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Pediatra: ultime sentenze

28 Agosto 2020
Pediatra: ultime sentenze

Pediatra responsabile d’aver sottovalutato il peggioramento delle condizioni di salute del piccolo paziente poi deceduto. Ausilio minimo di dipendenti e costi per compensi a terzi per l’assistenza; requisito dell’autonoma organizzazione.

Responsabilità del pediatra

Non può essere ricondotta alla previsione scriminante di cui all’art. 3 d.l. n. 158/2012, conv., con modificazioni, in l. n. 189/2012 (c.d. legge Balduzzi) e, quindi, non è qualificabile in termini di colpa lieve, la condotta medica ingiustificatamente “attendista” posta in essere dal pediatra responsabile d’aver sottovalutato il peggioramento delle condizioni di salute del piccolo paziente poi deceduto (nel caso di specie sussiste la colpa grave del pediatra che, pur in presenza di sintomi manifesti che avrebbero dovuto indurlo ad un approccio diverso e, quindi, sia all’immediata visita domiciliare, sia al pronto indirizzamento del paziente in ambito ospedaliero, si è limitato a prescrivere la somministrazione di farmaci, procrastinando al pomeriggio del giorno successivo la visita domiciliare del paziente, durante la quale ha sottovalutato le condizioni di salute dello stesso, successivamente deceduto per infezione respiratoria).

Cassazione penale sez. IV, 15/11/2018, n.3206

Il medico convenzionato con il Ssn

In materia di presupposto soggettivo i.r.a.p., non sussiste autonoma organizzazione ex art. 2 d.lg. n. 446/1997 qualora un medico pediatra operante in regime di convenzione con il S.s.n., svolga la propria professione con l’ausilio minimo di dipendenti per lo svolgimento di attività di segreteria e prestazioni di terzi per l’attività episodica di assistenza funzionali al normale svolgimento dell’attività ambulatoriale (in questo senso la Corte di Cassazione sentenza n. 4851/2018 che, con riferimento alla precipua attività di medico convenzionato con il S.s.n. ha precisato che l’utilizzo di un solo collaboratore per mansioni di segreteria o due collaboratori part-time non fa insorgere il requisito dell’autonoma organizzazione presupposto per l’assoggettamento all’i.r.a.p.).

Comm. trib. prov.le Milano sez. II, 19/07/2018, n.3372

Il medico-pediatra convenzionato con l’Asl

Il contribuente, professionista esercente attività di medico-pediatra convenzionato con l’A.S.L., potrebbe, in linea generale, essere assoggettato all’IRAP qualora in possesso di “autonoma organizzazione”, pertanto spetta al giudice tributario valutare caso per caso la presenza di tale requisito. (Nel caso in esame, l’automa organizzazione non è stata ritenuta sussistente per la sola presenza di un reddito e dell’affitto dello studio).

Comm. trib. prov.le Padova sez. II, 03/01/2018, n.50

L’ottimale rapporto tra medico pediatra e assistibile

Il cd. rapporto ottimale tra medico pediatra e assistibile non costituisce un valore assoluto da raggiungere, ma solo una meta tendenziale per l’Amministrazione sanitaria, in condizioni di ordinaria gestione amministrativa; quando invece, a seguito delle dimissioni di un medico pediatra, un determinato territorio risulta caratterizzarsi per la presenza di un solo specialista, legittimamente la Regione indice la procedura per la nomina di un nuovo pediatra e procede alla nomina interinale di latro sanitario al fine di consentire agli utenti di esercitare la loro libertà di scelta, la quale deve essere considerata preponderante, a prescindere dalla residua capacità di assorbimento degli assistiti del medico rimasto in attività, ed in rapporto convenzionale con la Asl territoriale; la disciplina di settore assicura infatti un equo bilanciamento di contrapposti interessi in maniera tale da garantire prevalenza alla funzionalità del servizio sanitario erogato su base territoriale dalle aziende sanitarie locali.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 10/01/2017, n.7

Pediatra sottovaluta l’urgenza dell’intervento ospedaliero

È configurabile l’interruzione del nesso causale tra condotta ed evento quando la causa sopravvenuta innesca un rischio nuovo e del tutto eccentrico rispetto a quello originario attivato dalla prima condotta. (Nella fattispecie la S.C. ha escluso il nesso causale tra l’errore del pediatra, che aveva sottovalutato l’urgenza di un intervento sanitario da eseguirsi in ambiente ospedaliero, ed il decesso della paziente, giacché l’evento letale era stato determinato da un gravissimo errore dell’anestesista, qualificato dalla Corte “rischio nuovo e drammaticamente incommensurabile”, rispetto a quello innescato dalla prima condotta).

