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Congedo parentale: com’è retribuito?

31 Luglio 2020 | Autore:
Congedo parentale: com’è retribuito?

Maternità facoltativa dipendenti e autonomi: importo e durata dell’indennità spettante ai genitori lavoratori.

Una volta terminato il periodo di astensione obbligatoria, è possibile fruire della maternità facoltativa, o congedo parentale: la fruizione di questo ulteriore periodo di assenza è prevista non solo per la madre lavoratrice, ma anche per il padre lavoratore.

Il congedo parentale è un diritto spettante alla generalità dei lavoratori dipendenti, nonché ai liberi professionisti iscritti presso la gestione Separata dell’Inps ed agli iscritti presso le gestioni speciali dei lavoratori autonomi, ad esempio presso le gestioni dei commercianti o degli artigiani. La durata del congedo risulta tuttavia differente per le diverse categorie di lavoratori

Per i lavoratori dipendenti, difatti, il congedo può essere generalmente richiesto sino a compimento del 12° anno di età del bambino ed ha una durata massima di 10 mesi complessivi, tra i due genitori, che non possono fruire di oltre 6 mesi a testa (7 mesi a favore del padre, in determinati casi, per i quali la fruizione complessiva massima è ampliata a 11 mesi).

Per gli iscritti alla gestione Separata, il congedo parentale può essere goduto solo fino al terzo anno di vita del bambino, per un massimo di 6 mesi complessivi tra genitori. Per le lavoratrici autonome, iscritte presso le gestioni speciali artigiani o commercianti, il congedo parentale spetta per un massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino. Per approfondire: Congedo parentale, domande e risposte.

Ma il congedo parentale com’è retribuito?

In riferimento a tutte e tre le categorie di lavoratori, la base per calcolare l’indennità di congedo parentale è la stessa utilizzata per calcolare l’indennità di maternità: è la percentuale applicata alla base di calcolo a variare, rispetto all’indennità spettante nel periodo di astensione obbligatoria.

La copertura indennitaria spettante per la maternità facoltativa risulta difatti inferiore rispetto alla copertura accreditata nel periodo di astensione obbligatoria.

Osserviamo allora i passaggi necessari per il calcolo dell’indennità di congedo parentale.

Com’è retribuito il congedo parentale per i dipendenti?

Per i lavoratori dipendenti, l’indennità per il congedo parentale, che spetta per l’astensione fruita sino ai 6 anni di età del bambino (dai 6 agli 8 anni spetta solo se il reddito dell’interessato è inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo), è pari al 30% della retribuzione media globale giornaliera.

La retribuzione media globale giornaliera, o Rmgg, si calcola allo stesso modo della Rmgg prevista per l’indennità di maternità: osserva nel dettaglio il procedimento di calcolo in Guida all’indennità di maternità.

Nella determinazione della Rmgg alla base del congedo parentale bisogna però considerare le seguenti particolarità:

  • la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo dell’indennità è quella percepita nel mese immediatamente precedente ciascun periodo di astensione richiesto, anche in modo frazionato, non quella del mese che precede l’inizio dell’evento;
    • se il dipendente non ha lavorato per un mese intero, si considera la retribuzione spettante per il periodo di lavoro svolto;
    • se il dipendente non ha lavorato nemmeno un giorno, si considera il periodo retribuito più recente;
  • dal calcolo vanno esclusi i ratei giornalieri relativi alle mensilità aggiuntive (tredicesima ed eventuale quattordicesima, in quanto i ratei non maturano durante il congedo parentale) e agli altri premi o trattamenti accessori eventualmente erogati al lavoratore.

L’indennità giornaliera, ossia il 30% della retribuzione media globale giornaliera, deve poi essere moltiplicata per il numero di giornate indennizzabili comprese nel periodo di maternità facoltativa.

Chi ha diritto all’indennità di congedo parentale presso la gestione Separata?

Per il diritto all’indennità di congedo parentale, l’interessato deve essere iscritto presso la gestione Separata in via esclusiva e non deve essere pensionato: deve dunque essere tenuto a pagare l’aliquota di contribuzione aggiuntiva, finalizzata anche alle prestazioni per maternità.

L’interessato deve poi aver versato almeno un mese di contributi nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile; l’indennità è riconosciuta anche se la lavoratrice richiedente (o il lavoratore, in ipotesi specifiche) aveva diritto all’indennità per maternità (o paternità) obbligatoria, anche se non effettivamente fruita.

Com’è retribuito il congedo parentale per gli iscritti presso la gestione separata?

L’indennità per congedo parentale per gli iscritti alla gestione separata ammonta al 30% del reddito giornaliero, calcolato con le stesse modalità previste per l’indennità di maternità, da moltiplicare per il numero di giornate fruite.

Ma a quanto ammonta il reddito giornaliero per l’indennità di maternità e di congedo parentale presso la gestione Separata? Il reddito giornaliero preso come base di calcolo dell’indennità di maternità obbligatoria e facoltativa è pari a 1/365° del reddito di lavoro percepito nei 12 mesi precedenti l’erogazione dell’indennità stessa, nella generalità dei casi.

Il reddito considerato è quello derivante dall’attività di collaborazione coordinata e continuativa (per le collaboratrici o i collaboratori) o libero professionale (per i professionisti), o comunque derivante dall’attività parasubordinata o autonoma per la quale il lavoratore o la lavoratrice sono obbligati al versamento della contribuzione presso la gestione Separata.

Per i collaboratori coordinati e continuativi si fa riferimento al reddito effettivamente percepito nel periodo di riferimento, mentre per i liberi professionisti si fa riferimento al reddito annuale risultante dalla dichiarazione dei redditi. Bisogna poi rispettare i minimali e massimali di reddito annui per il calcolo della contribuzione. Ricordiamo che, per il 2020, il minimale vigente presso la gestione Separata è pari a 15.953 euro annui ed il massimale è pari a 103.055,49 euro, arrotondato a 103.055 euro.

In pratica, per calcolare l’indennità di congedo parentale si procede in questo modo:

  • si divide il reddito per 365;
  • si moltiplica il risultato per il 30%;
  • si ottiene così l’ammontare dell’indennità di maternità facoltativa giornaliera;
  • l’indennità va poi moltiplicata per il numero di giornate indennizzate.

Com’è retribuito il congedo parentale per i commercianti?

Alle iscritte presso le gestioni speciali degli artigiani e dei commercianti, il congedo parentale spetta a condizione che la lavoratrice abbia effettuato il versamento dei contributi relativi al mese che precede quello in cui ha inizio il congedo (o una sua parte) e che vi sia l’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

Il congedo parentale spetta per un massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino.

L’indennità spettante è pari al 30% della retribuzione convenzionale prevista relativamente all’anno di inizio del congedo stesso.

Per il 2020, la retribuzione convenzionale, ossia la retribuzione giornaliera di riferimento, è pari a 48,98 euro per le iscritte alla gestione degli artigiani e dei commercianti; l’indennità per congedo parentale, pari al 30% della retribuzione, ammonta quindi a 14,69 euro, da moltiplicare per il numero delle giornate fruite.

La domanda va inoltrata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto.



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