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Danno auto in parcheggio supermercato: a chi rivolgersi?

2 Agosto 2020
Danno auto in parcheggio supermercato: a chi rivolgersi?

L’assicurazione auto copre anche gli incidenti, gli scontri o i graffi riportati in un’area privata aperta al pubblico come il posto auto scoperto o interrato del centro commerciale?

Quando si entra nel parcheggio di un supermercato si ha a che fare con un traffico convulso e schizofrenico: la fretta, la disperata ricerca di un posto dove lasciare la macchina e gli spazi angusti disegnati dalle strisce sull’asfalto portano spesso gli automobilisti a comportamenti inconsulti. Frequenti sono allora i tamponamenti o le strisciate alla carrozzeria durante le manovre di entrata o uscita dalle aree riservate ai clienti. Ed allora è normale chiedersi se, in questi casi, opera l’assicurazione. A chi rivolgersi per il danno auto in parcheggio del supermercato? Cerchiamo di fare il punto della situazione alla luce della giurisprudenza della Cassazione.

Quando opera l’assicurazione

Detto in modo molto semplice e pratico, l’assicurazione obbligatoria copre per tutti quei danni derivanti dalla circolazione di due o più veicoli a motore avvenuti non solo sulle strade pubbliche ma anche su quelle private non chiuse al transito. 

Il punto a lungo controverso è stata la definizione del concetto di “circolazione”.

Per «circolazione» si intende qualsiasi fase collegata al normale utilizzo dell’auto a prescindere dal fatto che il motore sia acceso o spento o che il veicolo sia fermo o in movimento. È “circolazione”, quindi, l’entrare in un parcheggio, il fatto di lasciare l’auto vicino a una curva, in posizione tale da determinare il rischio per altri conducenti; lo stazionare in una piazzola di emergenza; la fermata in prossimità del Telepass o del rifornimento di carburante. In tali occasioni, opera quindi la copertura assicurativa per i danni prodotti a terzi.

C’è poi l’aspetto geografico da tenere in considerazione, ossia il luogo ove avviene l’incidente. E sul punto la Cassazione è stata molto chiara: la copertura assicurativa opera anche in quelle strade o piazzole private ma non delimitate da transenne o altre sbarre che possano impedire il passaggio al pubblico. Pertanto, la compagnia assicurativa è tenuta a risarcire anche i danni che avvengono in uno spiazzo della pompa di benzina, in un’area condominiale dove può entrare chiunque (ad esempio, i clienti dei negozianti) o in un parcheggio del supermercato.

Di tanto abbiamo già parlato, in modo più diffuso, nell’articolo “Strade su cui non copre l’assicurazione“.

Come chiarito dalla Cassazione [1], la vittima di un sinistro stradale può farsi risarcire dall’assicuratore quando l’incidente avviene su strade pubbliche od «a queste equiparate», per tali ultime intendendosi anche le aree private dove è consentita la circolazione ad un numero indeterminato di persone, come ad esempio le aree destinate alla distribuzione di carburante agli utenti o quelle dei supermercati (non rileva quindi che, ai diversi fini della disciplina dell’obbligo di precedenza, tali aeree siano qualificabili come “non soggette a pubblico transito”).

Danno auto in parcheggio supermercato: a chi rivolgersi?

Alla luce di quanto abbiamo appena detto, nel caso in cui vi sia uno scontro tra due auto in un parcheggio del supermercato, dopo aver preso i dati del conducente responsabile del sinistro, ci si deve rivolgere alla propria compagnia per ottenere il risarcimento.

Se invece il danno è stato provocato in assenza del proprietario da un’auto rimasta non identificata, bisogna presentare la richiesta di risarcimento al Fondo di garanzia vittime della strada (con raccomandata a.r.) che poi designerà un’assicurazione del luogo per la gestione del sinistro.

La compagnia farà periziare l’auto per verificare che i danni presenti siano compatibili con l’ipotesi di uno scontro tra veicoli a motore. Difatti, se il danno dovesse essere procurato da un carrello della spesa, in tal caso l’unica soluzione è di chiedere il risarcimento alla persona responsabile (non avendo più alcun ruolo l’assicurazione, non trattandosi di un veicolo a motore). Chiaramente, se il colpevole non dovesse essere identificabile, l’unica speranza di farsi risarcire sarà l’attivazione della eventuale polizza atti vandalici, per chi ne è provvisto.


note

[1] Cass sent. n. 5111/2011.


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