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Coronavirus: il mondo finisce in recessione globale

31 Luglio 2020
Coronavirus: il mondo finisce in recessione globale

Crolla il Pil negli Stati Uniti: -32% su base annua e in Germania la contrazione è del 10,1% nel secondo trimestre. Previsioni negative anche per l’Italia.

L’emergenza Coronavirus sta avendo effetti economici devastanti: negli Stati Uniti il Pil (prodotto interno lordo) crolla del 32,9% su base annua e in Germania la contrazione è stata del 10,1% tra aprile e giugno. Un tonfo di dimensioni storiche, il più grave che si sia mai verificato dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

«Sono cifre agghiaccianti», dice al Corriere della Sera il presidente del centro studi Eurasia, Ian Bremmer, che aggiunge: «ci vorrà molto tempo per riprenderci, anni, non mesi».

Gli effetti devastanti si propagano sull’intera economia mondiale: i dati statunitensi e tedeschi sono già ufficiali e le stime non sono migliori per Francia, Spagna, Italia e Regno Unito. Per l’Italia la Commissione Ue adesso prevede una perdita del 15% del Pil su base trimestrale. I conti industriali dei principali gruppi (tra cui, per l’Italia, l’Eni e le assicurazioni Generali) riportano già perdite pesantissime. Così si può dire che il Covid ha messo in ginocchio le principali “locomotive” mondiali e il mondo finisce in recessione globale.

Il tracollo coinvolge tutti i settori, dai consumi personali, precipitati di un terzo durante il lockdown, alle esportazioni ed agli investimenti. Precipitano anche le Borse: ieri è stato un “giovedì nero”, con perdite dell’ordine del 3% in tutti i principali Paesi. Sono stati bruciati oltre 170 miliardi di capitalizzazione.

In America le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di quasi un milione e mezzo in una settimana, a dimostrazione che i tagli occupazionali sono pesantissimi. Anche la fiducia dei consumatori è in ribasso, a causa dell’aggravarsi della pandemia di Covid-19 che vede gli Stati Uniti in testa alla classifica dei Paesi più colpiti al mondo.

Nonostante gli ingenti aiuti già stanziati dalla Fed e dal Congresso (molto superiori per entità a quelli del Next Generation Eu), l’economia stenta a recuperare e le previsioni degli analisti finanziari sono negative. L’unica economia che sembra reggere al tracollo generale è quella della Cina, dove nel secondo trimestre c’è stata una crescita del 3,2% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Un ulteriore sintomo della gravità della crisi è lo slancio del prezzo dell’oro, che ieri ha raggiunto il record storico, toccando nuovi massimi che superano quelli conseguiti nel 2011.

Intanto il presidente Usa, Donald Trump, propone di rinviare le elezioni presidenziali in programma a novembre: «Con il voto per posta universale si rischiano frodi. Ritardare le elezioni fino a quando si potrà votare in modo sicuro, corretto e protetto», scrive in un tweet, aggiungendo alla frase tre punti interrogativi. Una proposta che dimostra quanto sia in affanno il gigante dell’economia mondiale; l’ottimismo dell’attuale presidente – che nei sondaggi riporta un crollo verticale – non è bastato a risolvere la pandemia e i suoi effetti negativi.



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