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Mancato finanziamento: ultime sentenze

27 Agosto 2020
Mancato finanziamento: ultime sentenze

Prova dell’esistenza e dell’ammontare del danno; mancata realizzazione del programma di investimenti; obbligo della Pubblica Amministrazione di conformarsi al giudicato amministrativo o ordinario; reperimento delle risorse finanziarie necessarie per la realizzazione di un’opera pubblica; risarcimento del danno.

Responsabilità precontrattuale

La responsabilità precontrattuale è considerata come lesione della libertà negoziale altrui, effetto di condotta dolosa o colposa, ovvero dell’inosservanza del precetto di buona fede ed evocata nel caso di maggiori spese indotte dalla condotta dell’altra parte, di perdita di occasioni favorevoli, di contrattazione a condizioni più onerose.

Di conseguenza, la prova dell’esistenza e dell’ammontare del danno, così come quella del dolo o della colpa del danneggiante, sono a carico del danneggiato, fermo il termine quinquennale di prescrizione del diritto al risarcimento. Il danno è poi compreso nei limiti dell’interesse negativo (…id quod interest contractum initum non fuisse): quello derivante dalla inesecuzione del contratto e non invece dal mancato profitto che ipoteticamente sarebbe potuto derivare all’attrice dall’esecuzione del contratto. Il che già esclude la possibilità di aderire alla richiesta di quest’ultima di essere risarcita dei profitti futuri venuti a mancare per il mancato finanziamento.

Tribunale Trieste, 22/01/2020, n.57

Mancanza della copertura finanziaria

Sussiste la responsabilità di alcuni amministratori di un ente locale per aver conferito un incarico di progettazione in mancanza di copertura finanziaria, costituita da finanziamento regionale e comunque per non aver previsto una clausola contrattuale che, in ipotesi di mancato finanziamento regionale, limitasse il compenso del progettista al solo rimborso spese.

Corte Conti, (Lazio) sez. reg. giurisd., 28/02/2007, n.233

Illegittimo mancato finanziamento da parte dell’amministrazione

La quantificazione del danno subìto per la mancata realizzazione del programma di investimenti causato dall’illegittimo mancato finanziamento da parte dell’amministrazione, in mancanza di una prova certa dell’ammontare, che non si può determinare secondo previsioni presuntive proiettate in un arco temporale molto lungo, non può che determinarsi secondo il principio (artt. 1226 e 2056 cod. civ.) di liquidazione equitativa.

Cons. giust. amm. Sicilia sez. giurisd., 15/05/2017, n.220

Annullamento dell’atto di esproprio

L’annullamento dell’atto di esproprio per mancato finanziamento pubblico non comporta alcuna responsabilità del rappresentante dell’ente comunale, nè può allo stesso essere imputata la responsabilità per transazione intervenuta successivamente al giudizio a causa della non disponibilità dell’espropriato. Nella condotta del sindaco che si è adoperato per riottenere il finanziamento, che ha ottemperato immediatamente alla decisione del giudice amministrativo e che ha corrisposto le somme richieste dal danneggiato non è ravvisabile la colpa grave, intesa giuridicamente come un atteggiamento di grave disinteresse nell’esercizio delle funzioni, ovvero di sprezzante trascuratezza dei propri doveri. Non può ritenersi danno ma piuttosto ipotesi di danno quello valutato in via equitativa con riferimento ai possibili margini di successo che avrebbero potuto conseguire con una transazione anticipata.

Corte Conti sez. II, 02/10/2003, n.266

Risarcimento chiesto ed ottenuto dal terzo danneggiato

Il comportamento di sostanziale inerzia, mantenuto dal sindaco sino alla scadenza dei termini di legge malgrado le sollecitazioni a condurre avanti un procedimento di espropriazione, non soltanto manifesta carattere di evidente illiceità e di grave dispregio nell’assolvimento dei doveri posti dal mandato elettivo in questione, ma costituisce, di per sè soltanto, fatto causalmente rilevante e determinante del danno indirettamente cagionato all’ente locale in conseguenza del risarcimento chiesto ed ottenuto dal terzo danneggiato, risultando poi irrilevante ai fini esimenti il fatto del mancato finanziamento dell’opera pubblica progettata nella circostanza.

