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Sospensione del porto d’armi: ultime sentenze

15 Giugno 2021
Sospensione del porto d’armi: ultime sentenze

Un provvedimento di natura cautelare di durata limitata al solo tempo necessario a fronteggiare situazioni temporanee. Affidabilità e assenza di pericolosità; prevenzione della commissione di reati; discrezionalità da parte della competente autorità amministrativa.

Abuso del porto d’armi

Il potere di rilasciare le autorizzazioni di polizia relative al porto d’armi è connotato da un’ampia discrezionalità da parte della competente autorità amministrativa, così come pure il potere di revoca e sospensione che, in caso di abuso da parte della persona autorizzata, è esercitabile in qualsiasi momento.

Consiglio di Stato sez. III, 20/02/2020, n.1309

Il provvedimento di sospensione del porto d’armi 

La sospensione dell’autorizzazione all’uso delle armi costituisce un provvedimento di natura cautelare, che deve avere una durata certa e limitata al solo tempo necessario a fronteggiare situazioni temporanee che deve essere determinato sulla base di circostanze specifiche contingenti, delle quali l’Amministrazione è tenuta a dare conto con adeguata motivazione. Se, quindi, la sospensione è un potere cautelare limitato rispetto al più ampio potere di ritiro che la P.A. può esercitare a titolo di revoca o di annullamento e se, di conseguenza, lo scopo perseguito coincide con la salvaguardia seppur provvisoria dell’atto e non con l’eliminazione dello stesso, la sua efficacia deve necessariamente essere a tempo determinato, perché altrimenti si adotterebbe un sostanziale provvedimento di ritiro con le forme di un atto cautelare provvisoriamente conservativo.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. I, 02/10/2019, n.856

Caccia: abbattimento fuori periodo di una specie

L’abbattimento fuori periodo riferito ad una specie equivale a caccia in periodo di divieto generale e costituisce comune presupposto per l’applicazione sia delle sanzioni penali di cui all’art. 30 sia delle misure cautelari ex art. 32 della l. n. 157/1992. È, peraltro, irrilevante il richiamo, nelle premesse del provvedimento di sospensione del porto d’armi per uso di caccia, sia dell’art 32 della l. n. 157/1992 che dell’art. 10 TULPS, disciplinante anch’esso misure (sospensione o revoca) di prevenzione in funzione cautelare, legate al rischio di ulteriori abusi del titolo di polizia. Non mette, infatti, conto di interrogarsi sull’applicabilità dell’art. 10 del TULPS a fronte della incontrovertibile sussistenza dei requisiti applicativi della sospensione cautelareex comma 3 dell’art. 32 della legge n. 157/1992.

T.A.R. Bolzano, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 23/10/2018, n.296

Sospensione della licenza di porto di fucile a uso caccia

E’ illegittima la sospensione della licenza di porto di fucile a uso caccia disposta in ragione del fatto che il titolare deteneva una quantità di munizioni senza averla regolarmente denunciata.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 03/09/2018, n.9130

La licenza di porto di fucile

È illegittimo per manifesta violazione del principio di proporzionalità e ragionevolezza dell’azione amministrativa il decreto del Questore, recante la sospensione della licenza di porto di fucile per uso caccia nei confronti del titolare che nell’ambito di una battuta di caccia ha provocato lesioni ad un altro cacciatore, il quale, mentre il ricorrente “mirava a un tordo di passaggio, proprio in quel frangente ha allungato il braccio destro in avanti nella direzione del volatile cosicché è stato attinto a distanza ravvicinata dalla rosa di pallini del colpo esploso alla mano destra, riportando lesioni alle dita”; invero le caratteristiche specifiche di detti avvenimenti sono tali da far apparire manifestamente sproporzionata la misura adottata rispetto alla effettiva consistenza, anche in termini prognostici ai sensi dell’art. 43, comma 2, r.d. 18 giugno 1931 n. 773, del pericolo di abuso delle armi da parte del ricorrente.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 02/11/2018, n.555

Quando il provvedimento di divieto di detenzione di armi è legittimo?

La conclamata sussistenza di rapporti conflittuali tra coniugi – indipendentemente dalla valutazioni formulate dal giudice penale in sede di riesame (essendo ben nota l’autonomia delle valutazioni riservate all’autorità di pubblica sicurezza) – e la concreta possibilità che tali conflitti possano sfociare in aggressioni alla persona sono ragioni sufficienti a legittimare il provvedimento di divieto di detenzione armi munizioni e materie esplodenti, nonché di sospensione della licenza per porto di fucile per uso caccia.

