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Busta paga: come si legge

9 Ottobre 2020 | Autore:
Busta paga: come si legge

Cedolino paga: che cosa significano le principali diciture, voce retributiva, contributi, imposte, competenze e trattenute.

La busta paga è un prospetto che il lavoratore riceve, contestualmente al pagamento della retribuzione, nel quale sono indicate le competenze (le somme spettanti al lavoratore) e le trattenute (gli importi che devono essere sottratti al lavoratore, come le tasse e i contributi a suo carico) relative a un determinato periodo (solitamente pari a un mese), in base alle disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro applicato.

Comprendere appieno il contenuto della busta paga non è semplice: le voci che possono figurare nel cedolino sono numerosissime, diverse centinaia, in quanto dipendono dalla contrattazione applicata (pensa che i contratti collettivi nazionali sono circa 900 ed a questi bisogna aggiungere i contratti di secondo livello, territoriali e aziendali; può influire anche la contrattazione individuale): ne abbiamo parlato in Busta paga, spiegazione voci.

Anche se risulta praticamente impossibile conoscere in modo completo tutte le voci relative al cedolino paga, è comunque possibile capire il suo contenuto, ossia comprendere qual è il significato delle principali diciture e com’è strutturato il documento. Facciamo allora il punto sulla busta paga: come si legge e come si sviluppa.

A proposito dello sviluppo del cedolino paga, dobbiamo considerare che normalmente si parte dalla retribuzione lorda spettante al lavoratore, di solito coincidente con l’imponibile previdenziale, o imponibile Inps. Su queste somme si applica l’aliquota di contribuzione a carico del lavoratore (ad esempio il 9,19% o il 9,45%, l’aliquota varia in base alla categoria di appartenenza) per calcolare i contributi da trattenere.

L’imponibile previdenziale, diminuito della contribuzione trattenuta, costituisce l’imponibile fiscale, su cui si calcola l’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) lorda.

Dall’Irpef lorda si sottraggono le detrazioni spettanti (per reddito di lavoro dipendente, per familiari a carico) e si ottiene così l’Irpef netta da trattenere. Possono essere inoltre trattenute le addizionali, regionale e comunale, calcolate in acconto e a saldo.

La differenza tra competenze e trattenute costituisce il netto in busta paga. In realtà, arrivare al netto in busta non è così semplice: possono esservi delle competenze esenti dalla contribuzione, dalla tassazione, nonché ulteriori trattenute, contributive, fiscali o di altra natura, come la cessione del quinto dello stipendio. Per approfondire, leggi “Come si calcola il netto in busta paga“.

Proviamo ora a leggere una busta paga, prendendo ad esempio una tipologia di cedolino piuttosto comune, ossia il cedolino relativo allo stipendio di un impiegato del settore commercio., inquadrato col contratto collettivo nazionale Terziario- Confcommercio.

Dati dell’azienda e del lavoratore

Nella parte superiore della busta paga si trovano, normalmente, i dati relativi all’azienda ed al lavoratore. In particolare, in merito all’azienda sono indicati:

  • la denominazione o ragione sociale;
  • l’indirizzo- sede legale;
  • il codice fiscale;
  • la partita Iva;
  • la matricola Inps, cioè il codice di matricola assegnato dall’Inps all’atto dell’inquadramento;
  • il codice azienda Inail, cioè il codice cliente assegnato dall’Inail, e la posizione Inail, o Pat, assieme alla voce di tariffa, che è relativa alla lavorazione svolta.

Si trovano poi i dati del lavoratore, ossia nome e cognome, indirizzo, data di nascita, codice fiscale, qualifica (ad esempio impiegato), livello di inquadramento, il tipo di rapporto ed il tipo di retribuzione, ad esempio oraria o mensilizzata.

Dati del rapporto di lavoro

Nella parte superiore della busta paga, sono inoltre indicati i principali dati relativi al rapporto di lavoro, ossia:

  • la data di assunzione;
  • la data di cessazione, normalmente indicata soltanto nell’ultimo cedolino, in cui sono liquidate le competenze finali;
  • la data di scadenza del contratto a termine;
  • eventuali scatti di anzianità maturati, assieme alla data in cui maturerà il prossimo scatto;
  • le giornate retribuite e le giornate lavorate nel mese;
  • le ore lavorate e le ore retribuite nel mese;
  • l’eventuale percentuale di part-time (ad esempio, se il dipendente lavora a tempo parziale, per 20 ore su 40 settimanali, la percentuale sarà del 50%);
  • i divisori utilizzati sulla base del contratto collettivo applicato, sia giornaliero (ad esempio 26) che orario (ad esempio 168).

È inoltre indicato il contratto collettivo applicato (nel nostro esempio, Terziario Confcommercio) e sono riportati gli elementi relativi alla cosiddetta retribuzione globale di fatto, quali minimo retribuzione, contingenza, terzo elemento, scatti di anzianità.

Viene inoltre indicata la retribuzione giornaliera, che si ottiene applicando il divisore giornaliero alla retribuzione globale, assieme alla retribuzione oraria, ottenuta applicando il divisore orario alla retribuzione globale. È infine indicato il totale mensile delle voci che compongono la retribuzione globale.

