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Pubblicazione foto senza consenso: ultime sentenze

30 Agosto 2020
Pubblicazione foto senza consenso: ultime sentenze

Immagini ritraenti figli minori postate sui social network; entità del danno patrimoniale; esigenze pubbliche di informazione.

La nuova compagna del padre può pubblicare le foto dei minori senza il consenso della madre? E’ lecita la pubblicazione su un quotidiano del ritratto fotografico di una persona senza il suo consenso? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Pubblicazione foto minori senza il consenso di entrambi i genitori

La pubblicazione delle immagini ritraenti i minori, in assenza del consenso espresso da entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale è illecita, ai sensi degli art. 10 c.c., dell’art. 8 Reg.Ue n. 679/2016, art. 2 quinquies d.lgs. n. 101/2018 nonché della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia con l. 176/1991; deve dunque essere ordinata alla compagna del padre, anche in via d’urgenza ex art. 700 c.p.c., l’immediata rimozione delle immagini ritraenti i di lui figli minori dai social network alla stessa riferibili, con contestuale condanna ex art. 614-bis c.p.c. al pagamento a favore dei minori di un importo di € 50,00 per ogni giorno di ritardo nella rimozione o per ogni successiva pubblicazione non espressamente autorizzata.

Tribunale Rieti, 07/03/2019

Vietare la pubblicazione di foto relative alla propria vita privata

Dall’espressa volontà di vietare la pubblicazione di foto relative alla propria vita privata, riferita ad un soggetto molto conosciuto (nella specie un notissimo attore) non discende l’abbandono del diritto all’immagine che ben può essere esercitato, per un verso, mediante la facoltà, protratta per il tempo ritenuto necessario, di non pubblicare determinate fotografie, senza che ciò comporti alcun effetto ablativo e, per altro verso, mediante la scelta di non sfruttare economicamente i propri dati personali, perché lo sfruttamento può risultare lesivo, in prospettiva, del bene protetto.

Ne consegue che, nell’ipotesi di plurime violazioni di legge dovute alla pubblicazione e divulgazione di fotografie in dispregio del divieto, non può escludersi il diritto al risarcimento del danno patrimoniale, che ben può essere determinato in via equitativa.

Cassazione civile sez. I, 23/01/2019, n.1875

Pubblicazione di foto modificate su un sito internet: è diffamazione?

Per diffamazione si intende l’offesa della reputazione di un soggetto che ricorre nei casi in cui, attraverso la comunicazione di immagini, queste presentino un significato intrinsecamente offensivo della reputazione del soggetto passivo (fattispecie relativa alla pubblicazione su un sito internet accessibile a tutti di fotografie modificate dei volti di alcune professoresse).

Cassazione penale sez. V, 29/03/2018, n.36076

Pubblicare foto di minori sui social e opposizione del genitore

La pubblicazione di foto di minori sui social network da parte di un genitore, con l’opposizione dell’altro, è un comportamento potenzialmente pregiudizievole perché consente la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, anche sconosciute, che possono avvicinarsi ai bambini con cattive intenzioni.

Tribunale Mantova, 19/09/2017

Foto su Facebook e licenziamento

La pubblicazione di una fotografia, pur di discutibile gusto, non basta a fondare l’inflizione della maggiore tra le sanzioni disciplinari, il licenziamento, potendo essere sufficiente allo scopo di deterrenza, altra sanzione di minore entità.

Tribunale Bergamo, 14/09/2016

Quando è esclusa la violazione del diritto d’autore?

L’atteggiamento consenziente, anche per fatti concludenti, del soggetto tutelato esclude la punibilità ex art. 171, lett. a), l. n. 633/1941 (nel caso di specie è esclusa la punibilità della condotta dell’Associazione culturale che fece uso di uno scritto per arricchire il testo di un opuscolo a cui la p.o. stessa consentì l’inserimento del nome nonché la pubblicazione della sua immagine in una foto ritratto).

Tribunale Bari sez. II, 04/03/2016, n.327

Pubblicazione di messaggi e foto di una relazione extraconiugale

La pubblicazione di messaggi e foto relativi ad una relazione extraconiugale resi disponibili su un noto social network è da ritenersi espressiva di un atteggiamento denigratorio e offensivo nei confronti dell’altro coniuge, tale da poter costituire elemento determinante ai fini dell’addebito della separazione.

Tribunale Roma sez. I, 12/01/2016, n.456

Pubblicazione della fotografia dell’arrestato

In materia di tutela dell’immagine, la pubblicazione su un quotidiano della foto di una persona ritratta al momento del suo arresto è legittima se sia rispettosa, oltre ai limiti, fissati dagli art. 20 e 25 l. 31 dicembre 1996 n. 675 (“ratione temporis” applicabili) e, comunque, riprodotti nell’art. 137 d.lg.30 giugno 2003 n. 196, di essenzialità per illustrare il contenuto della notizia e quelli dell’esercizio del diritto di cronaca, anche delle particolari cautele imposte a tutela della persona ritratta, previste dall’art. 8, primo e secondo comma, del codice deontologico dei giornalisti, che costituisce fonte normativa integrativa.

L’osservanza dei suddetti limiti va accertata con maggior rigore rispetto alla semplice pubblicazione della notizia, per la maggiore potenzialità lesiva dello strumento visivo e la maggiore idoneità ad una diffusione decontestualizzata e insuscettibile di controllo da parte della persona ritratta.

Cassazione civile sez. III, 06/06/2014, n.12834

Pubblicazione della foto di una persona arrestata su un quotidiano

Ai fini della legittimità della pubblicazione su un quotidiano della fotografia di una persona arrestata, estratta dalle foto segnaletiche effettuate dalle forze dell’ordine, ma priva dei numeri identificativi propri di queste, fermo restando che la diffusione per finalità giornalistiche dell’immagine di persona cui è attribuito un reato deve ritenersi essenziale per l’esercizio del diritto di cronaca in relazione all’interesse pubblico all’identificazione del soggetto, occorre verificare il rispetto degli ulteriori limiti della pertinenza e della continenza.

Cassazione civile sez. III, 09/01/2014, n.194

Privacy e diritto di cronaca

La pubblicazione su un quotidiano del ritratto fotografico di una persona è lecita anche senza il suo consenso, se ricorrono le condizioni per il legittimo esercizio del diritto di cronaca e sempre che non ne derivi un pregiudizio all’immagine del soggetto ritratto (nella specie, il tribunale ha rigettato la domanda di una donna, che si doleva della pubblicazione, sull’edizione on line di un quotidiano, di due fotografie, sicuramente non creative, quindi non tutelabili come opere dell’ingegno, che la ritraevano, tratte dal suo profilo Facebook, senza il suo consenso; ciò perché, come illustrato nell’articolo di cronaca corredato dalle foto, l’attrice, così esponendosi alla pubblica attenzione, aveva denunciato il marito, funzionario pubblico, accusandolo di aver ricevuto tangenti, di cui ella avrebbe in un primo momento beneficiato, fino a che l’uomo non si era invaghito di una stagista, che ne aveva a sua volta ricavato illeciti vantaggi economici).

Tribunale Napoli Sez. spec. Impresa, 22/12/2018

Pubblicazione senza consenso dell’immagine

In tema di pubblicazione senza consenso dell’immagine, nei casi in cui risultino in tutto o in parte carenti i presupposti che giustificano l’eccezione alla regola del consenso necessario, deve ritenersi vietata qualsiasi diffusione senza consenso dell’immagine anche di persone note, che suscitano curiosità interesse per tutto ciò che li riguarda, anche se non ha alcuna attinenza con la loro attività professionale.

(Nella specie, pur in difetto di prova dell’esatta entità del danno patrimoniale subito, in considerazione sia della popolarità della persona ritratta e della corrispondente potenzialità di sfruttamento economico della sua immagine, sia dell’indubbio vantaggio commerciale conseguito dal settimanale nel pubblicare in esclusiva le foto della vacanza di un noto personaggio televisivo e della moglie, il Trib. ha accolto la domanda risarcitoria).

Tribunale Milano sez. I, 16/04/2015

Pubblicazione della foto di un personaggio famoso

È illecita la pubblicazione della foto di un personaggio famoso senza il suo consenso sulla copertina di un libro, che affronta un argomento inerente all’attività svolta dal personaggio stesso, in quanto lede il diritto all’identità personale ed allo sfruttamento commerciale della propria immagine. Pertanto, deve essere inibita l’ulteriore commercializzazione del libro con l’immagine in copertina e condannata la società che ha pubblicato il libro a corrispondere al personaggio, illecitamente ritratto, la metà del prezzo di copertina per ogni copia commercializzata in violazione del divieto oltre al risarcimento dei danni da determinarsi anche in via equitativa.

Tribunale Roma, 23/05/2001

Mancanza del consenso della persona ritrattata fotograficamente

Se manca il consenso della persona ritrattata fotograficamente alla pubblicazione della sua immagine (art. 96 l. 22 aprile 1941 n. 633), ovvero non sono rispettate le condizioni a cui esso è subordinato, colui che vende le foto ad un editore di un settimanale, è responsabile, anche extracontrattualmente, nei confronti di questi – e in solido con lui, se richiesto – del danno derivato al ritrattato dall’abusiva pubblicazione, e perciò l’acquirente può agire in regresso (art. 2055 c.c.), se il venditore non prova che egli si è assunto il rischio della pubblicazione senza detto consenso.

Cassazione civile sez. III, 10/06/1997, n.5175

Pubblicazione di una foto e notorietà del personaggio

Deve ritenersi illecito l’utilizzo, a fini pubblicitari, dell’immagine di una persona senza il suo consenso; in particolare, senza l’approvazione del soggetto fotografato, potrebbe solo ammettersi la pubblicazione di una foto giustificata dalla notorietà del personaggio ovvero di una foto scattata in pubblico ma ricollegata a detto fatto pubblico.

Tribunale Roma, 28/10/1992

Assenza di consenso espresso del soggetto ritratto

In assenza di consenso espresso del soggetto ritratto alla divulgazione della propria immagine, ovvero se il limite del consenso non risulta esplicitamente, l’autorizzazione prestata dall’interessato alla divulgazione della propria immagine, ove non sia in concreto limitata nel tempo o comunque sottoposta a vincoli, deve intendersi prestata illimitatamente e subordinata solo al criterio del c.d. uso prevedibile, con esclusione delle utilizzazioni che ne ledono il decoro, onore o reputazione (nella specie, è stata ritenuta lecita la pubblicazione di una foto di modella sulla copertina di un rotocalco, senza il consenso dell’interessata).

Pretura Roma, 16/06/1990

Interdizione della pubblicazione di una foto

Nel nostro ordinamento, la notorietà della persona ritratta non giustifica la pubblicazione, senza il suo consenso, di immagini attinenti a quella sfera di interessi e di attività personali che nulla hanno a che vedere con le esigenze pubbliche di informazione, in quanto estranee ai motivi, ai fatti ed agli avvenimenti che ne hanno determinato la notorietà (nella specie, sulla base di tale principio, è stata interdetta con provvedimento d’urgenza la pubblicazione, su un noto settimanale, di foto che ritraeva Marta Marzotto con Guttuso in atteggiamento affettuoso e confidente o che riproducevano quadri e disegni “scabrosi” di Guttuso per i quali la Marzotto aveva posato come modella, perché il tutto rappresentava il sodalizio artistico-sentimentale ed i rapporti di intimità tra i due, che erano sempre stati circondati da estremo riserbo).

Pretura Roma, 03/07/1987

Deroghe al divieto generale di divulgazione del ritratto

Le deroghe al divieto generale di divulgazione del ritratto senza il consenso dell’interessato, contenute nell’art. 97 legge n. 633 del 1941, trovano applicazione solo ove si accerti che la pubblicazione risponde ad uno specifico interesse pubblico all’informazione, prevalente rispetto alla tutela esclusiva dell’immagine (nella specie, è stata ritenuta illecita la pubblicazione, da parte della rivista “Playmen”, di alcune foto di scena, tratte dal film “La chiave”, ritraenti la protagonista principale in pose di nudo integrale poiché, pur trattandosi di un personaggio noto, l’operazione soddisfaceva soltanto l’interesse, evidentemente non tutelato dall’ordinamento alla conoscenza delle più riposte parti anatomiche dell’attrice).

Corte appello Roma, 08/09/1986



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1 Commento

  1. Un mio amico ha pubblicato una foto in cui ero in costume senza il mio consenso. Lui pensava di fare il simpatico, visto che ci sta chiaramente provando, ma io sono molto contrariata e soprattutto gli ho già detto che non c’è alcuna speranza perché non voglio rovinare la nostra amicizia e lui che fa? Cerca di farmi inutili dispettucci facendo mille scatti e “minacciando” ironicamente di postarli sul web. Ovviamente, prima sono stati gentile e gli ho chiesto chiaramente di non farlo, poi all’ennesima battuta, ho assunto un tono e un comportamento molto più freddo, serio e distaccato e gli ho detto chiaramente che avrei preso provvedimenti legali se avesse continuato ad importunarmi. Purtroppo, a volte, certi uomini non comprendono la linea di confine tra lo scherzo e la pressione e quindi occorre mettere i puntini sulle i

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