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Coronavirus: i contagi in Italia sono al limite di guardia

1 Agosto 2020
Coronavirus: i contagi in Italia sono al limite di guardia

L’indice Rt è superiore ad 1 in sette Regioni e a livello nazionale si attesta a 0,98 nell’ultima settimana. Mattarella: «Libertà non è far ammalare gli altri».

Nelle ultime 24 ore il bollettino del ministero della Salute riporta 379 nuovi casi positivi e 9 decessi, per un totale di 35.141 vittime in Italia. Con i nuovi contagiati cresce anche il numero dei pazienti attualmente in isolamento domiciliare, che ora sono 11.665 (230 in più del giorno precedente) mentre diminuiscono i ricoveri negli ospedali (-32, per un totale di 716) e nelle terapie intensive (-6, a quota 41).

L’andamento dei nuovi contagi è crescente, e si diffondono i focolai di infezione: ora sono 736, di cui 123 scoppiati in questa settimana. «Sono dati che parlano da soli», dice il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, che commenta: il virus circola, siamo in una fase epidemica controllata in Italia, di trasmissione diffusa e di tendenza in aumento». E avverte che «se non si rispettano le misure di contenimento, potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi nelle prossime settimane».

Quello che preoccupa di più gli esperti non è tanto l’attuale aumento del numero dei casi, quanto il livello dell’Rt, l’indice di contagiosità, che adesso è al limite del livello di guardia: la media nazionale è dello 0,98, dove la soglia di sicurezza è 1. Un valore più alto significa che l’infezione si sta propagando, anziché estinguersi. Sette Regioni italiane l’hanno superata, tra cui il Veneto che con 117 nuovi positivi e 45 focolai attivi raggiunge 1,66, la Sicilia (1,55) e la Campania (1,44) e queste ultime due erano sottosoglia appena una settimana fa.

Le altre sono l’Emilia Romagna, il Lazio, la Liguria e le province autonome di Bolzano e di Trento. Al di sotto del livello di guardia ora ci sono, tra le altre, la Lombardia (a 0,96) e il Piemonte (0,87). Il monitoraggio è effettuato dal ministero della Salute e dall’Iss su base settimanale e questi dati dell’indice di contagiosità riguardano il periodo dal 20 al 26 luglio. Sulla base dell’andamento, vengono adottati i provvedimenti restrittivi per arginare la diffusione del Covid.

«Al momento il nostro sistema sembra reggere bene, e i focolai vengono immediatamente identificati e contenuti», commenta Gianni Rezza dell’Iss, ma c’è la necessità di »continuare a tenere dei comportamenti prudenti in modo tale da mantenere il distanziamento fisico, utilizzare le mascherine in luoghi pubblici soprattutto al chiuso, e lavarsi frequentemente le mani».

Ieri, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è intervenuto, evidenziando che «il pericolo è ancora attuale, ci sono contagi e vittime»; ed ha sottolineato – con un chiaro riferimento al leader della Lega Matteo Salvini, che ha platealmente rifiutato di indossare la mascherina: «talvolta viene evocato il tema della violazione delle regole di cautela sanitaria come espressione di libertà. Occorre tener conto anche del dovere di equilibrio con il valore della vita, evitando di confondere la libertà con il diritto far ammalare altri», ricordando quanto accade nel mondo, dove «il rifiuto o l’impossibilità di seguire comportamenti virtuosi» ha provocato e sta provocando drammatiche conseguenze».



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