Cassa integrazione fino a dicembre

31 Luglio 2020
Cassa integrazione fino a dicembre

Le novità sulle misure di sostegno a lavoratori e imprese contenute nella bozza del decreto Agosto.

Cassa integrazione tutto l’anno: potrà essere chiesta fino a dicembre 2020. Se però si andrà oltre le nove settimane, scatterà il contributo del 9-18% da pagare per il datore di lavoro. Lo dice la bozza del decreto Agosto, finanziato con un terzo scostamento di bilancio da 25 miliardi di euro, chiesto dal Governo e ottenuto il 29 luglio con il voto in Parlamento.

Servirà da ulteriore sostegno a lavoratori e imprese, prevedendo una proroga della Cig Covid e ulteriori misure, come l’esonero totale dal versamento dei contributi per quattro mesi e nel limite delle ore Cig fruite a maggio e giugno, per chi, a partire da luglio, non chiede la cassa integrazione (misura che non si applica al settore dell’agricoltura).

Previsto anche un bonus assunzioni che consiste nell’esonero dal pagamento dei contributi per sei mesi, fino a dicembre, premi Inail esclusi. Estese anche la proroga acausale dei contratti a termine (fino a fine anno) e l’indennità da mille euro ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti balneari e da 600 euro agli stagionali e lavoratori intermittenti di altri comparti.

Si allunga fino a dicembre anche il divieto di licenziamento che sarebbe scaduto a settembre. La bozza fa riferimento anche all’aumento delle pensioni inabilità a partire dai diciott’anni, anziché dai 60.

Quanto alla cassa integrazione, lo schema per la proroga è lo stesso di adesso: diciotto settimane in totale, concepite come nove più nove, di cui si può beneficiare dal 13 luglio al 31 dicembre 2020, includendo nelle prime nove settimane eventuali periodi di cassa integrazione a cavallo del 12 luglio.

Come dicevamo sopra, i datori di lavoro pagano un contributo in più nel caso in cui venga fatta richiesta di Cig anche dopo le prime nove settimane. Contributo che è quantificabile nella misura del 9% se l’azienda registra una riduzione del fatturato entro il 20%; aumenta fino al 18% laddove non ci sia stato alcun contraccolpo economico per effetto del Coronavirus. Non è tenuto invece a pagare il contributo chi, al contrario, ha avuto grossi danni economici dalla pandemia, quantificabili in perdite di fatturato per oltre il 20%.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube