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Danno da stress per il rumore del vicino o del condominio

14 Novembre 2013
Danno da stress per il rumore del vicino o del condominio

Autoclave e ascensore rumorosi fanno scattare il risarcimento del danno quando la molestia supera la normale tollerabilità.

Aumentano i risarcimenti in favore dei condomini vittime del rumore. Due recenti sentenze hanno consacrato un principio ormai costante: l’inquinamento acustico è fonte di stress e, quindi, di un danno non patrimoniale.

Prende, dunque, sempre più piede, nelle aule dei tribunali, una maggiore sensibilità nei confronti della “qualità di vita” anche all’interno delle abitazioni domestiche.

La prima sentenza è quella emessa dal Tribunale di Roma [1] che ha imposto al proprietario di un’autoclave rumoroso di installare un “silenziatore” sulla propria macchina che arrecava fastidio al vicino. Non solo: il molestatore è stato condannato anche al risarcimento di un danno da 18 mila euro. Non certo poco, ma va considerato che il consulente tecnico d’ufficio, nominato dal tribunale, aveva accertato, nel vicino di casa vittima di tanto chiasso, un “disturbo dell’adattamento da stress”. Da cui il principio di carattere generale, valido per tutti: il rumore è causa di stress e, pertanto, costituisce un danno non patrimoniale da rimborsare. In questi casi sarà ancora più opportuno munirsi di una perizia medica che accerti il disturbo fisico.

È necessario, ovviamente, prima di intraprendere il giudizio, accertarsi che le emissioni rumorose superino la soglia della normale tollerabilità, una valutazione che potrà fare solo il perito tecnico.

Una seconda sentenza è stata invece emessa, sempre in questi giorni, dalla Cassazione [2]. Se l’ascensore è rumoroso – dice la Suprema Corte – il problema è del condominio, che dovrà provvedere a realizzare tutte le conseguenti opere necessarie per eliminare la fonte di disturbo.

La Cassazione ha anzitutto ricordato che esistono due criteri per definire la normale tollerabilità, cioè quelli definiti dal Dpcm del 1° marzo 1991 e quelli desumibili dal codice civile [3].  Nonostante i primi siano meno rigorosi, sono comunque accettabili. Possono cioè essere utilizzati anche per individuare la soglia di tollerabilità delle immissioni rumorose nei rapporti tra privati purché, però, considerati come un limite minimo e non massimo.


note

[1] Trib. Roma sent. n. 18683/13.

[2] Cass. sent. n. 25019/13.

[3] Art. 844 cod. civ.


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