Restrizioni anti-Covid19: quali sono oggi in vigore

31 Luglio 2020 | Autore:
Restrizioni anti-Covid19: quali sono oggi in vigore

Le misure di contenimento attualmente vigenti e le regole da seguire nei casi più frequenti in base a Dpcm, ordinanze e linee guida. 

Con la proroga dello stato di emergenza disposta dal Consiglio dei ministri, Le misure di contenimento anti-Covid mantengono validità fino al 15 ottobre. Intanto è stata anche prorogata di 10 giorni la validità dell’attuale Dpcm emanato dal premier Conte il 14 luglio, che altrimenti sarebbe scaduto alla mezzanotte di oggi.

Il nuovo Dpcm sarà emanato la prossima settimana e dovrebbe contenere la conferma delle principali regole vigenti: obbligo di mascherina nei luoghi chiusi, distanziamento minimo di un metro e divieto di assembramenti. Ma le restrizioni anti-Covid sono molto numerose e dipendono dai luoghi frequentati, dal tipo di attività svolta e talvolta anche dalla situazione personale.

Prendere un tram, un treno o un autobus, entrare in un negozio o in un ufficio pubblico, andare in palestra o dal parrucchiere, viaggiare per le vacanze: ciascuna di queste azioni ha le sue regole, che occorre conoscere sia per rispettare tutte le necessarie precauzioni contro il contagio sia per evitare le sanzioni amministrative, che vanno da un minimo di 400 a un massimo di 3.000 euro e prevedono la chiusura dell’attività commerciale o imprenditoriale da 5 a 30 giorni.

Le misure di contenimento vigenti

La normativa anti-Covid vigente è composta da Decreti Legge, Decreti del presidente del Consiglio dei ministri (gli ormai famosi Dpcm emanati dal premier Giuseppe Conte), Ordinanze del ministero della Salute, della Protezione civile, del Commissario straordinario all’emergenza e dagli Enti locali, queste ultime con validità nei rispettivi territori (Regioni, Province e Comuni interessati dai provvedimenti).

I Decreti Legge [1] sono in questo caso la fonte normativa primaria, di rango legislativo, che giustifica, per motivi di sanità pubblica, la compressione e la limitazione dei diritti individuali, anche costituzionalmente garantiti, come quello di circolazione sul territorio nazionale.

I Dpcm si sono susseguiti periodicamente dall’iniziale lockdown di marzo fino alla Fase 3, ciascuno con validità di 15 giorni: quello attualmente in vigore è stato emanato lo scorso 14 luglio e, come dicevamo in apertura, ha ottenuto una proroga validità fino a 10 giorni rispetto alla originaria scadenza, stabilita alla mezzanotte del 31 luglio. Contengono le prescrizioni attuative e di dettaglio sui comportamenti da tenere nelle varie occasioni. A loro volta, sono integrati da numerosi allegati, che contengono le specifiche linee guida e i protocolli da seguire per ciascun tipo di attività.

Le ordinanze principali attualmente in vigore sono quelle emanate dal ministro della Salute, Roberto Speranza [3], che disciplinano la limitazione degli spostamenti e in particolare gli ingressi e i transiti in Italia dall’estero, i divieti di arrivo da alcuni Paesi extra Schengen e la relativa sorveglianza sanitaria.

Restrizioni anti-Covid: le regole generali

Per contrastare la diffusione del Covid-19, ci sono precauzioni da rispettare che in virtù dei Dpcm emanati assumono il valore di vere e proprie regole di comportamento, alle quali bisogna attenersi; la loro inosservanza è sanzionata in via amministrativa e, nei casi più gravi di procurata epidemia e inosservanza della normativa sanitaria, anche penalmente.

Le principali norme di sicurezza sono ben note: obbligo di indossare la mascherina nei locali chiusi, rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, divieto di assembramenti.

Inoltre, chi ha infezione respiratoria con febbre superiore a 37,5° deve rimanere a casa e contattare il proprio medico curante; ci sono poi prescrizioni specifiche per lo svolgimento di attività sociali, sportive, religiose, turistiche e ricreative, con le precauzioni che gli esercenti devono adottare per garantire il distanziamento e impedire gli assembramenti in qualsiasi occasione: nei bar, ristoranti, esercizi commerciali e qualsiasi attività aperta al pubblico, aziende, uffici e altri luoghi lavorativi, aeroporti, stazioni, mezzi di trasporto pubblico, alberghi e altre strutture ricettive, stadi, musei, parchi, palestre, piscine, stabilimenti balneari, centri benessere, uffici pubblici, tribunali, strutture sanitarie o carcerarie, scuole e università.

Restrizioni anti-Covid: i casi e i dubbi più frequenti

Per non perdere la bussola tra le misure restrittive attualmente in vigore, esaminiamo ora le occasioni più frequenti che possono comportare dubbi su come comportarsi: vediamo caso per caso quali regole occorre rispettare.

5 amici possono entrare nella stessa auto?

