Cronaca | News

Immigrazione, ecco il piano del governo per contenerla

31 Luglio 2020
Immigrazione, ecco il piano del governo per contenerla

Incontro tra i ministri Di Maio, Lamorgese e Guerini per decidere la strategia.

«Un’emergenza nazionale» che, combinata alla pandemia, rischia di avere effetti nefasti: così Luigi Di Maio definisce l’immigrazione. Gli sbarchi sono tornati ad aumentare, con disagi di cui risente soprattutto la Sicilia, con le affaticate strutture di prima accoglienza di Lampedusa, Caltanissetta, Porto Empedocle, in cui si sono verificate fughe di massa di migranti tunisini che sarebbero dovuti restare in quarantena. Il Corriere della Sera, stamattina, ha intervistato il ministro degli Esteri, che ha sottolineato la necessità di sequestrare i barconi.

«Bisogna lavorare subito a un accordo con le autorità tunisine – ha detto Di Maio nel passaggio finale ma cruciale dell’intervista – affinché sequestrino in loco e mettano fuori uso barchini e gommoni utilizzati per le traversate, perché le imbarcazioni che stanno arrivando sono di questo tipo qui, cosiddette fantasma, spesso fuggono ai radar». Per il ministro lo scenario è simile a quello dell’immigrazione massiccia dall’Albania a inizio Duemila: anche in quel caso l’Italia si accordò con il governo di Tirana per cercare di contenere gli arrivi sulle coste pugliesi.

Di Maio dice di rifiutare ogni approccio ideologico: il problema va affrontato pragmaticamente, in linea con le necessarie precauzioni anticontagio. «Abbiamo avuto più di 35 mila morti per il Coronavirus – fa presente e il ministro -: se qualcuno è sottoposto a quarantena non può pensare di violare le regole italiane e andarsene in giro liberamente. Vale per chi ha diritto alla protezione internazionale così come per chiunque altro».

Gli arrivi in Italia dalla Tunisia sono alimentati dalla crisi politica nel Paese. Che però, sottolinea Di Maio, rimane uno Stato sicuro, quindi «chi parte per l’Italia viene rimpatriato. Non sarà regolarizzato nessuno. Proprio oggi (ieri, ndr) tra l’altro abbiamo convocato l’ambasciatore tunisino chiedendogli di accelerare i rimpatri e ci ha assicurato che dai primi di agosto ripartiranno».

Come arginare i flussi è stato l’oggetto di un incontro, nei giorni scorsi, tra il ministro degli Esteri, degli Interni e della Difesa. «Il piano da avanzare è articolato – ha detto Di Maio -. Intanto va portato avanti il negoziato per un nuovo accordo in materia migratoria e presto io stesso andrò a Tunisi per affrontare il tema, ma prima voglio i fatti. Bisogna lavorare subito a un accordo con le autorità tunisine affinché sequestrino in loco e mettano fuori uso barchini e gommoni utilizzati per le traversate, perché le imbarcazioni che stanno arrivando sono di questo tipo qui, cosiddette fantasma, spesso fuggono ai radar».



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