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Ricusazione ctu: ultime sentenze

30 Agosto 2020
Ricusazione ctu: ultime sentenze

Consulente tecnico d’ufficio; sopravvenuta conoscenza della causa di ricusazione; potere di sostituzione del giudice; ricorso depositato in cancelleria almeno tre giorni prima dell’udienza di comparizione.

Proposizione dell’istanza di ricusazione del ctu

In caso di inutile decorso del termine fissato dall’art. 192 c.p.c. per la proposizione della istanza di ricusazione del c.t.u., la valutazione delle ragioni che giustificano un provvedimento di sostituzione dello stesso c.t.u., a norma dell’art. 196 del codice di rito, è rimessa esclusivamente al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se correttamente e logicamente motivata.

Cassazione civile sez. lav., 17/02/2004, n.3105

Ricusazione e compenso al consulente per l’attività svolta

L’art. 192, comma 2, c.p.c., nel prevedere che l’istanza di ricusazione del consulente tecnico d’ufficio deve essere presentata con apposito ricorso depositato in cancelleria almeno tre giorni prima dell’udienza di comparizione, preclude definitivamente la possibilità di far valere successivamente la situazione di incompatibilità, con la conseguenza che la consulenza rimane ritualmente acquisita al processo. A tale principio non è consentita deroga per l’ipotesi in cui la parte venga a conoscenza soltanto in seguito della situazione di incompatibilità, poiché, in questo caso, è possibile esclusivamente prospettare le ragioni che giustificano un provvedimento di sostituzione affinché il giudice, se lo ritenga, si avvalga dei poteri conferiti dall’art. 196 c.p.c., spettando, comunque, all’ausiliario il compenso per l’attività svolta.

Cassazione civile sez. II, 05/11/2018, n.28103

Presentazione tardiva dell’istanza di ricusazione del ctu

La presentazione dell’istanza di ricusazione del consulente tecnico d’ufficio dopo la scadenza del termine previsto dall’articolo 192 del codice di procedura civile preclude definitivamente la possibilità di far valere successivamente la situazione di incompatibilità, con la conseguenza che la consulenza rimane ritualmente acquisita al processo, a nulla rilevando il fatto che il ricorrente sia venuto a conoscenza della pretesa causa d’incompatibilità del consulente soltanto dopo l’espletamento dell’incarico conferitogli dal giudice, né la causa di ricusazione può essere fatta valere in sede di giudizio di legittimità se non sia stata ab origine tempestivamente denunciata.

Cassazione civile sez. II, 22/10/2018, n.26622

Consulenza tecnica in materia civile 

La mancata proposizione dell’istanza di ricusazione del consulente tecnico d’ufficio nel termine di cui all’art. 192 c.p.c., preclude definitivamente la possibilità di far valere successivamente la situazione di incompatibilità, con la conseguenza che la consulenza rimane ritualmente acquisita al processo, non rilevando che il consulente tecnico d’ufficio non abbia osservato l’eventuale obbligo di astensione. (Nella specie, in controversia per il rimborso delle spese sostenute per cure all’estero, era stata prospettata, tardivamente, una situazione di incompatibilità del consulente a causa dei rapporti di lavoro professionale con l’azienda sanitaria convenuta in giudizio).

Cassazione civile sez. lav., 25/05/2009, n.12004

Situazione di incompatibilità

La presentazione dell’istanza di ricusazione del consulente tecnico d’ufficio dopo la scadenza del termine previsto dall’art. 192 c.p.c. preclude definitivamente la possibilità di far valere successivamente la situazione di incompatibilità, con la conseguenza che la consulenza rimane ritualmente acquisita al processo, a nulla rilevando il fatto che il ricorrente sia venuto a conoscenza della pretesa causa di incompatibilità del consulente soltanto dopo l’espletamento dell’incarico conferitogli dal giudice.

Cassazione civile sez. II, 06/06/2002, n.8184

Ricorso depositato in cancelleria

L’art. 192, comma 2, c.p.c., nel prevedere che l’istanza di ricusazione del consulente tecnico d’ufficio dev’essere presentata con apposito ricorso depositato in cancelleria almeno tre giorni prima dell’udienza di comparizione, preclude definitivamente la possibilità di far valere successivamente la situazione di incompatibilità, con la conseguenza che la consulenza rimane ritualmente acquisita al processo.

A tale principio non è consentita deroga per l’ipotesi in cui la parte venga a conoscenza solo successivamente della situazione di incompatibilità, potendosi in tal caso solo prospettare le ragioni che giustificano un provvedimento di sostituzione affinché il giudice, se lo ritenga, si avvalga dei poteri che gli conferisce in tal senso l’art. 196 c.p.c. La valutazione operata al riguardo è insindacabile in Cassazione se la motivazione è immune da vizi logici.

Cassazione civile sez. I, 08/04/1998, n.3657

Ricusazione del Ctu ed operazioni peritali

Alla luce delle predette disposizioni, ed in particolare del comma terzo dell’art. 48, che specificamente riguarda gli ausiliari del giudice (così va estensivamente applicata la previsione relativa al « funzionario delegato per l’esecuzione di un mezzo istruttorio »), il termine di presentazione non è quello che il comma primo prevede per la ricusazione dei componenti del collegio giudicante, bensì quello (unico, e non previsto in alternativa alla dichiarazione orale in pubblica udienza) di tre giorni dalla pubblicazione della decisione o del provvedimento di delegazione.

Quindi, sempre estensivamente applicando la norma la ricusazione del CTU va proposta al più tardi (ove le ragioni asserite della ricusazione emergano nel corso delle operazioni peritali) entro tre giorni dalla pubblicazione dell’ultima ordinanza di proroga.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. I, 08/02/2008, n.234

Ricusazione del ctu: ratio e inderogabilità del termine perentorio

L’art. 192, comma 2, c.p.c. fissa un termine perentorio alle parti per dedurre eventuali circostanze, delle quali devono fornire anche prova, intese a evidenziare le ragioni di ricusazione dell’ausiliario nominato dal giudice, in, modo così da prevenire una indagine svolta con criteri e metodi non imparziali.

Il termine è fissato per risolvere, definitivamente e in via preventiva, ogni questione sulle qualità che deve rivestire il Ctu, onde evitare successivi comportamenti dilatori delle parti, fondati su strategie determinate secundum eventum litis, evidentemente in contrasto con li principio di ragionevole durata del processo, di cui all’articolo 111, comma 2, Cost.

Deriva da quanto precede, pertanto, che non è possibile una deroga del termine in questione che, se osservato, preclude definitivamente la possibilità di far valere successivamente la situazione di incompatibilità, con la conseguenze che la consulenza rimane ritualmente acquisita al processo e alcun vizio di nullità della sentenza può essere fatto valere in sede di impugnazione sul presupposto di situazioni riferibili al Ctu che non siano state tempestivamente denunciate con la istanza di ricusazione, finanche nel caso in cui la parte abbia avuto sopravvenuta conoscenza di eventuali circostanze che avrebbero potuto legittimare una istanza di ricusazione.

Cassazione civile sez. III, 08/01/2020, n.122

Ctu: deposito dell’istanza di ricusazione

L’art. 192, comma 2 c.p.c., prevedendo che l’istanza di ricusazione del consulente tecnico d’ufficio debba essere presentata con apposito ricorso depositato in cancelleria almeno tre giorni prima dell’udienza di comparizione, preclude definitivamente la possibilità di far valere successivamente la situazione di incompatibilità, con la conseguenza che la consulenza rimane ritualmente acquisita al processo.

Nell’ipotesi, poi, in cui la parte venga a conoscenza della situazione di incompatibilità del consulente soltanto successivamente alla scadenza del predetto termine, è possibile prospettare le ragioni che giustificano un provvedimento di sostituzione, affinché il giudice, se lo ritiene, si avvalga dei poteri che gli conferisce in tal senso l’art. 196 c.p.c.

Tribunale Napoli sez. VIII, 16/05/2019, n.5166

Omessa ricusazione del Ctu nei termini ed acquisizione della consulenza al processo

L’istanza di ricusazione del consulente tecnico d’ufficio dev’essere presentata con apposito ricorso depositato in cancelleria almeno tre giorni prima dell’udienza di comparizione, rimanendo altrimenti la consulenza ritualmente acquisita al processo, non potendo la causa di ricusazione essere fatta valere in sede di giudizio di legittimità se non sia stata tempestivamente denunciata.

Cassazione civile sez. II, 05/10/2017, n.23257



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