Cassazione penale sez. IV, 10/03/2016, n.15493

L’imposta Irap

Nel caso di un pediatra che, per lo svolgimento della propria attività, utilizzi parecchi studi professionali, è dovuta l’imposta Irap, in quanto il requisito dell’autonoma organizzazione deriva dall’elevato valore dei beni strumentali utilizzati e dall’importante importo di spese per il godimento di beni di terzi, dei quali il professionista non ha fornito prova contraria.

Comm. trib. prov.le Savona sez. I, 19/03/2013, n.30

L’esercizio associato dell’attività professionale

Nel caso di un pediatra che svolga la propria attività in regime di convenzione con il servizio sanitario nazionale, il presupposto dell’IRAP con riferimento all’esercizio associato dell’attività professionale, è illegittimo.

Comm. trib. prov.le Venezia sez. XIII, 29/01/2013, n.21

Attribuzione di incarico a tempo indeterminato di continuità assistenziale

In materia di incarichi a tempo indeterminato di medicina generale, la norma dell’art. 50 del d.P.R. n. 484 del 1996 – che stabilisce che l’incarico a tempo indeterminato di continuità assistenziale non è conferibile o cessa nei confronti del medico incaricato a tempo indeterminato per la medicina generale o per la pediatria di libera scelta che superi il limite rispettivamente di cinquecento e di duecentosessantasei scelte – non si pone in deroga all’art. 4 del medesimo decreto, che, nello stabilire le incompatibilità dei medici convenzionati con le attività previste dal decreto, esclude la possibilità di una duplicità di convenzioni nell’ambito dell’assistenza primaria, sicché deve ritenersi precluso al medico convenzionato come pediatra di svolgere attività di continuità assistenziale nel settore della medicina di base.

Cassazione civile sez. lav., 05/11/2007, n.23062

Non è responsabile di omicidio colposo il pediatra che non si è reso conto di una grave patolologia cardiaca, quando era carente, all’atto della visita una chiara sintomatologia specifica.

Corte appello Salerno, 05/06/2007

Medico pediatra convenzionato: la richiesta di accesso agli atti

Il medico pediatra convenzionato ha diritto a richiedere l’accesso agli atti con i quali l’amministrazione sanitaria ha proceduto all’assegnazione degli assistiti sul territorio comunale ove egli svolge la sua attività, non rilevando l’esigenza di tutelare la riservatezza dei terzi, dovendosi quest’ultima considerare recessiva quando l’accesso stesso sia esercitato per la cura e la difesa di un interesse giuridico, ed essendo sufficiente apprezzare l’esistenza della situazione legittimante e la funzionalità del documento richiesto alla tutela della medesima.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. IV, 07/12/2006, n.2441

Pediatra iscritto in un elenco diverso da quello dell’ambito territoriale in cui l’assistito è residente

L’art. 25 l. 23 dicembre 1978 n. 833, nel prevedere che “l’assistenza medico-generica e pediatrica è prestata dal personale dipendente o convenzionato dal servizio sanitario nazionale operante nelle Usl o nel comune di residenza del cittadino, intende affermare che l’ambito di operatività del personale sanitario convenzionato non può essere ristretto oltre il limite del territorio di competenza di Usl, per cui, ove un comune sia frazionato in più Usl, il limite di riferimento è quello del territorio comunale. Pertanto, è illegittimo l’art. 3 comma 6 d.P.R. 8 giugno 1987 n. 290, nella parte in cui subordina la possibilità di scelta a favore di un pediatra iscritto in un elenco diverso da quello proprio dell’ambito territoriale in cui l’assistito è residente, al parere obbligatorio di uno speciale organo consultivo, previsto dagli art. 8 e 9 d.P.R. n. 290 cit., peraltro limitando tale possibilità a casi speciali espressamente indicati.

Consiglio di Stato sez. IV, 02/05/1995, n.296


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