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Rottura del fidanzamento e risarcimento dei danni

10 Ottobre 2020 | Autore:
Rottura del fidanzamento e risarcimento dei danni

Cosa accade se il rapporto tra due fidanzati si interrompe?

Nel nostro Paese, il fidanzamento rappresenta da sempre un momento importante nella vita delle persone. Continua ad esserci grande attenzione rispetto al rito e a tutto quello che circonda questa fase della vita giovanile. Forse, non è più il tempo del solenne ingresso del fidanzato nella casa della fidanzata, ma è pur vero che ancora oggi l’anello di fidanzamento viene acquistato e indossato dalla maggior parte delle coppie. E se anche i termini fidanzato e fidanzata non sono più molto utilizzati, le nuove generazioni si riferiscono comunque allo stesso tipo di legame nell’usare termini come ragazzo e ragazza oppure compagno e compagna. Al di là degli appellativi utilizzati, resta il vincolo che lega due persone. E questo vincolo è ancora oggi la caratteristica fondamentale di quella fase del rapporto chiamata fidanzamento. Come ogni relazione affettiva, anche il fidanzamento può terminare bruscamente, cioè senza il passo definitivo del matrimonio (o di una unione civile o di una stabile convivenza).

Nell’articolo che segue analizzeremo, sotto il profilo giuridico, proprio la fine del fidanzamento. In particolare, ci soffermeremo sulla rottura del fidanzamento e risarcimento dei danni. Approfondiremo anche l’aspetto relativo al tipo di danni che possono essere richiesti al partner.

Cos’è la promessa di matrimonio?

Dal punto di vista della legge, il fidanzamento produce effetti nel momento in cui i fidanzati si fanno una promessa di matrimonio.

Se il legame tra due fidanzati si interrompe prima della promessa di matrimonio, la rottura del fidanzamento non potrà obbligare al risarcimento dei danni e nemmeno alla restituzione dei doni fatti reciprocamente.

Dopo questa importante premessa, occorre dire che la promessa di matrimonio è la promessa che i fidanzati si fanno reciprocamente di prendersi come marito e moglie. Questa promessa può essere fatta scambiandosi verbalmente il reciproco impegno oppure con un atto pubblico o con una scrittura privata.

La legge [1], per proteggere la fondamentale libertà degli individui di scegliere liberamente se sposarsi o meno, stabilisce che questa promessa, in qualunque forma sia stata fatta, non obbliga i fidanzati a sposarsi e nemmeno ad eseguire ciò che essi si erano impegnati ad eseguire nel caso in cui la promessa non fosse stata mantenuta.

Tuttavia, nel paragrafo seguente vedremo che la rottura senza giustificato motivo del fidanzamento, cioè il rifiuto ingiustificato di adempiere la promessa di matrimonio, può obbligare il fidanzato che abbia rifiutato di sposarsi a risarcire alcuni danni causati all’ex partner.

Comunque, in tutti i casi in cui la promessa di matrimonio non sia adempiuta, qualunque sia il motivo e qualunque sia stata la forma della promessa di matrimonio (verbale o scritta), i fidanzati sono obbligati a restituirsi reciprocamente i doni fatti a causa della promessa di matrimonio a condizione che la richiesta di restituzione avvenga entro un anno dal giorno del rifiuto di celebrare le nozze o dal giorno della morte di uno dei fidanzati [2].

Se dopo la promessa di sposarsi i fidanzati si scambiano un orologio ed il dono viene fatto a causa della promessa fatta, quel dono andrà restituito in caso di rottura del fidanzamento, qualunque sia il motivo della mancata celebrazione delle nozze

La promessa di matrimonio può essere scritta o verbale

Il fidanzato che non adempie la promessa deve risarcire i danni?

Nel precedente paragrafo abbiamo chiarito che in tutti i casi di mancato adempimento della promessa di matrimonio, qualunque sia il motivo per cui la promessa non sia stata mantenuta, i fidanzati devono restituirsi reciprocamente i doni che si fecero a causa della promessa.

Invece, il fidanzato che senza un giustificato motivo ha rotto il fidanzamento, cioè si è rifiutato di sposarsi dopo aver fatto la promessa, è obbligato dalla legge [3] al risarcimento dei danni nei confronti dell’ex partner per le spese fatte e gli impegni assunti a causa di quella promessa.

Questo obbligo di risarcire i danni per le spese fatte e gli obblighi contratti a causa della promessa di matrimonio esiste:

  • solo se la promessa fu fatta con scrittura privata o per atto pubblico (davanti all’ufficiale di stato civile per esempio);
  • anche a carico del fidanzato che per propria colpa ha dato al partner un giusto motivo per rifiutarsi di sposarsi;
  • solo se la domanda di risarcimento è proposta entro un anno dal giorno in cui vi fu il rifiuto di celebrare le nozze.

Se un fidanzato, dopo la promessa di matrimonio fatta in una scrittura privata, tradisce il proprio partner e quest’ultimo si rifiuta di sposarsi per questo motivo, il fidanzato che ha commesso l’atto di infedeltà dovrà risarcire le spese fatte dal partner a causa della promessa come possono essere quelle relative all’abito nuziale.

La rottura ingiustificata del fidanzamento obbliga al risarcimento dei danni


note

[1] Art. 79 cod. civ.

[2] Art. 80 cod. civ.

[3] Art. 81 cod. civ.


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