Business | Articoli

Riforma Poletti del lavoro: cosa cambia

17 Settembre 2014
Riforma Poletti del lavoro: cosa cambia

Job act: Contratti a termine, apprendistato, somministrazione, controlli sui lavoratori, cassa integrazione: tutti gli aspetti pratici della riforma.

La riforma del lavoro, voluta dal ministro Giuliano Poletti [1] ha portato numerose novità.

L’innovazione più importante contenuta nel decreto consiste nell’abbandono della causale per i contratti a termine (e di somministrazione). Questo requisito, volto a prevenire gli abusi, si è trasformato ben presto in una trappola: nessuno poteva sapere in anticipo se il contratto a termine era regolare oppure no, con buona pace della certezza del diritto.

La riforma Poletti migliora il sistema, senza rinunciare alle tutele contro gli abusi. Non c’è più l’obbligo di indicare la causale, e al suo posto viene introdotto un limite quantitativo: nessun datore di lavoro può impiegare un numero di lavoratori a termine superiore al 20% dell’organico aziendale.

La riforma lascia spazio anche ai contratti collettivi – che possono alzare o ridurre la soglia del 20% – e conferma la regola che fissa in 36 mesi la durata massima del lavoro a termine.

Il decreto Poletti interviene anche sul contratto di apprendistato. Si tratta di poche misure, che si aggiungono a quelle, troppe, già approvate negli anni precedenti (più di 10 interventi a partire dal 2011).

L’innovazione più importante impone alla Regioni di pianificare la formazione dell’apprendista entro 45 giorni dall’assunzione: decorso inutilmente questo termine, non esiste più alcun obbligo di svolgere i percorsi formativi regionali (mentre resta fermo l’impegno a completare la formazione aziendale).

Infine, la normativa ha completato anche il percorso per la definitiva “smaterializzazione” del Durc, che oggi si può chiedere in via telematica. Queste misure sono state approvate quasi in contemporanea con l’avvio della cosiddetta “garanzia giovani”, l’ambizioso progetto di politica attiva del lavoro che, grazie a un’importante dotazione di risorse comunitarie (circa 1,5 miliardi fino al 2015) dovrebbe avvicinare al lavoro i ragazzi che si affacciano per la prima volta sul mercato, garantendo un’offerta qualitativamente valida, proseguimento degli studi, di apprendistato o di tirocinio o altra misura di formazione, entro 4 mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema di istruzione formale. L’obiettivo ha trovato finora una risposta inadeguata da parte del nostro sistema dei servizi per l’impiego. La frammentazione di competenze a livello regionale ha consentito di valorizzare alcune realtà di eccellenza (la Dote unica della Regione Lombardia) ma ha anche ritardato in maniera importante l’avvio del progetto, che fino a oggi non ha prodotto risultati significativi. È ancora presto per trarre conclusioni e, anzi, c’è tutto il tempo per rimediare, ma si fa concreto il timore dell’ennesimo fallimento.


Contratti a termine

La più importante novità introdotta dalla legge di riforma è l’abolizione della “causale”, per oltre 40 anni necessaria per stipulare un contratto a termine. Ora gli unici vincoli sono rappresentati da limiti di durata e da limiti quantitativi rispetto agli occupati a tempo indeterminato. Il singolo contratto non può superare la durata massima di 36 mesi, comprese proroghe e rinnovi. L’unica eccezione è l’attività di ricerca scientifica, mentre per i dirigenti il limite è di 5 anni. Il nuovo limite massimo quantitativo consiste, invece, in un tetto di contratti a termine pari al 20% del numero di lavoratori a tempo indeterminato. Nuove regole anche per il diritto di precedenza, che deve però risultare dal contratto: si applicano ai lavoratori a tempo determinato per oltre sei mesi, agli stagionali e alle lavoratrici madri.

Apprendistato

L’apprendistato è l’unico contratto a contenuto formativo dell’ordinamento, cioè a causa mista: il datore di lavoro si obbliga, oltre che a retribuire il lavoro, a formare il lavoratore. Sono tre le tipologie di apprendistato [2]: “apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale”, “apprendistato di mestiere o professionalizzante” e “apprendistato di alta formazione e di ricerca”.

Il primo tipo e il terzo tipo hanno contenuti formativi più incisivi avendo come finalità il completamento del percorso scolastico, si tratti di diploma, laurea, dottorato o specializzazione: la loro regolamentazione è demandata alle Regioni. L’apprendistato di mestiere si rivolge a giovani che hanno finito la scuola e devono acquisire conoscenze e competenze più specifiche: è regolato da norme statali, regionali e dai contratti di lavoro.

 

Somministrazione

Il ricorso alla somministrazione a termine in assenza di indicazione per iscritto della causale è sempre possibile nel limite massimo di 36 mesi, fatti salvi i divieti previsti dalla legge (che sono gli stessi, peraltro, del contratto a termine): sostituzione di lavoratori in sciopero; utilizzo in unità produttive dove, con riferimento a lavoratori adibiti alle stesse mansioni, sono intervenuti licenziamenti collettivi o è in atto la cassa integrazione; utilizzo da parte di aziende che non hanno effettuato la valutazione dei rischi. Il limite di 36 mesi non si applica al contratto commerciale di somministrazione (quello tra impresa utilizzatrice e agenzia di somministrazione). Al contratto di somministrazione, inoltre, non si applica il limite delle cinque proroghe [3], in sede di conversione, per i contratti a termine.

Controlli sui lavoratori

Esercitare un reale controllo per evitare inadempimenti, oggi, è alquanto complesso: l’evoluzione tecnologica ha introdotto nei luoghi di lavoro un numero crescente di strumenti imprescindibili per l’esercizio di qualsiasi attività, ma difficili da monitorare per problemi di privacy. Una possibile strada per risolvere il conflitto controlli/difesa della privacy, potrebbe essere quella di prevedere policy aziendali molto stringenti, in cui riportare la chiara indicazione del divieto dell’uso degli strumenti informatici a scopi personali nel luogo di lavoro in questione. Di altrettanta importanza la redazione di un preciso codice disciplinare, che regoli comportamenti e sanzioni.

Sarebbe altresì altamente consigliabile non attribuire, laddove possibile, caselle postali nominative, ma soltanto caselle di gruppo alla quale possano avere accesso più dipendenti.

Cassa integrazione

Il decreto Sblocca Italia dispone un rifinanziamento di 728 milioni degli ammortizzatori sociali in deroga per il 2014: un rifinanziamento che porta la dotazione complessiva di risorse a circa un miliardo e 720 milioni.

La gestione degli ammortizzatori in deroga è demandata alle Regioni, ma dal 1° agosto 2014 opera la nuova disciplina introdotta dal decreto interministeriale 83473, pubblicato il 4 agosto sul sito del ministero del Lavoro, che stabilisce i criteri di ordine generale a cui le Regioni devono attenersi, salvo un periodo transitorio, fino al 31 dicembre 2014, durante il quale le Regioni stesse possono darsi regole in deroga a quelle stabilite dal decreto.

Possono richiedere il trattamento di Cigd solo le imprese di cui all’articolo 2082 del Codice civile, con l’esclusione quindi dei datori di lavoro non imprenditori, fra cui i professionisti.

note

[1] Dl 34/2014 e la successiva legge di conversione.

[2] Codificate dal decreto legislativo 167/2011

[3] Previsto dal Dl 34/2014.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube