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Ricusazione grave inimicizia: ultime sentenze

21 Giugno 2021
Ricusazione grave inimicizia: ultime sentenze

Presentazione di una denuncia od azioni compiute nell’esercizio dei propri compiti istituzionali; idoneità a configurare l’obbligo di astensione di un componente di un consiglio dell’ordine.

Posizioni interpersonali di inimicizia grave

Le posizioni interpersonali di inimicizia grave tra difensore e giudice non sono previste nel vigente sistema normativo quali possibili cause di ricusazione, posto che l’art. 36 lett. d), cui rinvia l’art. 37 c.p.p., limita espressamente i casi di astensione e, conseguentemente di ricusazione, per inimicizia grave ai soli rapporti fra giudice ed una delle parti private, senza possibilità di estensione analogica al difensore della parte privata.

La presentazione di una denuncia penale o l’instaurazione di una causa civile per il risarcimento del danno nei confronti di un magistrato non è di per sé sufficiente ad integrare l’ipotesi di ricusazione trattandosi di iniziative riferibili alla parte e non al magistrato, mentre il sentimento di grave inimicizia, per risultare pregiudizievole, deve essere reciproco e deve trarre origine da rapporti di carattere privato, estranei al processo.

Cassazione penale sez. VI, 04/12/2019, n.4954

Dissenso ideologico e ricusazione

In tema di ricusazione, non integrano inimicizia grave, ai sensi degli artt. 36, comma 1, lett. d) e 37, comma 1, lett. a), c.p.p., le manifestazioni di dissenso ideologico e culturale, anche radicale, rispetto all’attività svolta dagli imputati, non accompagnate da alcun rapporto di conoscenza con gli stessi che possa tradursi in un’avversione di tipo personale del giudice o dei suoi prossimi congiunti. (Nell’enunciare tale principio, la Corte ha ritenuto manifestamente infondata la dichiarazione di ricusazione fondata sulla circostanza che il coniuge di un magistrato risultava aderente a movimenti ed associazioni ambientaliste che avevano denunciato, anche attraverso pubblicazioni sui “social network”, l’inquinamento asseritamente prodotto dall’azienda gestita dagli imputati).

Cassazione penale sez. I, 15/05/2018, n.50848

Sentimento di grave inimicizia

La presentazione di una denuncia penale o l’instaurazione di una causa civile per il risarcimento del danno nei confronti di un magistrato non è di per sé sufficiente ad integrare l’ipotesi di ricusazione trattandosi di iniziative riferibili alla parte e non al magistrato, mentre il sentimento di grave inimicizia, per risultare pregiudizievole, deve essere reciproco e deve trarre origine da rapporti di carattere privato, estranei al processo, non potendosi desumere dal mero trattamento riservato in tale sede alla parte, anche se da questa ritenuto frutto di mancanza di serenità.

(Fattispecie relativa a dichiarazione di ricusazione fondata sulla presentazione di una domanda di risarcimento danni nei confronti del magistrato in quanto lo stesso aveva fatto parte, in qualità di relatore, del collegio che aveva applicato al ricorrente la misura di prevenzione della sorveglianza speciale, successivamente revocata dalla corte di appello).

Cassazione penale sez. VI, 13/03/2018, n.22540

Pubblici concorsi: ipotesi di ricusazione 

Nei pubblici concorsi per i componenti delle commissioni esaminatrici l’obbligo di astenersi sussiste solamente in presenza di una delle condizioni previste dall’art. 51 del c.p.c., essendo vietata ogni estensione analogica. Ai sensi dell’art. 51, comma 2, c.p.c. la violazione dei principi di imparzialità, di trasparenza e di parità di trattamento può rinvenirsi laddove vi sia un potenziale conflitto di interessi per l’esistenza di una causa pendente tra le parti, o una di grave inimicizia tra di esse.

Le ipotesi di ricusazione dei membri delle commissioni giudicatrici dei concorsi universitari sono tassative e di stretta interpretazione; pertanto, non costituisce causa di incompatibilità la circostanza che il membro di una commissione del concorso abbia espresso giudizio negativo nei confronti di un candidato, in occasioni e per fini diversi dal concorso, non rientrando tale ipotesi in quella di cui all’art. 51 n. 4 c.p.c. che si riferisce ai pareri espressi in ordine a questioni oggetto della pronunzia del giudice”

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 07/03/2018, n.210

Grave inimicizia di un componente del Consiglio dell’Ordine nei confronti di un incolpato

Ai fini della configurabilità dell’obbligo del giudice di astenersi, ai sensi dell’art. 51, n. 3, c.p.c., la “grave inimicizia” del componente di un Consiglio dell’Ordine nei confronti di un incolpato deve essere reciproca e, pertanto, non è sufficiente ad integrarla la mera presentazione di una denuncia o, comunque, di un atto di impulso idoneo a dare inizio ad un procedimento giudiziale, né può, in linea di principio, originare dall’attività consiliare del componente stesso per questioni inerenti all’esercizio della professione, ma deve riferirsi a ragioni private di rancore o di avversione sorte nell’ambito di rapporti estranei ai compiti istituzionali. (Fattispecie relativa a procedimento disciplinare dinanzi al Consiglio dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri).

Cassazione civile sez. II, 31/10/2018, n.27923

Inammissibilità dell’istanza di ricusazione

È inammissibile l’istanza di ricusazione proposta nei confronti di un giudice solo perché egli ha concorso al rigetto di una precedente istanza di ricusazione della stessa parte, in quanto, fuori della previsione dell’art. 51, n. 4, cod. proc. civ., il provvedimento giurisdizionale tipico, non affetto da anomalie evidenti, non rivela grave inimicizia del giudice solo perché contrario all’interesse della parte.

Cassazione civile sez. un., 23/06/2015, n.13018

Ricusazione e astensione

In tema di ricusazione del giudice, la “inimicizia” del ricusato, ai sensi dell’art. 51, comma 1, n. 3, c.p.c.., non può essere desunta dal contenuto di provvedimenti da lui emessi in altri processi concernenti il ricusante, tranne che le “anomalie” denunciate siano tali da non consentire neppure di identificare l’atto come provvedimento giurisdizionale; tuttavia, qualora ricorra tale ipotesi, il giudice della ricusazione deve anche accertare se quelle anomalie, in ipotesi ascrivibili ad altre cause, siano state determinate proprio da grave inimicizia nei confronti del ricusante, su cui incombe il correlato onere di allegare fatti e circostanze rivelatrici dell’esistenza di ragioni di avversione o di rancore estranei alla realtà processuale.

Cassazione civile sez. VI, 24/09/2015, n.18976

Denuncia contro un magistrato

La presentazione di una denuncia contro un magistrato non è da sola sufficiente ad integrare l’ipotesi di ricusazione di cui all’art. 37, comma 1 , lett. a), in relazione all’art. 36, comma 1, lett. d), c.p.p., poiché il sentimento di grave inimicizia, per essere pregiudizievole, deve essere reciproco, deve nascere o essere ricambiato dal giudice e deve trarre origine da rapporti di carattere privato, estranei al processo, non potendosi desumere semplicemente dal trattamento riservato in tale sede alla parte, anche se da questa ritenuto frutto di mancanza di serenità (nella specie la Corte ha sottolineato che la denuncia presentata dall’avvocato dell’imputato nei confronti del magistrato, il quale lo aveva minacciato di differimento all’ordine degli avvocati, fosse circostanza assolutamente irrilevante ai fini della ricusazione proposta dall’imputato contro il suddetto magistrato).

Cassazione penale sez. II, 07/10/2014, n.43884

Quando può ravvisarsi inimicizia grave tra giudice e imputato?

Può ravvisarsi “inimicizia grave” tra giudice e imputato esclusivamente nell’ipotesi in cui vi siano rapporti personali, conflittuali, estranei all’attività giurisdizionale e desumibili da dati di fatto concreti e precisi, del tutto autonomi rispetto alla realtà processuale; la condotta endoprocessuale può venire in rilievo solo quando presenti aspetti talmente anomali e settari da costituire momento dimostrativo di un’inimicizia maturata all’esterno (confermata la decisione dei giudici del merito secondo cui non poteva ritenersi sussistente una grave inimicizia tra giudice e ricorrente, essendosi limitato il magistrato a trasmettere l’atto depositato dalla parte al Consiglio dell’Ordine, per le valutazioni di competenza, in sede disciplinare, in relazione alle espressioni in esso contenute).

Cassazione penale sez. VI, 18/09/2014, n.50947

Denuncia da parte del ricusante nei confronti del giudice

Le cause di incompatibilità di cui all’art. 51 c.p.c., estensibili a tutti i campi dell’azione amministrativa quale applicazione dell’obbligo costituzionale d’imparzialità – maxime alla materia concorsuale -, rivestono un carattere tassativo: esse sfuggono quindi ad ogni tentativo di manipolazione analogica all’evidente scopo di tutelare l’esigenza di certezza dell’azione amministrativa e la stabilità della composizione delle commissioni giudicatrici; pertanto l’asserita (o attuata) presentazione di denuncia in sede penale da parte del ricusante nei confronti del giudice (o, per analogia, del commissario di concorso) non costituisce causa di legittima ricusazione perché essa non è di per sé idonea a creare una situazione di causa pendente (per la natura oggettiva della giurisdizione penale) o di grave inimicizia.

Consiglio di Stato sez. III, 02/04/2014, n.1577



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4 Commenti

  1. Il giudice mi dà sempre torto e in udienza non mi fa parlare, mi contesta puntualmente e rigetta le mie richieste. Secondo me, ce l’ha con me. Che posso fare?

    1. Il codice di procedura civile impone al magistrato di astenersi dal trattare e decidere un giudizio – e, conseguentemente, consente alla parte di chiederne la sostituzione (il termine tecnico è “ricusazione”) – nel caso in cui egli stesso o la moglie abbia una grave inimicizia con una delle parti o alcuno dei suoi difensori. Tuttavia, l’antipatia “a pelle” non rientra in questa previsione della legge. A chiarirlo è una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione. La “grave antipatia” cui fa riferimento la norma deve riguardare rapporti estranei al processo e non può, invece, riguardare comportamenti processuali del giudice, ritenuti anomali dalla parte. Insomma, chi crede che il magistrato ce l’abbia con lui deve provare fatti concreti che rivelino l’esistenza di ragioni di rancore o di avversione. La grave inimicizia del magistrato deve sempre trovare appiglio in dati precisi, non su semplici ipotesi – anche se fondate sulla statistica delle sentenze – estranei e autonomi rispetto alla realtà processuale.

  2. Ho l’impressione che il giudice ce l’abbia con me per qualche oscura ragione. Avrà un’antipatia nei miei confronti immagino oppure una certa simpatia per l’altra parte. Come posso difendermi se il magistrato rigetta ogni istanza del mio avvocato?

    1. Il codice di procedura civile prevede la possibilità di ricusare il giudice – ossia di chiederne la sostituzione al presidente del Tribunale – tutte le volte in cui la sua decisione può essere influenzata da fattori esterni e non presentare quel carattere di imparzialità richiesto dalla Costituzione. I motivi per chiedere la sostituzione del giudice elencati dal codice sono i seguenti:
      se ha interesse nella causa o in altra vertente su identica questione di diritto;
      se egli stesso o la moglie è parente fino al quarto grado o legato da vincoli di affiliazione, o è convivente o commensale abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori;
      se egli stesso o la moglie ha causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito con una delle parti o alcuno dei suoi difensori;
      se ha dato consiglio o prestato patrocinio nella causa, o ha deposto in essa come testimone, oppure ne ha conosciuto come magistrato in altro grado del processo o come arbitro o vi ha prestato assistenza come consulente tecnico;
      se è tutore, curatore, amministratore di sostegno, procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti; se, inoltre, è amministratore o gerente di un ente, di un’associazione anche non riconosciuta, di un comitato, di una società o stabilimento che ha interesse nella causa.
      Se dunque il tuo sospetto è che il giudice ce l’ha con te per uno dei predetti motivi ne puoi chiedere la ricusazione.

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