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La pessima figura del Tg2 su Salvini

31 Luglio 2020
La pessima figura del Tg2 su Salvini

Il programma televisivo d’informazione della seconda rete Rai sbaglia clamorosamente, nel dare la notizia del voto del Senato sull’autorizzazione a procedere contro l’ex ministro dell’Interno.

Chi non sbaglia mai? Certamente nessuno. Quando però l’errore è pesante e avviene in diretta televisiva nazionale sulla tv di Stato ci si mette forse un po’ di tempo in più a dimenticarlo. È quello che è successo al Tg2 ieri, nel trattare la vicenda del voto sull’autorizzazione a procedere contro il leader della Lega Matteo Salvini, ministro dell’Interno nel periodo in cui la nave Open Arms restò per 19 giorni in mare senza possibilità d’attracco. Lo slogan dell’allora titolare del Viminale era «porti chiusi»: a bordo della Open Arms, l’estate scorsa, c’erano 160 persone in attesa di soccorsi. Salvini aveva firmato un decreto che ne impediva lo sbarco; decisione collegiale, secondo lui, presa di comune accordo con l’Esecutivo.

Ebbene, accade che il Senato dà l’ok al processo all’ex ministro per quei fatti (ne abbiamo scritto ieri qui: “Salvini a processo: ecco il voto del Senato sull’Open Arms“). Il Tg2 però riporta l’esatto contrario. Com’è potuto accadere? Nulla c’entra, stavolta, quella tendenza del programma d’informazione della seconda rete Rai a pendere a destra (qualcuno l’ha ribattezzato «TeleVisegrad», per contrasto a quella «TeleKabul» che era il Tg3 di Sandro Curzi nei primi anni Novanta). Trattasi semplicemente di errore umano.

La cronista parlamentare Maria Antonietta Spadorcia, in diretta da Palazzo Madama, nell’edizione delle 18,15 ha annunciato a titolo di «colpo di scena» che «Salvini non andrà a processo, non è stata concessa l’autorizzazione». In controtendenza, con tutta l’informazione nazionale e, soprattutto, con i dati di fatto.

Pare che Spadorcia si trovasse nella sala dei Postergali, in genere usata dai giornalisti per i collegamenti in diretta; all’interno non ci sono agenzie, né computer, né schermi dai quali seguire i lavori in Aula. Un errore di interpretazione a monte che pare sarebbe stato colpa non direttamente della giornalista ma di un suo capo, che le avrebbe dato un’informazione sbagliata al telefono poco prima del collegamento.

«Sembrava un voto scontato visto anche il sì di Iv – ha continuato il servizio -. E invece no, ci sono stati 141 voti favorevoli ma 149 no. Quindi Salvini non andrà a processo. Questo è davvero un colpo di scena perché tutta la maggioranza era compatta per dire che non c’era interesse generale». Una clamorosa svista che, subito, ha fatto il giro dei social, con incetta di condivisioni del video.

La direzione è corsa subito ai ripari con delle scuse: «È stato un grave errore di interpretazione del risultato, che abbiamo corretto qualche minuto dopo con un vivo del conduttore. Ci scusiamo comunque per aver indotto in errore i nostri ascoltatori».



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