultimi anni, ha ripreso ad essere attuale. Infatti, alcuni siti internet di ispirazione cattolica hanno denunciato la comparsa di gruppi su Facebook che incitano alla bestemmia e riuniscono chiunque voglia “liberamente” offendere il sentimento religioso altrui.

La legge punisce la bestemmia pronunciata in pubblico; quindi vi rientrano certamente le espressioni blasfeme postate in gruppi e pagine pubbliche dei social network.

Inoltre, la norma, per ragioni storiche, fa riferimento soltanto alla religione cattolica. Quindi è punita soltanto la bestemmia contro questa religione, nonostante la Corte costituzionale abbia indicato l’opportunità di estendere la tutela a tutte le religioni [2]. Per esempio, un’imprecazione contro Maometto non implica una sanzione.

Il fatto che la bestemmia sia vietata dalla legge comporta, infine, che chiunque inciti pubblicamente alla bestemmia – ad esempio aprendo o gestendo pagine o gruppi pubblici con questa finalità – può essere accusato del reato di istigazione a disobbedire alle leggi [3], punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.


Bestemmiare sui social network contro la religione cattolica è punito con una sanzione amministrativa da 51 a 309 euro. Aprire o gestire una pagina o un gruppo che inciti alla bestemmia può invece costare una condanna da sei mesi a cinque anni di reclusione.

note

[1] Art. 724 cod. pen.

[2] Corte cost. sent. 28 luglio 1988 n. 925.

[3] Art. 415 cod. pen.


7 Commenti

  1. Non è proprio così… innanzitutto le altre religioni sono equiparate a quella cattolica, anche per quanto riguarda la bestemmia (leggiti un po’ di giurisprudenza della Corte Cost.), e poi perché trai la conclusione che bestemmiare in un gruppo facebook sia equivalente a farlo pubblicamente? Molti gruppi sono privati e di sicuro non paragonabili a luoghi pubblici o aperti al pubblico

    1. Anzitutto è sempre bene utilizzare un tono adeguato anche su internet, le critiche sono ben accette, con il rispetto reciproco. È vero quanto scrive riguardo all’equiparazione delle religioni nella giurisprudenza della Corte costituzionale. Tuttavia qui stiamo parlando di una norma che non è passibile di sentenza costituzionale “additiva”. L’interpretazione estensiva della norma era originariamente impossibile poiché si trattava di norma penale; adesso è concessa in quanto norma che sanziona un illecito amministrativo. È quindi possibile sanzionare l’offesa alla Divinità generalmente intesa, senza che sia esplicitamente riconducibile a quella Cattolica, ma non è possibile ad esempio punire l’offesa a persone o simboli, come nel citato esempio di Maometto. Per quanto riguarda i gruppi, nell’articolo è specificato che deve trattarsi di gruppi o pagine “pubblici”, pertanto aperti a chiunque o con contenuti visibili da chiunque.

  2. Andrea io ho segnalato le bestemmie non sai quante volte su facebook….e tutte le volte mi hanno risposto con :

    “Questo commento non è stato rimosso / Questa foto non è stata rimossa

    Grazie per il tempo dedicato alla segnalazione di un contenuto che secondo te potrebbe violare i nostri Standard della comunità. Le segnalazioni come la tua sono fondamentali per rendere Facebook sicuro e accogliente. Abbiamo analizzato la foto che hai segnalato per la presenza di discorsi o simboli inneggianti all’odio e abbiamo stabilito che non viola i nostri Standard della comunità.”

  3. non credo sia applicabile la normativa, visto che manca della territorialità. In questo caso non trova applicazione la legge italiana. Il server, e quindi il gruppo o pagina, hanno sede su un server straniero, quindi non è assolutamente applicabile tale norma. La bestemmia a differenza della diffamazione, non produce il solo effetto in italia, a quel punto dovrebbe essere applicabile anche la pena di morte prevista in arabia saudita per i bestemmiatori? certo che no! infatti, non esiste alcun gruppo o pagina di bestemmiatori chiusa o sanzionata per questa cosa. Situazione diversa invece per il reato di diffamazione o di altri reati che producono effetto esclusivo in italia.

    1. Lo credo anch’ io. Inoltre, aggiungerei, che bisognerebbe anche osservare la privacy del post (amici? Non amici? Famigliari? Parenti? Tutti?)

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