Superbonus 110%, più facile averlo per l’intero condominio

31 Luglio 2020
Superbonus 110%, più facile averlo per l’intero condominio

Dall’interpretazione del decreto Mise sui requisiti tecnici, fresco di approvazione, emerge la difficile applicazione al singolo appartamento.

Superbonus 110%: più «lavoro di squadra» che per singoli condomini. Sembra essere questa l’interpretazione al decreto attuativo del ministero dello Sviluppo Economico (Mise), approvato il 29 luglio, che contiene i requisiti tecnici per accedere alla maxi-detrazione. Dalla lettura del provvedimento, emerge che ottenere il bonus sembra più facile per interi edifici cielo-terra, vale a dire interi palazzi condominiali; più difficile, invece, accedere ai benefici per la ristrutturazione di singoli appartamenti.

Se, infatti, sul decreto si legge che il termine «edificio» sta a designare sia il condominio nella sua interezza, sia parti di esso, in conformità alle definizioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, in molti punti del testo prevale una delle due interpretazioni e cioè quella che intende l’edificio come condominio [1] e non singola unità immobiliare.

Qualche esempio pratico. Nell’allegato A, paragrafo 12 del decreto Mise, si parla degli attestati di prestazione energetica, Ape, necessari per l’accesso al superbonus 110%. Attestati che sono detti «convenzionali» se «redatti per edifici con più unità immobiliari» e devono valutare «l’edificio nella sua interezza».

Oppure, dando un’occhiata all’allegato C, e precisamente alla «Scheda dati sulla prestazione energetica», ci si accorge che gli interventi possono riguardare o solo l’intero condominio o solo la singola unità. Va da se che, se la detrazione prevede la coibentazione del 25% di quello che è definito «edificio», quest’ultima si riferirà non all’appartamento in quanto tale ma a tutto il fabbricato, come peraltro specificava il Mise stesso alla pagina delle domande più frequenti del primo agosto 2016, dove diceva appunto che la coibentazione deve interessare il 25% «dell’involucro dell’intero edificio, costituito dall’unione di tutte le unità immobiliari che lo compongono».

Tirando le somme, se l’intero condominio non si muove compatto per avviare iniziative che permettano ai residenti di accedere al superbonus, ottenere il beneficio potrebbe essere un’operazione complessa per chi vuole realizzare lavori individualmente, all’interno della propria casa, come quelli di sostituzione delle finestre o di installazione delle schermature solari. L’alternativa, per i lavori sui singoli appartamenti, uffici o negozi, non accatastati A/1, A/8 e A/9, è l’isolamento termico della singola unità immobiliare che, però:

  • deve avere a oggetto almeno il 25% della «superficie disperdente lorda» dell’edificio;
  • deve determinare l’aumento di almeno due classi energetiche dell’edificio o il raggiungimento di quella più alta (complicato arrivarci isolando solamente un’unità immobiliare dell’edificio).

A dare manforte a questa interpretazione anche la guida dell’Agenzia delle Entrate dedicata al superbonus e uscita il 24 luglio. In una delle faq, domande ricorrenti sulla maxi-detrazione, veniva chiesto se si può accedere alla misura per cambiare le finestre e gli infissi di un appartamento. L’Agenzia rispondeva che questo tipo di lavoro dev’essere eseguito insieme a uno degli «interventi trainanti» decisi per tutto il condominio.


note

[1] Definizione di «edificio» contenuta nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 20 ottobre 2016 (Regolamento edilizio-tipo).


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