Corte Conti sez. II, 12/11/2002, n.340

Rimborso spese o danni per il mancato affidamento dei lavori

Quando il bando richiede ai partecipanti la presentazione di una dichiarazione o accettazione di non richiedere rimborso spese o danni per il mancato affidamento dei lavori come conseguenza del mancato finanziamento, senza prescrivere una formula sacramentale o particolari modalità, deve ritenersi conforme a tale prescrizione la dichiarazione che sia idonea ad assolvere allo scopo prefissato dall’amministrazione.

Consiglio di Stato sez. V, 17/01/2000, n.290

Realizzazione di un’opera pubblica

Il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per la realizzazione di un’opera pubblica è una fase, successiva all’aggiudicazione, della procedura d’appalto che ha carattere esecutivo (o, al limite, estintivo nel caso di mancato finanziamento), e non già costitutivo, del rapporto.

Consiglio di Stato sez. V, 29/09/1999, n.1220

Mancato finanziamento pubblico: i provvedimenti inefficaci

Posto che il d.l. 1 aprile 1989, n. 121, non distingue la variante che introduce un mutamento nella specifica destinazione nell’ambito di una determinata zona, dalla variante che modifica lo strumento urbanistico imponendo una diversa destinazione d’uso di una zona (o di alcune aree site all’interno della medesima), non da luogo ad una variante alla destinazione di zona in senso tecnico, la circostanza che così l’art. 6 bis, d.l. cit., abbia definito espressamente i provvedimenti inefficaci nel caso di mancato finanziamento pubblico.

T.A.R., (Lazio) sez. II, 25/02/1993, n.205

Ritardato pagamento di un credito

Va esclusa la colpa grave e la conseguente responsabilità amministrativa del sindaco cui venga censurata una carenza di iniziative giudiziali ed extragiudiziali a fronte del ritardato pagamento di un credito derivante da una obbligazione assunta dalla precedente amministrazione e che sia rimasto insoluto per mancato finanziamento da parte della cassa DD.PP.

Corte Conti sez. riun., 10/06/1997, n.56/A

Violazione del principio di programmazione e di proporzionalità tra risorse assegnate e funzioni esercitate

Sono costituzionalmente illegittimi l’art. 1, comma 1, l. reg. Piemonte 5 febbraio 2014, n. 1, gli artt. 2, commi 1 e 2, e 3 l. reg. Piemonte 5 febbraio 2014, n. 2, l’art. 1 l. reg. Piemonte 1º dicembre 2014, n. 19, in combinato disposto con i rispettivi Allegati A, relativamente all’unità previsionale di base UPB DB05011, capitolo 149827, nella parte in cui non consentono di attribuire adeguate risorse per l’esercizio delle funzioni conferite dalla l. reg. Piemonte 20 novembre 1998, n. 34 e dalle altre leggi regionali che ad essa si richiamano. Infatti, le norme impugnate, in modo irragionevole e sproporzionato e, dunque, in contrasto con gli artt. 3, 97, 117 e 119 Cost., riducono — senza alcun piano di riorganizzazione o di riallocazione — le dotazioni finanziarie per l’esercizio delle funzioni conferite alle Province piemontesi, pregiudicandone in tal modo lo svolgimento. L’art. 3 Cost. è ulteriormente violato sotto il principio dell’eguaglianza sostanziale a causa dell’evidente pregiudizio al godimento dei diritti conseguente al mancato finanziamento dei relativi servizi (sentt. nn. 68 del 2011, 51 del 2013, 1, 4 del 2014, 188, 272 del 2015).

Corte Costituzionale, 29/01/2016, n.10



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