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Perizia contrattuale: ultime sentenze

24 Agosto 2020
Perizia contrattuale: ultime sentenze

Formulazione di un apprezzamento tecnico; quantificazione del danno; errore idoneo a determinare un vizio del consenso; differenza con la procedura arbitrale; effetto sospensivo determinato dalla previsione della perizia contrattuale.

L’atto di accertamento conservativo

In tema di assicurazione contro i danni, quando, in virtù di espressa convenzione, le parti stabiliscono che si possa procedere al cd. accordo conservativo in ordine all’accertamento dell’entità del danno dell’assicurato, un siffatto accordo non realizza una transazione, ma ha solo la funzione di fissare, con effetti obbligatori tra le parti, un elemento di integrazione dell’eventuale transazione non ancora perfezionata, ovvero di determinare definitivamente il “quantum” del danno complessivamente indennizzabile, salvo a stabilire se, ed in quale misura, sussista il diritto dell’assicurato all’indennizzo.

Quando, invece, le parti abbiano previsto lo svolgimento di una perizia contrattuale per la quantificazione del danno, la prescrizione del diritto dell’assicurato all’indennità decorre, di regola, dal momento della conclusione di tale procedura, salvo che l’assicuratore abbia espressamente contestato l’operatività della garanzia, decorrendo in tal caso la prescrizione dalla data in cui il diritto stesso può essere esercitato, e, cioè, dal momento del verificarsi del fatto.

Corte appello Genova sez. III, 25/06/2020, n.563

Differenza tra arbitrato e perizia contrattuale

Il patto contenuto nel contratto di assicurazione, in virtù del quale le parti demandino a terzi la composizione di eventuali contrasti, può essere di due tipi. Ove le parti demandino a terzi la soluzione di questioni prettamente giuridiche, tale patto va qualificato come arbitrato. Ove, invece, le parti abbiano inteso demandare a terzi il mero accertamento e rilievo di dati tecnici (esistenza del danno, valore delle cose danneggiate, stima dell’indennizzo), tale patto va qualificato come perizia contrattuale.

Tribunale Cosenza sez. I, 03/06/2020, n.930

Vizi della perizia contrattuale e rimedi esperibili

La perizia contrattuale ha natura di mandato collettivo, nel senso che le parti devolvono ad un terzo, che scelgono per la sua particolare competenza, la formulazione di una valutazione che si impegnano anticipatamente ad accettare e far propria, il cui esito esse possono impugnare solo con gli strumenti atti ad aggredire una pattuizione contrattuale: l’azione di annullamento, da un lato, se vi è errore determinante, l’azione di risoluzione, se vi è inadempimento, in caso l’assicuratore non si conformi al dictum del perito.

Pertanto, l’errore che consentirebbe di impugnare la perizia è l’errore idoneo a determinare un vizio del consenso, impugnabile sempre tramite l’azione di annullamento e non l’errore che incide sulla quantificazione dell’indennizzo liquidato se non passa attraverso una alterata formazione del consenso, denunciata come tale.

Tribunale Milano sez. VI, 04/02/2020, n.933

Assicurazione e contratto di perizia contrattuale

In tema di assicurazione, il contratto con il quale le parti affidano a un terzo l’incarico di esprimere una valutazione tecnica sull’entità delle conseguenze di un evento, al quale è collegata l’erogazione dell’indennizzo, impegnandosi a considerare tale valutazione come reciprocamente vincolante ed escludendo dai poteri del terzo la soluzione delle questioni attinenti alla validità e alla efficacia della garanzia assicurativa, integra non già l’arbitraggio o l’arbitrato rituale o irrituale, bensì una perizia contrattuale.

Difatti, viene negozialmente conferito al terzo non il compito di definire le contestazioni insorte o che possono insorgere tra le parti in ordine al rapporto giuridico, ma la semplice formulazione di un apprezzamento tecnico che esse si impegnano ad accettare come diretta espressione della loro determinazione volitiva. Di conseguenza, non sono applicabili le norme relative all’arbitrato, restando impugnabile la perizia contrattuale per i vizi che possono vulnerare ogni manifestazione di volontà negoziale, quali errore, dolo, violenza e incapacità delle parti.

Tribunale Bergamo sez. IV, 09/10/2019, n.2131

Perizia contrattuale: oggetto del contrasto ed effetti

La perizia contrattuale, con la quale le parti deferiscono ad uno o più terzi, scelti per la loro particolare competenza tecnica, il compito di formulare un apprezzamento tecnico che essi si impegnano ad accettare come diretta espressione della loro volontà negoziale, si inserisce in una fattispecie negoziale diretta ad eliminare, su basi transattive o conciliative, una controversia insorta tra le parti, mediante mandato conferito ad un terzo, così come avviene nell’arbitrato libero, dal quale si differenzia per il diverso oggetto del contrasto, che attiene ad una questione tecnica, e non giuridica (come nell’arbitrato libero), ma non per gli effetti, dato che in entrambi il contrasto è superato mediante la creazione di un nuovo assetto di interessi dipendente dal responso del terzo, che le parti si impegnano preventivamente a rispettare.

Comm. trib. reg. Torino, (Piemonte) sez. V, 19/02/2019, n.239

Perizia contrattuale: natura ed efficacia

La perizia contrattuale ha natura di mandato collettivo, nel senso che le parti devolvono ad un terzo la formulazione di una valutazione che si impegnano anticipatamente ad accettare e far propria, il cui esito è impugnabile esclusivamente con le azioni negoziali di annullamento, se vi è errore determinante, e di risoluzione, se vi è inadempimento, sicché può essere fatto valere solo l’errore determinante correlato ad un vizio della volontà e non anche quello che incide sulla quantificazione dell’indennizzo liquidato, ove non causato da un’alterata formazione del consenso, denunciata come tale liquidato, ove non causato da un’alterata formazione del consenso, denunciata come tale.

Tribunale Bari sez. II, 08/02/2019, n.563

Perizia contrattuale e arbitrato: punti comuni

La perizia contrattuale – con la quale le parti affidano ad uno o più terzi l’incarico di esprimere un apprezzamento tecnico sull’entità delle conseguenze di un evento al quale è collegata la prestazione dell’indennizzo, impegnandosi a considerare tale apprezzamento come reciprocamente vincolante -, come l’arbitrato libero o irrituale, si inserisce in una fattispecie negoziale diretta ad eliminare una controversia sorta fra le parti mediante un mandato conferito ad un terzo, la cui decisione le stesse si impegnano preventivamente ad accettare come diretta espressione della loro volontà, ma si differenzia dall’arbitrato irrituale per il diverso oggetto del contrasto che, nel caso della perizia contrattuale, attiene ad una questione tecnica.

Tribunale Potenza, 30/11/2018, n.992

Perizia contrattuale e arbitrato irrituale: differenze

La perizia contrattuale si differenzia dall’arbitrato irrituale in quanto viene negozialmente conferito ad uno o più soggetti terzi, scelti per la particolare competenza tecnica, “non già la composizione di contestazioni insorte o che possono insorgere in ordine al rapporto giuridico, bensì la formulazione di un apprezzamento tecnico, che le parti si impegnano ad accettare come espressione della loro determinazione volitiva.

La differenza tra le due figure attiene allora unicamente all’oggetto del contrasto che le parti intendono risolvere, essendo detto contrasto eminentemente giuridico nel caso di arbitrato irrituale e tecnico nel caso di perizia contrattuale, e non comporta invece pratiche conseguenze giuridiche. In entrambi i casi, infatti, l’inquadramento va effettuato nell’ambito del mandato finalizzato a risolvere una lite su basi conciliative-transattive e creando un nuovo assetto di interessi, e la differenza tra le due figure non incide sul regime impugnatorio delle decisioni dell’arbitro o del perito tecnico, restando in un caso e nell’altro la decisione sottratta all’impugnazione per nullità ex art. 828 c.p.c. e potendo detta impugnazione essere posta in essere solo sul piano delle invalidità negoziali.

