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Effetto Covid: crolla il Pil oltre le attese

1 Agosto 2020 | Autore:
Effetto Covid: crolla il Pil oltre le attese

Il dato preoccupa perché mette a rischio il rimbalzo dell’economia italiana nel 2021. E Conte accelera sui progetti europei: entro martedì la lista.

Una contrazione senza precedenti: il Pil italiano crolla del 12,4% nel secondo trimestre 2020, secondo l’ultima rilevazione dell’Istat. È il valore più basso registrato dal 1995, quando iniziarono le rilevazioni con l’attuale serie. Nel primo trimestre il calo era stato del 5,4%. Ora il dato tendenziale segna una caduta del 17,3%.

Così se il mondo finisce in recessione globale (il prodotto interno lordo crolla anche negli Usa e in Germania) l’Italia non è da meno e si colloca in prima fila in questo fosco contesto internazionale.

L’effetto Covid non fa distinzioni, sulle economie così come nella propagazione delle infezioni. Ma l’Italia soffre di più perché la nostra economia non è robusta come quella delle maggiori potenze mondiali ed era in crisi già prima dell’inizio della pandemia.

Tutti i settori, dall’industria al commercio ai consumi, registrano forti cali. A preoccupare non sono solo i dati attuali, visto che la nostra recessione non è dissimile da quella delle altre grandi economie, ma anche il fatto che il rimbalzo, atteso nel 2021, ora appare più lontano. Secondo la Banca d’Italia, i segnali di recupero dell’economia italiana appaiono flebili e incerti e forse dovremo attendere almeno il 2022 per recuperare appieno gli effetti negativi della pandemia.

Più ottimista il ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri, che commentando i dati Istat parla di «stime migliori delle attese» e annuncia «ulteriori misure di sostegno all’economia» nel prossimo decreto legge, che è già stato battezzato Decreto Agosto ed è atteso entro la prossima settimana.

Per la ripresa molto dipenderà da quando e come il Coronavirus sarà arginato dal punto di vista sanitario, ma quello che appare certo è che la crisi economica sarà persistente ed è difficile ipotizzare uno scenario in rapida risalita, in grado di colmare le perdite accumulate, che ormai si misurano nell’ordine di decine di miliardi nei vari comparti produttivi.

Anche per questo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, accelera sulle riforme: ha chiesto ai suoi ministri di presentare, entro martedì prossimo, l’elenco dei progetti che intendono candidare nel Recovery Plan, in modo da ottenere al più presto l’accesso ai nuovi fondi europei, che per l’Italia valgono più di 200 miliardi di euro, tra prestiti e trasferimenti a fondo perduto. «Non c’è tempo da perdere», ha detto più volte il premier, che conta di arrivare entro agosto ad un piano di ripresa definito, da sottoporre a settembre alle parti sociali ed al Parlamento per arrivare a presentarlo a Bruxelles entro il 15 ottobre.

Bisogna fare in fretta anche perché depositando la lista dei progetti entro quella data sarà possibile ottenere anche il prefinanziamento fino al 10% dell’importo totale, che per l’Italia vale circa 20 miliardi. Così il Governo lavorerà a ritmi serrati anche durante il mese di agosto: l’emergenza economica non ammette ferie per la compagine governativa.



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