No: è considerato assembramento. Nel trasporto privato, quando le persone non sono conviventi, è ammessa nell’auto la presenza del solo guidatore nella parte anteriore e di 2 passeggeri al massimo per ciascuna fila di sedili posteriori. Perciò un’auto a 5 posti può portarne al massimo 3 e con l’obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina. Invece, 5 persone potrebbero entrare se l’auto è un pullmino a 7 posti, dotato di due file di sedili posteriori.

Chi va dal Veneto in Calabria si deve mettere in quarantena?

Dal 3 giugno 2020, è tornato possibile spostarsi tra le diverse Regioni italiane per qualsiasi motivo. Gli spostamenti interregionali possono essere limitati solo con appositi provvedimenti, in base all’andamento del rischio epidemiologico.

Chi arriva in Calabria dal 3 giugno in poi ha l’obbligo di autosegnalarsi registrandosi al portale della Regione [3] (anche a mezzo del tour operator o della struttura ricettiva ospitante) ma non dovrà fare la quarantena; potrà eventualmente essere sottoposto a test, a discrezione dell’azienda sanitaria competente alla vigilanza.

Questo a dimostrazione della presenza di regole specifiche che variano da Regione a Regione; ognuna può disporre il proprio monitoraggio sanitario sugli arrivi, senza però ostacolare le possibilità di circolazione e spostamento sul territorio nazionale.

Se faccio una passeggiata mi devo mettere la mascherina?

La passeggiata all’aperto non richiede più di indossare la mascherina, salvi specifici obblighi per determinate zone o eventi. La mascherina però va portata e messa quando il distanziamento fisico (in piedi a un metro o più di distanza) non è possibile.

Perciò, siccome in talune occasioni non è possibile prevedere se ci sarà folla sulla strada percorsa (una via del centro cittadino, la piazza di una località turistica) è opportuno portarla con sé per poterla indossare all’evenienza. Se si deve entrare in un locale chiuso (ufficio pubblico, negozio, centro commerciale, ecc.) la mascherina deve essere indossata.

In un lido balneare si deve portare la mascherina?

Negli stabilimenti balneari le mascherine non sono obbligatorie. Bisogna comunque seguire le regole anti-Covid stabilite nelle linee guida e negli eventuali protocolli locali e in ogni caso mantenere il distanziamento sociale. Per questo ombrelloni, sdraio e lettini sono posizionati a maggiore distanza rispetto ai periodi normali.

All’ingresso del lido devono essere esposte le modalità di informazione sulle misure da seguire all’interno della struttura balneare e nei vari percorsi e fasi (cabine, docce, uso dei servizi igienici e delle strutture comuni, igienizzazione delle mani, ecc.).

Si può fare un falò in spiaggia con gli amici?

Il falò in spiaggia è generalmente vietato, a prescindere dal Covid, per il pericolo di incendi e di danni a persone e cose. In alcuni casi i falò possono essere autorizzati dal Comune in determinate zone e momenti. Con l’emergenza Coronavirus la maggioranza delle Regioni e dei Comuni hanno assunto un orientamento restrittivo, considerando i falò in spiaggia un’occasione di assembramento, e impongono specifici divieti per l’estate 2020. Leggi l’articolo “fare un falò è legale?“.

Si può andare in due sullo stesso motorino se non si è familiari conviventi?

Non è possibile andare in due sulla stessa moto, se non si è conviventi, perché non è possibile rispettare la distanza interpersonale minima di un metro.

Per fare la spesa devo per forza portarmi la mascherina?

Sì, altrimenti il negozio potrebbe impedirti l’ingresso e tu saresti in trasgressione se ti trovi all’interno del supermercato senza avere la mascherina indossata. In base alle disposizioni vigenti, tutti gli esercizi commerciali aperti al pubblico impongono ai clienti, come al personale dipendente, di indossare la mascherina all’interno dei locali.

Posso organizzare ora una partita di calcetto con i miei amici?

Sì, ora l’attività sportiva o motoria all’aperto è consentita. All’ingresso del centro sportivo potrà essere misurata la temperatura corporea ai giocatori e sarà impedito l’accesso a chi ha più di 37,5°. Rimangono comunque vietati gli assembramenti, ad esempio negli spogliatoi. In questo periodo, bisogna utilizzare i campi di gioco all’aperto.

Posso organizzare una partita di beach volley in spiaggia?

Per il beach volley valgono le medesime regole viste per il calcetto, trattandosi di uno sport di contatto. Attenzione però agli assembramenti degli spettatori a bordo campo.

Un aperitivo su spiaggia è considerato un assembramento?

L’aperitivo in spiaggia è consentito quando viene mantenuto il distanziamento minimo di un metro tra i presenti. In concreto, può comportare rischi quando c’è un gran numero di partecipanti e la “movida” rischia di diventare disordinata e tumultuosa: in questo caso si avrebbe un assembramento vietato dalla legge.


note

[1] Decreto Legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito in Legge 22 maggio 2020, n. 35 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19” e Decreto Legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito in Legge 14 luglio 2020, n. 74 “Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19“.

[2] Ordinanze del ministro della Salute del 30 giugno 2020, del 9 luglio 2020,del 16 luglio 2020 e del 24 luglio 2020.

[3] Ordinanza del presidente della Regione Calabria n. 49 del 3 giugno 2020.


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