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Impugnazione verbale Inps: ultime sentenze

27 Agosto 2020
Impugnazione verbale Inps: ultime sentenze

Distinzione tra accertamento eseguito dall’Istituto previdenziale e accertamento operato da altra pubblica amministrazione; omissione di versamenti previdenziali; impugnazione dei verbali degli ispettori dell’Istituto nazionale della previdenza sociale; giurisdizione.

Il verbale di accertamento ispettivo dell’Inps

Premesso che il verbale di accertamento ispettivo dell’Inps non ha natura esecutoria, il pagamento delle somme in esso contenute e nel termine ivi previsto, costituisce comportamento incompatibile con la volontà di impugnazione del verbale stesso, dovendosi l’acquiescenza escludere solo quando il provvedimento, cui si manifesta adesione, abbia per legge natura esecutoria.

Pretura Massa, 11/07/1995

L’iscrizione a ruolo dei crediti previdenziali

Il potere di iscrizione a ruolo dei crediti previdenziali è inibito allorché l’atto presupposto (verbale di accertamento/ispettivo) sia impugnato dinanzi all’autorità giudiziaria. In caso di proposizione dell’azione di accertamento negativo delle pretese contributive iscrivibili a ruolo, si determina una stasi nel procedimento amministrativo di formazione del ruolo, ovvero una temporanea carenza del potere-dovere della P.A. di agire in via esecutiva.

Non è fatta nessuna distinzione tra accertamento eseguito dall’Istituto previdenziale e accertamento operato da altra pubblica amministrazione, per cui l’accertamento non è solo quello eseguito dall’ente previdenziale, ma anche quello operato da altro ufficio pubblico come l’Agenzia delle entrate, né è necessario, ai fini della non iscrivibilità a ruolo, che, in quest’ultima ipotesi, l’INPS sia messo a conoscenza dell’impugnazione dell’accertamento innanzi al giudice tributario.

Tribunale Modena sez. lav., 28/05/2019, n.45

Atto amministrativo con obbligo di motivazione

L’atto di accertamento amministrativo (verbale ispettivo congiunto INPS DTL) di un Istituto previdenziale, relativo a contributi o premi non versati, è un provvedimento amministrativo a tutti gli effetti, che pertanto deve essere motivato – al pari di tutti gli atti amministrativi esplicanti direttamente efficacia nei confronti dei terzi (ai sensi dell’art. 3 della L. n. 241 del 1990) – in modo adeguato a consentire al destinatario dell’atto di ricostruire esattamente l’iter logico seguito dall’ente previdenziale al fine di garantirgli l’esercizio del proprio diritto di difesa, anche nella eventuale fase di immediata impugnazione dell’atto, di cui all’art. 24, comma 3, D.Lg. n. 46 del 1999, essendo irrilevante – ai suddetti fini – che si tratti di una impugnativa facoltativa.

Tribunale Pescara, 24/10/2018, n.681

Cartella esattoriale per contributi previdenziali

L’iscrizione a ruolo dei crediti degli enti previdenziali è subordinata, ai sensi dell’art. 24, comma 3, del d.lgs. n. 46 del 1999, all’emissione di un provvedimento esecutivo del giudice ove l’accertamento su cui la pretesa creditoria si fonda sia impugnato davanti all’autorità giudiziaria, senza distinguere se esso sia eseguito dall’ente previdenziale ovvero da altro ufficio pubblico e senza richiedere la conoscenza, da parte dell’ente creditore, dell’impugnazione proposta.

(Nella specie, la S.C., confermando la pronuncia di merito, ha escluso la correttezza dell’iscrizione a ruolo effettuata dall’INAIL sulla base di un verbale di accertamento dell’INPS non esecutivo, in quanto impugnato in un giudizio ancora pendente nei confronti del solo ente accertatore).

Cassazione civile sez. lav., 01/03/2016, n.4032

Impugnazione di un verbale di accertamento dell’Inps

In materia previdenziale, l’obbligazione contributiva ha quale soggetto attivo l’ente assicuratore e quale soggetto passivo il datore di lavoro, debitore dei contributi nell’intero. Ne consegue che il lavoratore non è legittimato ad agire nei confronti dell’Istituto previdenziale per accertare l’esistenza del rapporto di lavoro subordinato, né può chiedere di sostituirsi al datore di lavoro nel pagamento dei contributi, residuando in suo favore, nel caso di omissione contributiva, il rimedio dell’art. 2116 c.c. e la facoltà di chiedere all’INPS la costituzione della rendita vitalizia di cui all’art. 13 l. 12 agosto 1962 n. 1338.

(Nella specie la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto due lavoratrici legittimate all’impugnazione di un verbale di accertamento dell’INPS, elevato nei confronti del loro datore di lavoro, relativo all’annullamento della contribuzione per i periodi di lavoro da loro prestati nell’ambito dell’impresa familiare).

Cassazione civile sez. lav., 14/02/2014, n.3491

Lesività del verbale ispettivo dell’Inps

La controversia avente ad oggetto l’impugnazione di un verbale degli ispettori di vigilanza dell’Inps, al di là del problema relativo all’immediata lesività del verbale ispettivo quale atto interno del procedimento ispettivo, di norma destinato ad essere seguito, nell’eventualità di violazioni commesse dal datore di lavoro, dall’emissione di un provvedimento sanzionatorio, attiene a posizioni di diritto soggettivo che appartengono alla cognizione del tribunale ordinario in funzione di giudice del lavoro, e non ad interessi legittimi.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 20/05/2011, n.500

Giurisdizione accertamenti Inps

Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro la controversia che ha ad oggetto l’impugnazione di un verbale degli ispettori di vigilanza dell’Inps (nella fattispecie risultavano impugnati un verbale di accertamento di un presunto omesso versamento di contributi previdenziali, nonché il provvedimento con cui il Comitato regionale per i rapporti di lavoro di Venezia aveva respinto il ricorso avverso detto verbale).

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. III, 14/12/2005, n.4234

Accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro

Rientra nella giurisdizione del g.o. in funzione di giudice del lavoro la controversia che ha ad oggetto l’impugnazione di un verbale degli ispettori di vigilanze dell’Inps di accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro instaurato con un soggetto che presta attività lavorativa presso l’azienda ricorrente.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 04/02/2003, n.1034



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