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Immigrazione: la cittadinanza per residenza

11 Novembre 2013 | Autore:
Immigrazione: la cittadinanza per residenza

Vivo in Italia da molti anni e vorrei ottenere la cittadinanza italiana: cosa devo fare?

Gli stranieri presenti legalmente in Italia possono ottenere, dopo un termine prestabilito (v. dopo) la cittadinanza italiana [1].

È necessario aver maturato un periodo di effettiva residenza nel territorio italiano, cioè dopo l’iscrizione nei registri dell’anagrafe del Comune in cui si dimora.

Tale periodo è di:

– 4 anni per cittadini comunitari;

– 5 anni per gli apolidi e i rifugiati politici;

– 10 anni per gli extracomunitari;

Alcuni Paesi stranieri non ammettono la doppia cittadinanza ed è buona regola informarsi, presso il proprio Consolato, verificando se l’acquisto della cittadinanza italiana fa perdere in automatico la cittadinanza d’origine.

Occorre, per prima cosa, compiere un versamento di 200 € (mod. 451) sul c/c n. 809020 intestato a: “Ministero dell’Interno D.L.C.I. – Cittadinanza”, con causale: “Cittadinanza – contributo di cui all’art. 1, comma 12, legge 15 luglio 2009, n. 94”. I bollettini sono reperibili presso gli uffici postali dotati di Sportello Amico.

La domanda deve essere presentata presso la Prefettura del luogo di residenza residenza compilando il modello B (specifico per la richiesta di cittadinanza per residenza). Ad esso bisogna allegare:

– marca da bollo da 16,00 euro;

– estratto dell’atto di nascita legalizzato, munito di traduzione;

– certificato penale del paese di origine (e degli eventuali Paesi terzi di residenza) legalizzato e munito di traduzione legalizzata;

– per colf e badanti, estratto retributivo INPS;

– eventuale fotocopia del certificato di riconoscimento dello status di rifugiato o apolide, più originale da portare in visione;

– fotocopia di un documento in corso di validità;

– fotocopia del permesso di soggiorno o attestazione di soggiorno per comunitari;

– ricevuta del versamento del contributo di 200 euro;

– alla precedente documentazione si aggiungono il certificato di residenza, il certificato del casellario giudiziario e dei carichi pendenti, lo stato di famiglia, la dichiarazione dei redditi dei tre anni precedenti alla presentazione della domanda: per i precedenti certificati, è possibile presentare autocertificazione [2].

La Prefettura verifica la documentazione presentata e, qualora non rilevi mancanze o irregolarità, trasmette la domanda al Ministero dell’Interno.

Per decidere sulla domanda di cittadinanza italiana, le autorità competenti hanno 2 anni di tempo, a partire dalla presentazione della richiesta. In caso di esito favorevole, la Prefettura riceve dal Ministero dell’Interno il decreto di concessione della cittadinanza e, nei successivi 90 giorni, ha il compito di notificarlo all’interessato. Quest’ultimo deve recarsi nel Comune di residenza entro 6 mesi dalla notifica, munito di decreto e documento di riconoscimento, per prestare giuramento davanti al sindaco e chiedere la trascrizione del decreto nei registri di stato civile. Trascorsi 6 mesi dalla notifica, in assenza del giuramento e della trascrizione, il decreto non è più valido.

Succede spesso che le autorità competenti impieghino più di 2 anni per decidere sulla domanda di cittadinanza italiana. Trascorso tale periodo, l’interessato può inviare una diffida alla P.A. [3], sollecitando l’esito della richiesta, oppure proporre una azione giudiziaria.


note

[1] Artt. 9 e ss., l. n. 91 del 5.02.1992

[2] L’autocertificazione (art. 46 del d.p.r. 445/2000) è una dichiarazione scritta che consente al cittadino di  sostituire certificazioni amministrative relative a stati, qualità personali e fatti. La dichiarazione in carta semplice deve essere sottoscritta ma non è necessario che la firma sia autentica. La Prefettura potrà verificare la veridicità del contenuto della dichiarazione comunicando con il Ministero della Giustizia, il Comune di residenza e l’Agenzia delle Entrate.

[3] L. 241/90.


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2 Commenti

  1. Posso avere la cittadinanza senza avere reddito o il mio reddito è pari a zero, perché sono studente e rifugiato politic.

    1. La ringraziamo per la Sua richiesta.
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