Tribunale Brindisi, 03/04/2018

L’impugnabilità della perizia contrattuale

La perizia contrattuale ha natura di mandato collettivo, nel senso che le parti devolvono ad un terzo la formulazione di una valutazione che si impegnano anticipatamente ad accettare e far propria, il cui esito è impugnabile esclusivamente con le azioni negoziali di annullamento, se vi è errore determinante, e di risoluzione, se vi è inadempimento, sicché può essere fatto valere solo l’errore determinante correlato ad un vizio della volontà e non anche quello che incide sulla quantificazione dell’indennizzo liquidato, ove non causato da un’alterata formazione del consenso, denunciata come tale.

Cassazione civile sez. VI, 28/07/2017, n.18906

Effetti delle revoca della perizia contrattuale

Nella perizia contrattuale la revoca, ad opera di alcuni soltanto dei mandanti, del mandato collettivo conferito ai periti è, in presenza di una giusta causa, immediatamente produttiva dell’effetto estintivo, che si produce “ex nunc” e che, in caso di contestazione, spetta al giudice di accertare con sentenza dichiarativa, senza che tuttavia la proposizione di tale azione costituisca affatto condizione di efficacia della revoca stessa. Ove le parti abbiano incaricato uno o più esperti, anche costituiti in collegio, di svolgere una perizia contrattuale, costituisce giusta causa di revoca la sub-delega, da parte di essi, ad un diverso esperto dell’intero incarico valutativo ricevuto, salvo non consti il consenso esplicito in tal senso dei soggetti mandanti.

Cassazione civile sez. I, 31/08/2016, n.17443

Ipotesi di perizia contrattuale

Quando le parti di un rapporto giuridico conferiscono a un terzo l’incarico di svolgere, in base alla sua specifica capacità tecnica, constatazioni e accertamenti, il cui esito si impegnano ad accettare, ricorre l’ipotesi della perizia contrattuale che si differenzia, oltre che dall’arbitrato, anche dall’arbitraggio avente quale oggetto l’incarico di determinare uno degli elementi del negozio in via sostitutiva della volontà delle parti. In essa, pertanto, l”arbitro -perito’ non deve ispirarsi alla ricerca dell’equilibrio economico secondo un criterio di equità mercantile, ma deve attenersi a norme tecniche e criteri scientifici propri della scienza, arte, tecnica o disciplina nel cui ambito si iscrive la valutazione che è stato incaricato di compiere.

Cassazione civile sez. III, 28/06/2016, n.13291

Assicurazione contro i danni: la previsione della perizia contrattuale

Nell’assicurazione contro i danni, la previsione della perizia contrattuale, rendendo inesigibile il diritto all’indennizzo fino alla conclusione delle operazioni peritali, sospende fino a tale momento la decorrenza del relativo termine di prescrizione ex art. 2952, comma 2, c.c., sempre che, tuttavia, il sinistro sia stato denunciato all’assicuratore entro il termine di prescrizione del diritto all’indennizzo, decorrente dal giorno in cui si è verificato, in questo modo potendosi attivare la procedura di accertamento del diritto ed evitandosi che la richiesta del menzionato indennizzo sia dilazionata all’infinito.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la pronuncia di merito che, nonostante il sinistro fosse stato denunciato entro il termine – “ratione temporis” vigente – di un anno dalla relativa verificazione, aveva ritenuto prescritto il diritto all’indennizzo sul presupposto che la dichiarazione di volersi avvalere della procedura arbitrale era stata fatta dall’assicurato oltre un anno dopo la suddetta denuncia, senza tener conto dell’effetto sospensivo determinato dalla previsione della perizia contrattuale).

Cassazione civile sez. VI, 15/05/2020, n.8973



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