Il divieto di detenzione di armi, munizioni ed esplosivi non implica un concreto ed accertato abuso nella tenuta delle armi, risultando sufficiente che il soggetto non dia affidamento di non abusarne, sulla base del prudente apprezzamento di tutte le circostanze di fatto rilevanti nella concreta fattispecie da parte dell’Autorità amministrativa competente. Tenuto conto del carattere preventivo e cautelare del divieto di detenzione delle armi, l’esistenza di sospetti o indizi negativi che facciano perdere all’Autorità competente la fiducia in merito al buon uso delle armi, è sufficiente ai fini della valutazione negativa formulata dall’amministrazione.

Consiglio di Stato sez. III, 11/06/2018, n.3502

Revoca o sospensione dell’autorizzazione del porto d’armi 

La revoca o la sospensione dell’autorizzazione del porto d’armi può essere sufficientemente sorretta anche da valutazioni della capacità di abuso fondate su considerazioni probabilistiche e su circostanze di fatto assistite da meri elementi di fumus, in quanto nella materia in questione l’espansione della sfera di libertà dell’individuo è destinata a recedere di fronte al bene della sicurezza collettiva, sicchè, in tale prospettiva, nel valutare la logicità dell’apprezzamento discrezionale posto in essere dall’Amministrazione, va adottata una visione non meramente formalistica, quale risulterebbe quella che ritenesse rilevanti esclusivamente i precedenti penali dell’interessato, ma sostanzialistica, anche perché la repressione penale e la prevenzione di pubblica sicurezza rispondono a finalità diverse e hanno distinti presupposti, discendendo da tale postulato, per un verso, che l’esistenza di precedenti penali non vale, di per sé, a sorreggere il diniego, ove il medesimo non sia fondato su di un’autonoma valutazione in ordine all’incidenza degli elementi considerati, ai fini della qualificazione in termini di buona condotta della personalità complessiva del richiedente stesso, dall’altro che, per converso, non ostano al diniego dell’autorizzazione fatti che, pur non assumendo o non avendo più rilievo nell’ambito dell’ordinamento penale, siano tuttavia considerati tali da far ritenere il richiedente non affidabile, ai fini del rispetto da parte sua della sicurezza pubblica, nell’espletamento dell’attività da autorizzare.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 01/02/2018, n.716

Discrezionalità della PA

In materia di autorizzazioni alla detenzione ed al porto d’armi, l’Amministrazione di p.s., dovendo perseguire la finalità di prevenire la commissione di reati e/o fatti lesivi dell’ordine pubblico, ha un’ampia discrezionalità nel valutare l’affidabilità del soggetto di fare buon uso delle armi (e quindi anche nel valutare le circostanze che consiglino l’adozione di provvedimenti di sospensione o di revoca di licenze di porto d’armi già rilasciate), onde il provvedimento di rilascio del porto d’armi e l’autorizzazione a goderne in prosieguo richiedono che l’istante sia una persona esente da mende e al disopra di ogni sospetto e/o indizio negativo e nei confronti della quale esista la completa sicurezza circa il corretto uso delle armi, in modo da scongiurare dubbi e perplessità sotto il profilo dell’ordine pubblico e della tranquilla convivenza della collettività.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. II, 20/12/2017, n.1593

Durata del provvedimento prefettizio di divieto di detenzione delle armi

Il provvedimento di sospensione della licenza di porto di fucile per uso caccia per la durata del provvedimento prefettizio di divieto di detenzione di armi e comunque sino all’accertamento dei fatti davanti all’Autorità Giudiziaria, finalizzata a prevenire un eventuale abuso delle armi, è adeguatamente motivato sulla base delle segnalazioni pervenute e dei fatti che comunque avevano dato luogo alla presentazione della querela per minacce, cui ha fatto seguito anche l’opposizione a querela dello stesso ricorrente, a comprova dello stato di animosità esistente.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 05/06/2017, n.724