Maria ha una retribuzione globale mensile pari a 1500 euro. Il divisore giornaliero è 26, quello orario è pari a 168. La paga giornaliera di Maria ammonta a 57,69 euro (1500/26), quella oraria a 8,92857 euro (1500/168).

Voci di retribuzione

Nella busta paga sono poi riportate, nel corpo, ossia nella parte centrale, le voci di retribuzione riferite al mese di competenza; queste voci possono consistere in competenze o trattenute.

Nell’immagine presa ad esempio, sono riportate le quattro voci che compongono la retribuzione globale, ossia minimo, retribuzione, contingenza, terzo elemento, assieme agli scatti di anzianità, indicate per intero in quanto la paga è mensilizzata.

Ricordiamo che, se la paga è calcolata col sistema mensilizzato, si utilizza come unità di misura il mese intero: pertanto, mentre le assenze retribuite non influiscono sul calcolo delle competenze, è necessario indicare separatamente il compenso per le giornate o le ore di assenza non retribuite, per operarne la detrazione; al contrario, devono essere indicate separatamente le ore straordinarie, o di lavoro festivo, o notturno, per operare le corrispondenti maggiorazioni (per approfondire: “Paga oraria e mensilizzata“).

Nell’esempio è indicata poi una trattenuta per sei giorni di assenza, assieme alla corrispondente competenza liquidata, pari a sei giorni di permessi retribuiti. Questa particolare esposizione in busta paga (retribuzione per la mensilità intera, diminuita delle trattenute corrispondenti all’assenza ed aumentata delle competenze relative alla liquidazione dei permessi) sussiste in quanto la retribuzione è, come appena osservato, mensilizzata.

È stata poi liquidata, nel nostro esempio, un’indennità di trasferta, esente sino a 46,48 euro giornalieri, per un totale di 30 giornate.

Tra le trattenute inserite nel corpo della busta paga figurano l’addizionale regionale, l’addizionale comunale a saldo e l’addizionale comunale in acconto; si tratta di imposte trattenute in rate mensili. Figura, inoltre, la contribuzione a favore di un ente bilaterale.

Contributi e tasse

Nella parte finale della busta paga è indicata la retribuzione imponibile Inps, assieme ai contributi trattenuti, cioè a carico del lavoratore; è inoltre indicato l’imponibile fiscale, assieme all’imposta lorda Irpef ed alle eventuali detrazioni spettanti nel mese.

Relativamente alla contribuzione ed alle imposte sono anche indicati i riepilogativi annui, compresi i riepilogativi delle addizionali regionali e comunali (ad esempio, addizionale regionale da trattenere nell’anno, addizionale regionale già trattenuta nell’anno e debito residuo).

Dati del Tfr

Nella parte finale del cedolino sono normalmente indicati i dati relativi al trattamento di fine rapporto, ossia la retribuzione utile per il calcolo del rateo Tfr mensile e l’ammontare del rateo stesso, l’eventuale Tfr devoluto al fondo di tesoreria Inps o alla previdenza complementare; possono essere inseriti ulteriori dati specifici, come il fondo Tfr è rimasto in azienda, le rivalutazioni applicate e la quota maturata nell’anno.

Dati degli assegni familiari

Se al lavoratore spettano gli assegni per il nucleo familiare, nel cedolino paga possono essere indicati i seguenti dati:

  • tabella Anf da applicare al nucleo familiare;
  • numero di componenti del nucleo;
  • fascia di reddito;
  • giorni per i quali spetta la liquidazione dell’assegno;
  • importo dell’assegno corrisposto;
  • importo di eventuali assegni arretrati o recuperati;
  • saldo complessivo.

Qui la guida agli assegni per il nucleo familiare.

Ferie e permessi

Nel cedolino sono normalmente indicati i giorni di ferie, di permesso, i rol (permessi riduzione orario di lavoro), i permessi banca ore, ex festività e le diverse tipologie di riposi, suddivisi in: spettanti, maturati, goduti o corrisposti, residui.

Leggi la guida ai permessi e la guida alle ferie.

Calendario presenze

Nella parte finale o laterale della busta paga, è solitamente riportato il calendario delle presenze del mese, con separata indicazione delle ore di lavoro ordinario, supplementare, straordinario e delle assenze.

Libro unico del lavoro

Se il datore di lavoro adempie all’obbligo di consegna della busta paga al lavoratore consegnando copia delle scritturazioni effettuate sul Libro unico del lavoro Lul, devono essere infine riportati:

  • il numero del foglio, in quanto ogni pagina del Libro unico del lavoro deve essere numerata;
  • il numero e la data di autorizzazione del tracciato: si tratta dell’autorizzazione solitamente rilasciata alla software house che ha realizzato il programma paghe;
  • il numero e la data di autorizzazione alla numerazione unica, se la tenuta del Lul è delegata a un intermediario che ha adottato un’unica numerazione per tutte le ditte in delega;
  • devono essere indicati anche data e ora di stampa e sede Inail di riferimento.


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