Valutazione dei soggetti con licenza di porto d’armi

In materia di emissione di provvedimenti relativi al divieto di detenere armi ex art. 39 T.u.l.p.s., l’Amministrazione di P.S. dovendo perseguire la finalità di prevenire la commissione di reati e/o fatti lesivi dell’ordine pubblico, ha un’ampia discrezionalità nel valutare l’affidabilità del soggetto di fare buon uso delle armi (e quindi anche nel valutare le circostanze che consiglino l’adozione di provvedimenti di sospensione o di revoca di licenze di porto d’armi già rilasciate), onde il provvedimento di rilascio del porto d’armi e l’autorizzazione a goderne in prosieguo richiedono che l’istante sia una persona esente da mende e al disopra di ogni sospetto o indizio negativo e nei confronti della quale esista la completa sicurezza circa il corretto uso delle armi, in modo da scongiurare dubbi e perplessità sotto il profilo dell’ordine pubblico e della tranquilla convivenza della collettività.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. II, 01/02/2017, n.174

Licenza di porto d’armi: presupposti

In materia di rilascio (o di revoca) del porto d’armi e di autorizzazione alla detenzione, l’Autorità di pubblica sicurezza, nel perseguire la finalità di prevenire la commissione di reati e/o fatti lesivi dell’ordine pubblico, esercita un’ampia discrezionalità nel valutare l’affidabilità del soggetto di fare buon uso delle armi; l’ampio raggio di apprezzamento si estende all’indagine sulle circostanze che consiglino l’adozione di provvedimenti di sospensione o di revoca di licenze di porto d’armi già rilasciate, e l’atto autorizzatorio può intervenire soltanto in presenza di condizioni di perfetta e completa sicurezza e a prevenzione di ogni possibile vulnus all’incolumità di terzi, cui può contribuire ogni aumentata circolazione di armi d’offesa; consegue che in base al quadro normativo di riferimento, il titolare della licenza di fucile e dell’autorizzazione a detenere armi, oltre a dover essere persona assolutamente esente da mende o da indizi negativi, deve anche assicurare non solo la sua sicura e personale affidabilità circa il buon uso, ma anche che non vi sia il pericolo che abusi possano derivare da parte dei soggetti con cui ha relazioni familiari o personali.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. I, 04/02/2016, n.161

Porto d’armi: legittimità della sospensione o della revoca

Nell’ipotesi di un incidente di caccia le cui cause siano ancora da accertare pienamente, può essere giustificata la sospensione del porto d’armi o al limite la revoca dello stesso, ma non l’adozione di provvedimenti diretti a impedire la mera detenzione delle stesse con l’obbligo di alienarle, poiché in simili casi si rischia di far derivare il giudizio che la legge affida all’Amministrazione, ai fini della possibile revoca di un’autorizzazione di polizia, dalla gravità dell’evento accaduto (nella fattispecie, ad avviso del Collegio, la condotta del ricorrente ben poteva essere valutata prima facie come imprudente, ma non vi erano ragioni per ritenere il soggetto inaffidabile al punto da non consentirgli neanche di possedere delle armi presso la propria abitazione; ciò tenuto anche conto dell’assoluzione intervenuta, nelle more del processo amministrativo, circa l’imputazione di omicidio colposo a carico del ricorrente, reo di aver cagionato accidentalmente la morte di un cacciatore).

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 12/10/2015, n.871

Soggetto trovato in possesso di sostanze stupefacenti

Il potere del prefetto di vietare la detenzione di armi e munizioni ai soggetti ritenuti capaci di abusarne, previsto dall’art. 39 t.u.l.p.s., non è venuto meno a seguito dell’art. 75 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, che prevede la sola sospensione del porto d’armi nei confronti di soggetti che fanno uso personale di sostanze stupefacenti (nella specie, il soggetto era stato trovato in possesso di un’arma unitamente a sostanze stupefacenti e in luogo non privato, tali circostanze erano state considerate idonee a dimostrare un concreto pericolo di abuso dell’arma e a giustificare il provvedimento di revoca dell’atto abilitativo).

Consiglio di Stato sez. VI, 09/02/2006, n.506

Sospensione del porto d’armi: la natura del provvedimento

Il provvedimento con il quale si dispone la sospensione del porto d’armi è di natura ampiamente discrezionale, comportando un giudizio di merito sull’idoneità del titolare della licenza a non abusare delle stesse.

T.A.R., (Umbria), 04/12/2002, n.892



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